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Karel Apek

    Karel Čapek è uno degli scrittori cechi più influenti del XX secolo. Scrisse con intelligenza e umorismo su una vasta gamma di argomenti. Le sue opere sono note per le loro descrizioni interessanti e precise della realtà, e Čapek è rinomato per il suo eccellente lavoro con la lingua ceca. La sua opera teatrale *R.U.R. (Rossum's Universal Robots)* ha reso popolare per la prima volta la parola 'robot'.

    Hordubal
    R.U.R. Rossum's Universal Robots
    • R.U.R. Rossum's Universal Robots

      • 169pagine
      • 6 ore di lettura

      "R.U.R. Rossum's Universal Robots", scritta nel 1920, è l'opera teatrale che introduce nella cultura mondiale il termine "robot". Nella prima metà degli anni Venti si afferma sui palcoscenici di tutto il mondo con grande rapidità: nel 1921 è in scena a Praga e Aquisgrana, un anno dopo a Varsavia, Belgrado e New York, nel 1923 a Berlino, Vienna, Londra e Zurigo, nel 1924 a Parigi, Bruxelles, Stoccolma e Tokio. Utopia planetaria che coinvolge il destino dell'intera umanità, propone una riflessione sulle paure ancestrali che l'uomo del XX secolo prova di fronte alla rapidità senza precedenti con cui il progresso scientifico avanza. La creazione di un uomo artificiale, il suo sfruttamento nel mercato del lavoro e perfino lo scoppio di guerre distruttive sono all'epoca temi già noti; la grande novità del dramma tragicomico di Karel Capek consiste nel ridurre al minimo la distanza tra creatura artificiale e umana. Il robot è un operaio artificiale non meccanico, è una replica semplificata dell'uomo: nelle intenzioni dell'autore "R.U.R." è un grido d'allarme, "un ammonimento alla società tecnologica, perché si avveda in tempo del baratro in cui sta precipitando". Sarà invece l'aspetto spettacolare e drammatico della lotta tra uomini e robot a catturare l'attenzione degli spettatori e a inaugurare un filone che avrà grande successo letterario e cinematografico lungo il Novecento.

      R.U.R. Rossum's Universal Robots
      4,3
    • Hordubal

      Heimkehr aus der Fremde (Band 65, Klassiker in neuer Rechtschreibung)

      • 116pagine
      • 5 ore di lettura

      In der Reihe »Klassiker in neuer Rechtschreibung« präsentiert Klara Neuhaus-Richter bedeutende Werke der Weltliteratur in der empfohlenen Duden-Schreibweise. Karel Čapeks "Hordubal" erzählt von Juraj Hordubal, einem Bergmann, der nach Jahren harter Arbeit in Amerika in die Karpatenukraine zurückkehrt. Dort muss er feststellen, dass sich seine Frau Polana verändert hat und nichts mehr so ist, wie es war. Der Roman wurde erstmals 1933 in Prag veröffentlicht und liegt hier in der deutschen Übersetzung von Otto Pick vor. In dieser Neuauflage, herausgegeben von Klara Neuhaus-Richter, wurden die Anführungszeichen im dritten Buch weggelassen, um dem ursprünglichen Text zu folgen. Die Umschlaggestaltung stammt von Rainer Richter und basiert auf einer Porträtzeichnung von Josefine Weinschrott. Karel Čapek, geboren 1890 in Malé Svatöovice, studierte in Berlin und Prag und arbeitete als Bibliothekar und Journalist. Er wurde 1923 Dramaturg am Prager Theater und ist vor allem für seine dystopischen Science-Fiction-Werke bekannt, in denen er vor den Gefahren industrieller Massenproduktion warnt. Der Begriff "Roboter" stammt aus seinem Drama "R.U.R.". Čapek starb am 25. Dezember 1938 in Prag an einer Lungenentzündung und gilt als einer der bedeutendsten Autoren der tschechischen Literatur des 20. Jahrhunderts.

      Hordubal