Bookbot

Anna Nadotti

    ET Scrittori: Gita al faro
    L'isola dei fucili
    Il fiume dell'oppio
    Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro
    • Nel marzo del 2012, Hisham Matar torna in Libia dopo trentatre anni, un viaggio che segna il suo primo ritorno nella terra della sua infanzia, da cui è stato strappato dal rapimento del padre, Jaballa Matar, nel 1990. Jaballa, un oppositore del regime di Gheddafi, fu sequestrato e fatto sparire nella prigione di Abu Salim. Hisham, che all'epoca aveva diciannove anni, non ha mai smesso di cercarlo. Ventidue anni dopo, approfitta della speranza offerta dalla rivoluzione del 2011 per esplorare i luoghi della sua memoria e per confrontarsi con il passato. Questo viaggio diventa un percorso storico e affettivo, dove Hisham incontra familiari e amici che hanno condiviso la vita di Jaballa, recuperando un passato che risuona in lui. Le tappe del suo viaggio si intrecciano con la storia libica del ventesimo secolo, dalla resistenza all'occupazione italiana fino agli eventi recenti. In mezzo all'orrore, emerge la luce dell'arte e della bellezza come espressioni autentiche dell'umanità. Anche quando la speranza di ritrovare un padre vivo svanisce, Hisham riflette sulla complessità della sua esistenza: «Mio padre è morto ed è anche vivo. Vivo, come tutti viviamo, nell'indomani».

      Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro
      4,2
    • Il fiume dell'oppio

      • 586pagine
      • 21 ore di lettura

      Nel settembre del 1838, una tempesta devastante colpisce la goletta Ibis, in viaggio verso Mauritius con un carico di coolie e delinquenti. Nonostante la furia dell'uragano, la nave resiste, ma nel caos della tempesta, una scialuppa si distacca, portando a bordo due lascari e tre coolie: Kalua, un ex lottatore, Ah Fatt, figlio di un mercante di Bombay e di una donna cinese, e Neel, un raja indebitato. Poco dopo, il brigantino Redruth, comandato da Fitcher Penrose, arriva a Mauritius, dove si trova uno dei più prestigiosi orti botanici del mondo. Tuttavia, Bahram Modi, un mercante Parsi in viaggio da Bombay a Canton con la sua nave Anahita, affronta una crisi: durante la tempesta, il suo carico di oppio si è disperso. Bahram, noto come Barry Moddie, sperava di raggiungere Fanqui-town, ma ora gran parte della sua merce è andata perduta e i venti di guerra si avvicinano. Il romanzo, parte della trilogia della Ibis, esplora le acque tumultuose dell'Oceano indiano durante il primo conflitto dell'oppio, intrecciando le storie di mercanti, soldati della Compagnia delle Indie orientali, coolie e raja, rivelando il complesso intreccio di culture e conflitti che ha plasmato l'India moderna.

      Il fiume dell'oppio
      3,9
    • L'isola dei fucili

      • 320pagine
      • 12 ore di lettura

      Commerciante di libri rari e oggetti d’antiquariato, Deen Datta vive a Brooklyn, ma è originario del Bengala, dove le leggende locali hanno sempre fatto parte della sua infanzia. Durante un viaggio a Calcutta, incontra Kanai Dutt, un parente che gli racconta la storia di Bonduki Sadagar, un mercante che, rifiutando di onorare Manasa Devi, la dea dei serpenti, si ritrova perseguitato da calamità naturali. Fuggito in un luogo chiamato Bonduk-dwip, Bonduki è costretto a costruire un tempio in onore della dea per placare la sua ira. La leggenda rimane per Deen un semplice racconto d’infanzia, finché Kanai non menziona che sua zia Nilima Bose ha visto il tempio e lo invita a visitarlo. Questo innesca un viaggio straordinario per Deen, che lo porterà dalle Sundarban, dove commercio e natura si confrontano, fino a Los Angeles e Venezia. Attraverso secoli e terre, il viaggio di Deen diventa un'esplorazione profonda delle antiche leggende e dei miti, riflettendo su una realtà moderna in cui la lotta tra profitto e natura sembra non avere scampo.

      L'isola dei fucili
      3,5
    • ET Scrittori: Gita al faro

      • 216pagine
      • 8 ore di lettura

      "Girandosi, guardò al di là della baia, e laggiù, certo, scivolando a intervalli regolari sulle onde, prima due lampi veloci, poi uno lungo e durevole, c'era la luce del Faro. L'avevano acceso". 1914. La signora Ramsay, serena e materna. Il signor Ramsay, brusco e severo. Insieme a loro, in vacanza sull'isola di Skye, ci sono gli otto figli e una nutrita schiera di amici. Una sera programmano una gita al Faro. Per James, il figlio più piccolo, quel faro lontano rappresenta una meta magica e sconosciuta, un luogo a lungo sognato. Ma trascorreranno dieci lunghi anni prima che i superstiti della famiglia Ramsay realizzino quel desiderio in una giornata che farà riaffiorare ricordi mai dimenticati e si trasformerà in un ultimo tentativo di riconciliazione. A partire da un episodio all'apparenza insignificante, Virginia Woolf costruisce un romanzo profondo e straordinario, un viaggio nel cuore di una famiglia, tra conflitti sotterranei, alleanze e tensioni che sopravvivono nel tempo. Un esperimento letterario, un'elegia ai fantasmi dell'infanzia, un caleidoscopio di punti di vista e pensieri che la nuova traduzione di Anna Nadotti restituisce in tutta la sua struggente poesia. Introduzione di Hisham Matar.

      ET Scrittori: Gita al faro