Siamo negli anni fra le due guerre e le travagliate vicende coinvolgono una famiglia così misera che può guardare dal basso la povertà , fra un padre perennemente ebbro e vociferante contro il mondo, gli inglesi e i protestanti, e una madre che sbrigativamente trascina la sua tribù verso la sopravvivenza. Tutto ci arriva attraverso gli occhi e la voce del protagonista mentre vive le sue avventure. Questo ragazzino indistruttibile, sfrontato, refrattario a ogni sentimentalismo, implacabile osservatore crea con le sue parole un prodigio di comicità e vitalità contagiose, dove tutte le atrocità diventano episodi e apparizioni di un viaggio battuto dal vento verso la terra promessa. Annotation Supplied by Informazioni Editoriali
Claudia Valeria Letizia Libri






In un novembre nevoso nel New England, viene scoperto il cadavere di un noto economista di colore, docente all'università di Elm Harbor. A trovarlo sono Julia e Lemaster Carlyle, una coppia già conosciuta dai lettori del precedente romanzo di Stephen Carter. Julia, vicepreside, ha avuto una relazione complicata con l'ucciso, Kellen Zant, e lo ha rivisto pochi giorni prima della sua morte. Rifiutando di ascoltare la sua richiesta di aiuto, si ritrova ora coinvolta in un'indagine sull'omicidio, che suscita domande e sospetti da parte di vari personaggi, inclusi il responsabile della sorveglianza dell'università e un avvocato poco raccomandabile. La situazione si complica ulteriormente quando sua figlia Vanessa, un'adolescente problematica, rivela che Kellen l'ha avvicinata con attenzioni inopportune. Man mano che Julia indaga, la sua vita matrimoniale viene scossa e riemergono fantasmi del passato, tra cui la sua storia con Kellen e un misterioso caso di omicidio che coinvolge un'adolescente bianca e un ragazzo nero. Con la sua scrittura brillante, Carter esplora le lotte storiche delle famiglie afroamericane per ottenere e mantenere il potere, dalle conquiste del Rinascimento di Harlem alle attuali sfide politiche.
Lucky
- 329pagine
- 12 ore di lettura
In a memoir hailed for its searing candor and wit, Alice Sebold reveals how her life was utterly transformed when, as an eighteen-year-old college freshman, she was brutally raped and beaten in a park near campus. What propels this chronicle of her recovery is Sebold's indomitable spirit -- as she struggles for understanding; as her dazed family and friends sometimes bungle their effords to provide comfort and support; and as, ultimately, she triumphs, managing through grit and coincidence to help secure her attacker's arrest and conviction. In a narrative in turns disturbing, thrilling, and inspiring, Alice Sebold illuminates the experience of trauma victim even as she imparts wisdom profoundly won: "You save yourself or you remain unsaved."
Che paese, l'America
- 442pagine
- 16 ore di lettura
Vista dal parapetto di un bastimento, l’America era sembrata al giovane McCourt l’immagine stessa del riscatto da quell’«infanzia infelice, irlandese e cattolica» che nelle Ceneri di Angela ci era stata raccontata come il più atroce, oltreché il più ilare, dei mondi possibili. Qui la scena, diversa e più tumultuosa, è invece quella di New York nel secondo dopoguerra. Una New York proletaria, dove fra case di mattoni rossi, pub di emigrati irlandesi e banchine ingombre di merci, con la quinta lontana e irraggiungibile di Manhattan, Frankie si trova a percorrere, passo dopo passo, un faticosissimo apprendistato. Inserviente in un grande e lussuoso albergo, militare durante la guerra di Corea, scaricatore di porto e infine insegnante – in aule e fra scolaresche che ricordano piuttosto da vicino le rumorose classi di Limerick –, McCourt mantiene prodigiosamente intatto il suo timbro inconfondibile, e la capacità di trasformare qualsiasi fatto, le avances di un prete alticcio come l’arrivo di Angela dall’Irlanda, quattro chiacchiere con i vecchi lustrascarpe italiani di Staten Island come il ritorno in patria e l’incontro col padre, in una grande, irresistibile storia: «Prendemmo tè e panini e Phil tirò fuori una bottiglia di whiskey ... perché il giorno in cui seppellisci i tuoi morti non c’è nient’altro da fare». Che paese, l’America è apparso per la prima volta nel 1999.
L'osso bianco
- 320pagine
- 12 ore di lettura
Se gli elefanti potessero raccontare una storia, sceglierebbero senz'altro quella di Mota, una giovane femmina d'elefante con il dono della preveggenza rimasta orfana alla nascita. Gli elefanti protagonisti di questa storia lottano per la sopravvivenza del branco e della specie guidati tanto da un olfatto straordinario quanto da visioni, ricordi e allucinazioni e il viaggio che intraprendono diviene un'odissea che mette alla prova la loro capacità di resistenza, il loro spirito di sacrificio.
I capelli dei dannati
- 352pagine
- 13 ore di lettura
"L’altro mio problema era che mi stavo innamorando di Gretchen, la mia amica del cuore, che secondo tutti quanti (pensavo io) era una cicciona. Stavamo cantando in quel catorcio della sua macchina e alla fine del pezzo – White Riot dei Clash – mi resi conto dal modo in cui le guardavo la bocca corrugata che faceva un sorriso e gli occhi ammiccanti, complici, che eravamo molto più che amici, almeno per me". Brian, diciasettenne di Chicago, ama i videogiochi, la musica metal e la sua amica Gretchen, un’attaccabrighe con i capelli tinti di rosa, cicciona e sboccata. Nel frattempo Gretchen ama i Ramones e i Clash e il delinquente razzista Tony Degan di ventisei anni. Inoltre è famosa per picchiare le altre ragazze, come quando aveva rotto un braccio a Amy Schaffer a una festa di Halloween: "Gretchen s’era vestita da Kennedy post-attentato col completo nero, il sangue e i buchi delle pallottole, e Amy Schaffer aveva stralunato gli occhi e aveva detto: Mamma mia, sembri proprio un uomo e allora Gretchen si era girata, l’aveva presa per un braccio e gliel’aveva storto forte dietro la schiena”. Un romanzo violento, tenero e divertente che ha conquistato l’America.
Gli scapoli
- 248pagine
- 9 ore di lettura
Se Muriel Spark, come molti indizi lasciano ritenere, ha sognato un testa a testa con Agatha Christie, mai è arrivata vicino ad affrontarlo, e a vincerlo, come in questo romanzo. Dove un groviglio di trame si dipana da un pretesto già irresistibile: le riunioni periodiche di un inaudito circolo spiritistico frequentato dal luciferino medium Patrick Seton, in cui si danno convegno personaggi molto diversi fra loro (e, va da sé, diversamente eccentrici) ma uniti dal medesimo stato civile, e più ancora da un’avversione a cambiarlo così tenace da condurre, se le circostanze lo richiedono, anche al delitto. Per di più questa situazione di partenza, già suggestiva quanto basta, viene immersa in una Londra trasformata con pochi tocchi in una geografia metafisica: sarà dunque impossibile non essere subito presi da questo romanzo, e altrettanto impossibile non leggerlo con l’immensa gratitudine che va tributata ai – rarissimi – autori per i quali scrivere è inventare un crimine e al tempo stesso sorriderne.
