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Şemsa Gezgin

    Altri colori
    Neve
    Istanbul
    • Altri colori

      • 523pagine
      • 19 ore di lettura

      Quando un terremoto, alla fine degli anni Novanta, devastò Istanbul causando più di trentamila morti, Pamuk decise di percorrere le strade della sua città per prestare soccorso alle vittime e osservare, con gli occhi dello scrittore, le conseguenze del sisma. Il terremoto è soltanto l'ultimo dei disastri che hanno colpito Istanbul nel corso dei secoli: incendi, assedi, conquiste, invasioni, rivoluzioni sono gli agenti di una distruzione che ciclicamente ridisegna il volto della città. Eppure camminare tra le macerie, osservare i palazzi sventrati e le vite annientate, vivere in prima persona l'angoscia della prossima apocalittica scossa, conduce Pamuk a una scoperta sorprendente: epoche, popoli e tradizioni (bizantini, greci, armeni, ottomani...) a Istanbul non si sostituiscono ma si sovrappongono come sedimenti geologici, come gli strati successivi di rovine che si accumulano le une sulle altre. Tocca al romanziere inoltrarsi nelle profondità di questo territorio e opporre all'opera devastatrice del tempo e della storia il gesto riparatore della scrittura. E veramente è un gesto, un movimento: quello di chi scende in strada e diventa testimone oculare, di chi si addentra nella complessità dei fenomeni con la leggerezza e la sensibilità del flâneur e poi torna alla scrivania, armato solo della sua immaginazione, e scrive. «Ciò di cui ho bisogno non è tanto la letteratura in sé, ma il rimanere solo in una stanza a fantasticare»: in questo bisogno, in questa necessità di sofferta solitudine, di esilio allo stesso tempo desiderato e subìto, si nasconde la fedeltà alla propria vocazione. Così, all'opera distruttrice del tempo e degli uomini, lo scrittore oppone la forza solitaria, disarmata e necessaria della letteratura.

      Altri colori2008
    • Neve

      • 468pagine
      • 17 ore di lettura

      A Kars, al confine tra Turchia, Armenia e Georgia, alcune giovani ragazze si suicidano, apparentemente costrette a togliersi il velo all'università. Il poeta Ka, esule turco in Germania, è inviato a Kars per un reportage e inizia a indagare, lacerato dal confronto tra Occidente e Islam. La neve cade incessantemente, mentre la città, un miscuglio di etnie e fazioni politiche, è segnata da tensioni tra turchi, curdi, georgiani, nazionalisti laici e integralisti religiosi, con la presenza della polizia segreta, dell'esercito e dei terroristi islamici. Durante la sua indagine, Ka rivede Ipek, una bella compagna di università di cui si innamora, sognando di portarla con sé in Germania. Per realizzare questo sogno, è disposto a tutto. La situazione si complica quando una compagnia teatrale mette in scena un dramma degli anni Venti a favore della laicità, in cui una donna brucia il chador in pubblico. Durante lo spettacolo, una protesta di studenti di un liceo religioso sfocia in violenza. Ka, coinvolto suo malgrado, si trova in una posizione confusa, incapace di rispondere alla domanda sulla fede. Pur affermando di aver ritrovato Allah a Kars, la sua vera ricerca è quella della felicità, in un contesto di conflitto tra culture.

      Neve2007
      3,7
    • Istanbul

      • 388pagine
      • 14 ore di lettura

      "Istanbul come malinconia condivisa, Istanbul come doppio, Istanbul come immagini in bianco e nero di edifici sbriciolati e di minareti fantasma, Istanbul come labirinto di strade osservate da alte finestre e balconi, Istanbul come invenzione degli stranieri, Istanbul come luogo di primi amori e ultimi riti: alla fine tutti questi tentativi di una definizione diventano Istanbul come autoritratto, Istanbul come Pamuk".(Alberto Manguel, "The Washington Post"). Una delle più affascinanti città del mondo raccontata con la passione enciclopedica del collezionista, l'amore del figlio, il lirismo intenso del poeta.

      Istanbul2006
      3,8