In a memoir hailed for its searing candor and wit, Alice Sebold reveals how her life was utterly transformed when, as an eighteen-year-old college freshman, she was brutally raped and beaten in a park near campus. What propels this chronicle of her recovery is Sebold's indomitable spirit -- as she struggles for understanding; as her dazed family and friends sometimes bungle their effords to provide comfort and support; and as, ultimately, she triumphs, managing through grit and coincidence to help secure her attacker's arrest and conviction. In a narrative in turns disturbing, thrilling, and inspiring, Alice Sebold illuminates the experience of trauma victim even as she imparts wisdom profoundly won: "You save yourself or you remain unsaved."
Non capita spesso che la passione, condivisa da innumerevoli lettori, per il libro di uno sconosciuto si manifesti con tanta, travolgente, immediatezza. E dire che Frank McCourt, un sessantenne al suo esordio letterario, aveva previsto che Le ceneri di Angel a sarebbe stato definito «come per lo più avviene con i libri irlandesi di memorie, “incantevole e lirico”» e che avrebbe avuto come unico esito un certo numero di «brevi e simpatiche recensioni». Ma che cosa incontriamo nelle pagine delle Ceneri di Angela ? La storia di «un’infanzia infelice irlandese», il che «è peggio di un’infanzia infelice qualunque, e un’infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora». Siamo negli anni fra le due guerre e le travagliate vicende coinvolgono una famiglia così misera che può guardare dal basso alla povertà, fra un padre perennemente ebbro e vociferante contro il mondo e gli inglesi e i protestanti e una madre che sbrigativamente trascina la sua tribù verso la sopravvivenza. Materiale pregiato per ogni sorta di patetismo. E invece qui avviene uno stupendo rovesciamento. Tutto ci arriva attraverso gli occhi e la voce del protagonista mentre vive le sue avventure. Questo ragazzino indistruttibile, sfrontato, refrattario a ogni sentimentalismo, implacabile osservatore – come solo certi bambini sanno esserlo –, crea con le sue parole, con il suo ritmo, un prodigio di comicità e vitalità contagiose, dove tutte le atrocità, pur senza perdere nulla della loro spesso lugubre asprezza, diventano episodi e apparizioni di un viaggio battuto dal vento verso una terra promessa che sarà, nei sogni infantili di quegli anni come in quelli del Karl Rossmann di Kafka, l’America. Le ceneri di Angela è apparso per la prima volta nel 1996.
Se Muriel Spark, come molti indizi lasciano ritenere, ha sognato un testa a testa con Agatha Christie, mai è arrivata vicino ad affrontarlo, e a vincerlo, come in questo romanzo. Dove un groviglio di trame si dipana da un pretesto già irresistibile: le riunioni periodiche di un inaudito circolo spiritistico frequentato dal luciferino medium Patrick Seton, in cui si danno convegno personaggi molto diversi fra loro (e, va da sé, diversamente eccentrici) ma uniti dal medesimo stato civile, e più ancora da un’avversione a cambiarlo così tenace da condurre, se le circostanze lo richiedono, anche al delitto. Per di più questa situazione di partenza, già suggestiva quanto basta, viene immersa in una Londra trasformata con pochi tocchi in una geografia metafisica: sarà dunque impossibile non essere subito presi da questo romanzo, e altrettanto impossibile non leggerlo con l’immensa gratitudine che va tributata ai – rarissimi – autori per i quali scrivere è inventare un crimine e al tempo stesso sorriderne.
Semisepolto dalla precoce nevicata di un novembre nel New England, viene trovato il cadavere di un famoso economista di colore, docente all'università di Elm Harbor. A scoprirlo sono Julia e Lemaster Carlyle, una coppia che i lettori del precedente romanzo di Stephen Carter, "L'imperatore di Ocean Park", già conoscono. I due sono rispettivamente vicepreside e rettore dello stesso ateneo, e parecchi anni prima Julia ha avuto una lunga e tormentata relazione con l'ucciso, Kellen Zant. Julia ha rivisto Kellen pochi giorni prima della sua morte e, memore di tanti incontri analoghi finiti in ricadute amorose, si è rifiutata di ascoltare la concitata e incomprensibile richiesta di aiuto dell'ex amante. L'omicidio per mano sconosciuta dell'uomo, la successiva indagine e una serie di insinuazioni, domande e richieste esplicite da parte dei personaggi più improbabili e disparati - dal responsabile della sorveglianza dell'università a un avvocato di dubbia fama -cominciano a ossessionare Julia. A complicare le cose c'è anche la rivelazione di sua figlia Vanessa, un'adolescente difficile che ha avuto problemi con la giustizia: Kellen Zant l'ha avvicinata più volte, e le ha rivolto attenzioni non precisamente paterne... La tranquilla vita matrimoniale di Julia subisce scosse sempre più profonde man mano che la sua indagine procede, evocando fantasmi di vicende passate: oltre alla lontana storia d'amore con Kellen, quella ancora più lontana e misteriosa della morte di un'adolescente bianca finita con l'uccisione di un ragazzo nero, e quella di un gruppo di studenti privilegiati arrivati a coprire cariche politiche di estrema importanza. Come già nel precedente best seller, con la stessa scrittura brillante, Carter rivela i retroscena della lunga marcia di alcune famiglie dell'alta borghesia afroamericana per ottenere e conservare il potere "necessario" alla sopravvivenza: dal Rinascimento di Harlem, alle conquiste razziali degli anni Sessanta, all'imprevedibile successo delle odierne candidature politiche.
Se gli elefanti potessero raccontare una storia, sceglierebbero senz'altro quella di Mota, una giovane femmina d'elefante con il dono della preveggenza rimasta orfana alla nascita. Gli elefanti protagonisti di questa storia lottano per la sopravvivenza del branco e della specie guidati tanto da un olfatto straordinario quanto da visioni, ricordi e allucinazioni e il viaggio che intraprendono diviene un'odissea che mette alla prova la loro capacità di resistenza, il loro spirito di sacrificio.
"L’altro mio problema era che mi stavo innamorando di Gretchen, la mia amica del cuore, che secondo tutti quanti (pensavo io) era una cicciona. Stavamo cantando in quel catorcio della sua macchina e alla fine del pezzo – White Riot dei Clash – mi resi conto dal modo in cui le guardavo la bocca corrugata che faceva un sorriso e gli occhi ammiccanti, complici, che eravamo molto più che amici, almeno per me". Brian, diciasettenne di Chicago, ama i videogiochi, la musica metal e la sua amica Gretchen, un’attaccabrighe con i capelli tinti di rosa, cicciona e sboccata. Nel frattempo Gretchen ama i Ramones e i Clash e il delinquente razzista Tony Degan di ventisei anni. Inoltre è famosa per picchiare le altre ragazze, come quando aveva rotto un braccio a Amy Schaffer a una festa di Halloween: "Gretchen s’era vestita da Kennedy post-attentato col completo nero, il sangue e i buchi delle pallottole, e Amy Schaffer aveva stralunato gli occhi e aveva detto: Mamma mia, sembri proprio un uomo e allora Gretchen si era girata, l’aveva presa per un braccio e gliel’aveva storto forte dietro la schiena”. Un romanzo violento, tenero e divertente che ha conquistato l’America.