Bookbot

Anna Nadotti

    L'isola dei fucili
    La biblioteca di Repubblica - 22: Gita al faro
    Possessione
    Il fiume dell'oppio
    Diluvio di fuoco
    Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro
    • L'isola dei fucili

      • 320pagine
      • 12 ore di lettura

      Commerciante di libri rari e oggetti d’antiquariato, Deen Datta vive a Brooklyn, ma è originario del Bengala, dove le leggende locali hanno sempre fatto parte della sua infanzia. Durante un viaggio a Calcutta, incontra Kanai Dutt, un parente che gli racconta la storia di Bonduki Sadagar, un mercante che, rifiutando di onorare Manasa Devi, la dea dei serpenti, si ritrova perseguitato da calamità naturali. Fuggito in un luogo chiamato Bonduk-dwip, Bonduki è costretto a costruire un tempio in onore della dea per placare la sua ira. La leggenda rimane per Deen un semplice racconto d’infanzia, finché Kanai non menziona che sua zia Nilima Bose ha visto il tempio e lo invita a visitarlo. Questo innesca un viaggio straordinario per Deen, che lo porterà dalle Sundarban, dove commercio e natura si confrontano, fino a Los Angeles e Venezia. Attraverso secoli e terre, il viaggio di Deen diventa un'esplorazione profonda delle antiche leggende e dei miti, riflettendo su una realtà moderna in cui la lotta tra profitto e natura sembra non avere scampo.

      L'isola dei fucili2019
      3,5
    • "Gita al Faro" viene dal ricordo e dal rimpianto di un'infanzia felice, protetta da madre e padre, allietata da fratelli e sorelle, nella casa delle vacanze al mare. Virginia Woolf scrive questa elegia mentre sta leggendo Proust, forse in gara con lui. Progetta il libro in tre parti: alla finestra del salotto, sono passati sette anni, la gita al Faro che finalmente è compiuta dal padre, ormai vecchio, da due figli ormai adolescenti. La madre è morta, e anche i due figli più grandi. Della terribile guerra che intanto è accaduta non parla: è il suo modo di condannarla. Inserisce nel quadro un alter-ego di se stessa, Lily Briscoe, una pittrice che vorrebbe fissare sulla tela la bellezza misteriosa e appassionante della madre, la signora Ramsay, e vi riuscirà solo alla fine, nello stesso momento in cui Virginia Woolf finisce la sua scrittura.

      La biblioteca di Repubblica - 22: Gita al faro2018
      3,8
    • Nel marzo del 2012, Hisham Matar torna in Libia dopo trentatre anni, un viaggio che segna il suo primo ritorno nella terra della sua infanzia, da cui è stato strappato dal rapimento del padre, Jaballa Matar, nel 1990. Jaballa, un oppositore del regime di Gheddafi, fu sequestrato e fatto sparire nella prigione di Abu Salim. Hisham, che all'epoca aveva diciannove anni, non ha mai smesso di cercarlo. Ventidue anni dopo, approfitta della speranza offerta dalla rivoluzione del 2011 per esplorare i luoghi della sua memoria e per confrontarsi con il passato. Questo viaggio diventa un percorso storico e affettivo, dove Hisham incontra familiari e amici che hanno condiviso la vita di Jaballa, recuperando un passato che risuona in lui. Le tappe del suo viaggio si intrecciano con la storia libica del ventesimo secolo, dalla resistenza all'occupazione italiana fino agli eventi recenti. In mezzo all'orrore, emerge la luce dell'arte e della bellezza come espressioni autentiche dell'umanità. Anche quando la speranza di ritrovare un padre vivo svanisce, Hisham riflette sulla complessità della sua esistenza: «Mio padre è morto ed è anche vivo. Vivo, come tutti viviamo, nell'indomani».

      Il ritorno. Padri, figli e la terra fra di loro2017
      4,2
    • Diluvio di fuoco

      • 703pagine
      • 25 ore di lettura

      Nel 1839, l'inasprimento dei divieti da parte del governo di Pechino per fermare il contrabbando di oppio porta alla guerra tra Cina e Gran Bretagna. Il soldato indiano Kesri Singh decide di abbandonare l'esercito delle Indie orientali per guidare un battaglione di volontari verso Canton, sperando di dimostrare il proprio valore. Ignaro delle avventure che lo attendono, si imbarca sulla nave Hind, insieme a Zachary Reid, un giovane marinaio in cerca della sua amata Paulette, a Mr. Mee, ufficiale britannico, e a Shireen Modi, vedova di un mercante scomparso. Mentre i cinesi reclutano lascari, marinai musulmani esperti, per apprendere l'arte della navigazione, il raja Neel, fuggito dalla schiavitù, cerca di ricostruirsi una vita come stampatore e consigliere del Commissario cinese Lin. Tra battaglie, amori inaspettati e atti di coraggio, la guerra si avvicina a un punto di svolta sotto la guida del capitano Charles Elliot, che ha un piano per costringere la Cina all'arrendersi e cedere Hong Kong all'Inghilterra. Ultimo capitolo della trilogia dell'Ibis, il romanzo affronta temi di libertà, progresso e tolleranza, rendendolo attuale e significativo. Solo un autore come Amitav Ghosh poteva dare vita a una storia così avvincente e ricca di significato.

      Diluvio di fuoco2015
      4,1
    • Il fiume dell'oppio

      • 586pagine
      • 21 ore di lettura

      Nel settembre del 1838, una tempesta devastante colpisce la goletta Ibis, in viaggio verso Mauritius con un carico di coolie e delinquenti. Nonostante la furia dell'uragano, la nave resiste, ma nel caos della tempesta, una scialuppa si distacca, portando a bordo due lascari e tre coolie: Kalua, un ex lottatore, Ah Fatt, figlio di un mercante di Bombay e di una donna cinese, e Neel, un raja indebitato. Poco dopo, il brigantino Redruth, comandato da Fitcher Penrose, arriva a Mauritius, dove si trova uno dei più prestigiosi orti botanici del mondo. Tuttavia, Bahram Modi, un mercante Parsi in viaggio da Bombay a Canton con la sua nave Anahita, affronta una crisi: durante la tempesta, il suo carico di oppio si è disperso. Bahram, noto come Barry Moddie, sperava di raggiungere Fanqui-town, ma ora gran parte della sua merce è andata perduta e i venti di guerra si avvicinano. Il romanzo, parte della trilogia della Ibis, esplora le acque tumultuose dell'Oceano indiano durante il primo conflitto dell'oppio, intrecciando le storie di mercanti, soldati della Compagnia delle Indie orientali, coolie e raja, rivelando il complesso intreccio di culture e conflitti che ha plasmato l'India moderna.

      Il fiume dell'oppio2011
      3,9
    • Possessione

      • 607pagine
      • 22 ore di lettura

      Un giovane ricercatore universitario inglese, Roland Michell, scopre per caso, in un libro di un poeta vittoriano, due minute di una lettera indirizzata a una donna. Colpito da un inspiegabile coinvolgimento, Roland inizia a indagare, identificando la destinataria, una poetessa, e collaborando con una collega per ricostruire il loro rapporto. In questo viaggio, visitano i luoghi in cui si incontravano, cercando di svelare il mistero di un amore dimenticato. Tuttavia, la forza di quell'amore passato si riflette anche nei due giovani, che si sentono spinti a replicarlo, portandoli verso una conclusione inaspettata. Il romanzo combina abilmente elementi romantici e gialli, decretando nel 1990 il successo internazionale dell'autrice, precedentemente nota come studiosa dell'Ottocento letterario inglese. Questo periodo rivive nel racconto, mescolandosi alle suggestioni contemporanee e sottolineando l'eternità dei comportamenti amorosi e delle passioni. La narrazione genera una strana suspense, come se l'indagine dei due ricercatori stesse per rivelare una verità più profonda, forse la chiave per comprendere il nostro posto nel mondo.

      Possessione2003
      3,9