Il popolo è immortale
- 285pagine
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Robert Chandler è un autore britannico il cui lavoro esplora le profondità dell'esperienza umana attraverso traduzioni magistrali e poesia originale. Il suo approccio alla letteratura consiste nel far rivivere attentamente le voci di altri scrittori, scoprendo temi universali che risuonano attraverso culture e lingue. L'abilità di Chandler nel cogliere lo spirito dell'originale, sia esso prosa russa o poesia antica, lo rende una figura significativa nella traduzione letteraria. I suoi contributi portano opere durature ai lettori, arricchendo al contempo il panorama letterario contemporaneo con la sua prospettiva unica.



One of Pushkin’s most thrilling prose works, Dubrovsky follows the adventures of an aristocrat-turned-brigand and his audacious scheme for revenge. It is published here with the short story Egyptian Nights. Dubrovsky is the son of a landowner whose property has been confiscated by a corrupt and malicious general. After his father dies, and his faithful servants burn his ancestral home to the ground, Dubrovsky turns to crime. But to achieve his ultimate aim of avenging his father, he must resort to subtler means than banditry. Masquerading as a French tutor, he enters the General’s house and sets about beguiling his daughter. Asking hard questions of our faith in social institutions, in particular the law, Dubrovsky displays the considerable storytelling skill of Russia’s greatest poet. Alexander Pushkin wrote lyric and narrative poems, but his masterwork is the verse novel Eugene Onegin.
Nel 1960, Vasilij Grossman, scrittore noto sin dagli anni Trenta e corrispondente di guerra, completò un grande romanzo a cui aveva dedicato quasi dieci anni. Ignorava che il manoscritto della sua epopea, ambiziosa quanto il "Guerra e pace" del Novecento, fosse già sotto esame del Comitato centrale. Nel febbraio del 1961, due agenti del KGB confiscano non solo il manoscritto, ma anche le carte carbone e i nastri della macchina da scrivere, per garantire che non rimanesse traccia del "grande romanzo". I burocrati sovietici percepirono immediatamente la minaccia rappresentata da un'opera come "Vita e destino", considerandola forse più pericolosa del "Dottor Zivago". Ciò che appare come un vasto affresco storico si rivela rapidamente una profonda riflessione sul male. Attraverso le vicende di numerosi personaggi interconnessi, Grossman esplora la natura del male, rivelando come esso si mascheri da bene universale, giustificando atrocità e bassezze. La sua analisi mette in luce la menzogna e la cancellazione della verità, inducendo a piegarsi davanti a ideali sublimi. George Steiner ha osservato che "libri come Vita e destino" superano quasi tutti i romanzi seriamente considerati in Occidente.