Con una prefazione inedita dell'autrice - Nuova ediz.
480pagine
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La casa degli spiriti narra la saga familiare dei Trueba, dai primi del XX secolo fino ai giorni nostri. Magistralmente ambientata in qualche luogo dell'America Latina, la novela segue passo dopo passo il drammatico e stravagante destino di personaggi intrappolati in un ambiente sorprendente ed esotico. Una novela di impeccabile pulso stilistico e acuta lucidità storica e sociale.
Per cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni Fiorentino Ariza ha perseverato nel suo amore per Fermina Daza, la più bella ragazza dei Caraibi, senza mai vacillare davanti a nulla, resistendo alle minacce del padre di lei e senza perdere le speranze neppure di fronte al matrimonio d'amore di Fermina con il dottor Urbino. Un eterno incrollabile sentimento che Fiorentino continua a nutrire contro ogni possibilità fino all'inattesa, quasi incredibile, felice conclusione. Una storia d'amore e di speranza con la quale, per una volta, Gabriel García Márquez abbandona la sua abituale inquietudine e il suo continuo impegno di denuncia sociale per raccontare un'epopea di passione e di ottimismo. Un romanzo atipico da cui emergono il gusto intenso per una narrazione corposa e fiabesca, le colorate descrizioni dell'assolato Caribe e della sua gente. Un affresco nel quale, non senza ironia, si dipana mezzo secolo di storia, di vita, di mode e abitudini, aggiungendo una nuova folla di protagonisti a una tra le più straordinarie gallerie di personaggi della letteratura contemporanea.
"Efortul de a scrie o povestire este la fel de intens ca la inceputul unui roman. Caci in primul paragraf al unui roman trebuie definit totul: structura, ton, ritm, lungime si uneori chiar si caracterul vreunui presonaj. Restul este placerea de a scrie, cea mai intima si solitara care se poate imagina, si daca nu-ti petreci restul vietii corectandu-ti cartea e fiindca aceeasi rigoare de fier care e nevoie ca s-o incepi se impune si ca s-o termini. Povestirea, in schim, nu are nici inceput, nici sfarsit: se leaga sau nu se leaga." Gabriel García Márquez
«La prima volta che vidi Carlos Wieder fu nel 1971 o forse nel 1972 quando Allende era presidente del Cile». Chi è Carlos Wieder? È un poeta, un aviatore che scrive versi nel cielo, un killer di poeti, un torturatore, un fotografo surrealista delle vittime, e poi un fuggiasco in Europa, poeta d'avanguardia e forse operatore-assassino di film hard core criminali (quelli in cui si commettono omicidi). Questo è il racconto delle sue imprese, ma soprattutto della caccia condotta, dopo la caduta di Pinochet, da un vecchio poliziotto esiliato: e diventa un viaggio palpitante, seguito come una cronaca dal narratore, nelle diverse identità fittizie del poeta-torturatore. In un'intervista a proposito del suo primo libro tradotto in italiano (La letteratura nazista in America, una narrativa grottesca stranamente trascurata appena giunta in Italia) Roberto Bolaño dichiara il suo debito verso Borges e i suoi sogni letterari, e verso l'Alfonso Reyes delle Vite reali eimmaginarie. Sicché non è facile dire se Carlos Wieder sia un personaggio reale o immaginario. Viene da un incubo, e gli incubi - come sapevano Borges e Reyes - conservano un nucleo di verità più reale della realtà.
Sullo sfondo dell'inquieto scenario della società cilena, il sorgere di un amore tra due giovani giornalisti impegnati in una pericolosa indagine. Evangelina, una ragazza di facoltà medianiche, sparisce all'improvviso sequestrata dalla polizia. I due giovani, Irene e Francisco, si mettono alla sua ricerca, percorrendo una triste trafila che li porta dai commissariati alle carceri, dalla morgue ai campi di concentramento, mentre l'incubo della dittatura si fa sempre più incombente. Nell'appassionata descrizione della crescita sentimentale ed etica dei due giovani, dietro cui si cela una vicenda collettiva dura e drammatica, e nella perfetta costruzione di una trama che si fa via via sempre più avvincente, Isabel Allende dispiega ancora una volta le grandi doti di narratrice che hanno fatto de La casa degli spiriti un bestseller mondiale.
Preoccupato per una legge che avrebbe consentito il suo trasferimento in un carcere statunitense, il boss del narcotraffico Pablo Escobar reagisce con una mossa durissima e spettacolare: il sequestro di dieci persone di primo piano della società colombiana. Gabriel García Márquez ha ricostruito la loro vicenda, dando vita a un romanzo realistico e avvincente.
Per cinquantun anni, nove mesi e quattro giorni Fiorentino Ariza ha perseverato nel suo amore per Fermina Daza, la più bella ragazza dei Caraibi, senza mai vacillare davanti a nulla, resistendo alle minacce del padre di lei e senza perdere le speranze neppure di fronte al matrimonio d'amore di Fermina con il dottor Urbino. Un eterno incrollabile sentimento che Fiorentino continua a nutrire contro ogni possibilità fino all'inattesa, quasi incredibile, felice conclusione. Una storia d'amore e di speranza con la quale, per una volta, Gabriel García Márquez abbandona la sua abituale inquietudine e il suo continuo impegno di denuncia sociale per raccontare un'epopea di passione e di ottimismo. Un romanzo atipico da cui emergono il gusto intenso per una narrazione corposa e fiabesca, le colorate descrizioni dell'assolato Caribe e della sua gente. Un affresco nel quale, non senza ironia, si dipana mezzo secolo di storia, di vita, di mode e abitudini, aggiungendo una nuova folla di protagonisti a una tra le più straordinarie gallerie di personaggi della letteratura contemporanea. La nuova traduzione di Angelo Morino è ripresa dalla prima edizione ne "I Meridiani" del 2004.
Da un'antica tomba nel convento delle clarisse emerge una lunghissima chioma rossa. Da questo evento ha origine il romanzo, ambientato in una Cartagena de Indias perduta in un oscuro passato coloniale. Una bellissima bambina, un medico negromante e un giovane esorcista posseduto dal mal d'amore sono protagonisti di una passione innaturale e distruttiva. García Márquez dà vita a pagine di struggente poesia e di emozionato pudore e conduce il lettore in un universo capace di travolgere i sensi e i sentimenti in nome di una passione erotica che diventa malattia, metafora della letteratura e della vita.
The Real Life of Alejandro Mayta is an astute psychological portrait of a modern revolutionary and a searching account of an old friend's struggle to understand him. First published in English in 1986, the novel probes the long and checkered history of radical politics in Latin America.
This diary, Che Guevara's last, was compiled from notebooks found in his knapsack after his capture by the Bolivian army in October 1967, leading to his execution. It serves as the basis for a new biopic directed by Steven Soderbergh, featuring Benicio del Toro as Che. Revised by Che's widow, who originally transcribed it, this edition provides a definitive account of his efforts to ignite a continent-wide revolution in Latin America. The publication history of this diary is notable; it was initially released in extracts by the CIA to undermine Che's guerrilla movement and justify mass arrests in Bolivia. These extracts were also used in the trial of Regis Debray and to insinuate a romantic link between Che and Tania, who is featured in another book published by Ocean Press. This new edition includes a preface by Che's eldest son, Camilo Guevara, along with new materials such as photos, maps, documents, and a glossary developed with the Che Guevara Studies Center in Havana. Additionally, it contains memoirs from guerrillas who fought alongside Che in Bolivia. The Soderbergh film will draw from this diary and another title, Reminiscences of the Cuban Revolutionary War, both published by Ocean Press in fall 2005.
È un universo leggero e affollato, fondato meno sul dramma che sull'ironia, che ruota intorno a due straordinari personaggi: da una parte Pedro Camacho, prolifico autore di radiodrammi per Radio Central a Lima, e dall'altra Mario, giovane studente perdigiorno che coltiva una sua ambizione letteraria e che si innamora della zia divorziata, Julia appunto, con la quale finirà per convolare a nozze con grande scandalo dei familiari. E mentre Pedro scivolerà a poco a poco in una dolce e inconcludente follia, confondendo sempre più gravemente le trame dei suoi sceneggiati e condannandosi infine al silenzio, Mario diventerà invece uno scrittore di successo, che quando incontrerà di nuovo il suo antico "modello", potrà vedere nell'oblio di lui una sorta di prefigurazione del suo futuro, o forse del destino di tutti gli uomini.
"L'anno dei miei novant'anni decisi di regalarmi una notte di amore folle con un'adolescente vergine". Comincia così il nuovo romanzo di Gabriel Garcia Márquez, il libro con cui il premio Nobel colombiano torna dopo dieci anni alla narrativa. A raccontare è la voce dell'anziano protagonista, un giornalista eccentrico e solitario, che accanto a un'adolescente scopre il piacere inverosimile di contemplare il corpo nudo di una donna che dorme "senza le urgenze del desiderio o gli intralci del pudore". Scopre forse per la prima volta l'amore, quello che non ha mai cercato in tutte le donne che ha incontrato e conosciuto, trovando "l'inizio di una nuova vita a un'età in cui la maggior parte dei mortali è già morta".
Il libro di Gabriel García Márquez racconta gli ultimi anni di vita del famoso generale Simón Bolívar e i ricordi della vicenda che lo rese liberatore, ripercorrendo gli amori, le avventure, i rischi e le passioni di un uomo, prima che un generale, la cui forza ideologica di libertà trascinò la Bolivia, il Perù e il Venezuela all'indipendenza dal dominio spagnolo in Sudamerica. Ma più che le vittorie, il libro si sofferma sulle sconfitte di un sogno: le guerre civili, i colpi di stato, gli interessi e la politica che tradirono le speranze del generale e del popolo. Al liberatore, a cui fu tributato l'onore di intitolare uno Stato, non rimane che il ricordo indelebile dell'immagine di un grande stato sudamericano libero. Accantonato, sorpassato e deluso, morirà in solitudine nel suo labirinto di ricordi.