Le stelle: La casa degli spiriti
Con una prefazione inedita dell'autrice - Nuova ediz.
- 480pagine
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Con una prefazione inedita dell'autrice - Nuova ediz.
The Real Life of Alejandro Mayta is an astute psychological portrait of a modern revolutionary and a searching account of an old friend's struggle to understand him. First published in English in 1986, the novel probes the long and checkered history of radical politics in Latin America.
Per cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni Fiorentino Ariza ha perseverato nel suo amore per Fermina Daza, la più bella ragazza dei Caraibi, senza mai vacillare davanti a nulla, resistendo alle minacce del padre di lei e senza perdere le speranze neppure di fronte al matrimonio d'amore di Fermina con il dottor Urbino. Un eterno incrollabile sentimento che Fiorentino continua a nutrire contro ogni possibilità fino all'inattesa, quasi incredibile, felice conclusione. Una storia d'amore e di speranza con la quale, per una volta, Gabriel García Márquez abbandona la sua abituale inquietudine e il suo continuo impegno di denuncia sociale per raccontare un'epopea di passione e di ottimismo. Un romanzo atipico da cui emergono il gusto intenso per una narrazione corposa e fiabesca, le colorate descrizioni dell'assolato Caribe e della sua gente. Un affresco nel quale, non senza ironia, si dipana mezzo secolo di storia, di vita, di mode e abitudini, aggiungendo una nuova folla di protagonisti a una tra le più straordinarie gallerie di personaggi della letteratura contemporanea.
"Efortul de a scrie o povestire este la fel de intens ca la inceputul unui roman. Caci in primul paragraf al unui roman trebuie definit totul: structura, ton, ritm, lungime si uneori chiar si caracterul vreunui presonaj. Restul este placerea de a scrie, cea mai intima si solitara care se poate imagina, si daca nu-ti petreci restul vietii corectandu-ti cartea e fiindca aceeasi rigoare de fier care e nevoie ca s-o incepi se impune si ca s-o termini. Povestirea, in schim, nu are nici inceput, nici sfarsit: se leaga sau nu se leaga." Gabriel García Márquez
«La prima volta che vidi Carlos Wieder fu nel 1971 o forse nel 1972 quando Allende era presidente del Cile». Chi è Carlos Wieder? È un poeta, un aviatore che scrive versi nel cielo, un killer di poeti, un torturatore, un fotografo surrealista delle vittime, e poi un fuggiasco in Europa, poeta d'avanguardia e forse operatore-assassino di film hard core criminali (quelli in cui si commettono omicidi). Questo è il racconto delle sue imprese, ma soprattutto della caccia condotta, dopo la caduta di Pinochet, da un vecchio poliziotto esiliato: e diventa un viaggio palpitante, seguito come una cronaca dal narratore, nelle diverse identità fittizie del poeta-torturatore. In un'intervista a proposito del suo primo libro tradotto in italiano (La letteratura nazista in America, una narrativa grottesca stranamente trascurata appena giunta in Italia) Roberto Bolaño dichiara il suo debito verso Borges e i suoi sogni letterari, e verso l'Alfonso Reyes delle Vite reali eimmaginarie. Sicché non è facile dire se Carlos Wieder sia un personaggio reale o immaginario. Viene da un incubo, e gli incubi - come sapevano Borges e Reyes - conservano un nucleo di verità più reale della realtà.
Sullo sfondo dell'inquieto scenario della società cilena, il sorgere di un amore tra due giovani giornalisti impegnati in una pericolosa indagine. Evangelina, una ragazza di facoltà medianiche, sparisce all'improvviso sequestrata dalla polizia. I due giovani, Irene e Francisco, si mettono alla sua ricerca, percorrendo una triste trafila che li porta dai commissariati alle carceri, dalla morgue ai campi di concentramento, mentre l'incubo della dittatura si fa sempre più incombente. Nell'appassionata descrizione della crescita sentimentale ed etica dei due giovani, dietro cui si cela una vicenda collettiva dura e drammatica, e nella perfetta costruzione di una trama che si fa via via sempre più avvincente, Isabel Allende dispiega ancora una volta le grandi doti di narratrice che hanno fatto de La casa degli spiriti un bestseller mondiale.
Preoccupato per una legge che avrebbe consentito il suo trasferimento in un carcere statunitense, il boss del narcotraffico Pablo Escobar reagisce con una mossa durissima e spettacolare: il sequestro di dieci persone di primo piano della società colombiana. Gabriel García Márquez ha ricostruito la loro vicenda, dando vita a un romanzo realistico e avvincente.
Per cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni Florentino Ariza ha perseverato nel suo amore per Fermina Daza, la più bella ragazza del Caribe. Ha resistito alle minacce del padre di lei e non ha perso le speranze neppure davanti al matrimonio di Fermina con il dottor Urbino. Un sentimento eterno e incrollabile che Florentino continua a nutrire contro ogni possibilità fino all'inattesa, quasi incredibile, felice conclusione. Una storia d'amore e di speranza, un affascinante racconto di passione e di ottimismo; un'irresistibile epopea romantica, uno sfrenato e travolgente inno alla vita e alla fantasia.
È un universo leggero e affollato, fondato meno sul dramma che sull'ironia, che ruota intorno a due straordinari personaggi: da una parte Pedro Camacho, prolifico autore di radiodrammi per Radio Central a Lima, e dall'altra Mario, giovane studente perdigiorno che coltiva una sua ambizione letteraria e che si innamora della zia divorziata, Julia appunto, con la quale finirà per convolare a nozze con grande scandalo dei familiari. E mentre Pedro scivolerà a poco a poco in una dolce e inconcludente follia, confondendo sempre più gravemente le trame dei suoi sceneggiati e condannandosi infine al silenzio, Mario diventerà invece uno scrittore di successo, che quando incontrerà di nuovo il suo antico "modello", potrà vedere nell'oblio di lui una sorta di prefigurazione del suo futuro, o forse del destino di tutti gli uomini.
E' la cronaca della vita di una bellissima marchesina di dodici anni ritenuta indemoniata e del suo disperato amore per un esorcista. Una favola di passione, mistero e morte ambientata nell'esotico mondo dei Caraibi.
Da un'antica tomba nel convento delle clarisse emerge una lunghissima chioma rossa. Da questo evento ha origine il romanzo, ambientato in una Cartagena de Indias perduta in un oscuro passato coloniale. Una bellissima bambina, un medico negromante e un giovane esorcista posseduto dal mal d'amore sono protagonisti di una passione innaturale e distruttiva. García Márquez dà vita a pagine di struggente poesia e di emozionato pudore e conduce il lettore in un universo capace di travolgere i sensi e i sentimenti in nome di una passione erotica che diventa malattia, metafora della letteratura e della vita.
Il Che considerava la sua morte come naturale e probabile nel corso del processo rivoluzionario, e non mancò mai di sottolineare, specialmente nei suoi ultimi scritti, che questa eventualità non avrebbe impedito la marcia inevitabile della rivoluzione in America Latina. Nel diario del Che possiamo constatare quanto reali fossero le sue possibilità di successo e quanto straordinario fosse il potere catalizzatore della guerriglia, da lui puntualizzati nei suoi appunti. Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti, in ogni epoca e in ogni circostanza, ma mai, senza la lotta, si potrà avere la libertà. Il Che non è sopravvissuto alle sue idee, ma ha saputo fecondarle con il proprio sangue.
Vi si narra la vicenda o meglio la carriera, di Pedro Camacho, fecondissimo produttore boliviano d'intrecci (lo chiamano anche Balzac creolo) che, chiuso in una mefitica stanzetta, sforna trame melodrammatiche e truculente per un programma di feuilleton di Radio Lima. Tutti attendono con impazienza le puntate della sua fantasia, ma improvvisamente le differenti trame di appendice prendono a confondersi tra loro. Camacho è impazzito e sarà degradato a galoppino d'una rivista di sicuro fallimento. D'altro lato, ecco invece la storia di Mario, giovane aspirante scrittore attratto da questa curiosa macchina dell'immaginario che ci racconta una sua complicata storia: s'innamora di una zia vedova e più matura che finirà per sposare.
"L'anno dei miei novant'anni decisi di regalarmi una notte di amore folle con un'adolescente vergine." Comincia così il nuovo romanzo di Gabriel Garcia Márquez, il libro con cui il premio Nobel colombiano torna dopo dieci anni alla narrativa. A raccontare è la voce dell'anziano protagonista, un giornalista eccentrico e solitario, che accanto a un'adolescente scopre il piacere inverosimile di contemplare il corpo nudo di una donna che dorme "senza le urgenze del desiderio o gli intralci del pudore". Scopre forse per la prima volta l'amore, quello che non ha mai cercato in tutte le donne che ha incontrato e conosciuto, trovando "l'inizio di una nuova vita a un'età in cui la maggior parte dei mortali è già morta".