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Heinrich Böll

    21 dicembre 1917 – 16 luglio 1985

    Heinrich Böll emerse come una voce centrale della letteratura tedesca del dopoguerra, creando narrazioni che offrivano una vasta prospettiva sulla sua epoca, dimostrando al contempo una sensibile abilità nella caratterizzazione. Il suo profondo coinvolgimento nella società contemporanea e la sfumata rappresentazione degli individui lasciarono un segno significativo nel panorama letterario. Questo approccio distintivo gli valse il riconoscimento internazionale, incluso il Premio Nobel per la Letteratura. Le sue opere, ampiamente tradotte, continuano a risuonare, rendendolo uno degli autori tedeschi più letti e duraturi.

    Heinrich Böll
    E non disse nemmeno una parola
    Novecento - 13: Opinioni di un clown
    Diario d'Irlanda
    Racconti umoristici e satirici
    Prigioniero a Parigi e altri racconti
    Il treno era in orario
    • «Non voglio morire, ma la cosa terribile è che morirò... presto!» Con questa certezza, il giovane soldato sale sul treno in partenza da una stazione nel Ruhr, diretto al fronte orientale. Il viaggio è desolante. Uomini, uniti dal caso, giocano a carte, condividono pane e salsiccia e cercano di anestetizzare la loro paura con alcol. Andreas ricorda un amico, una donna i cui occhi ha potuto scrutare solo per frazioni di secondo, riflette sulle sue ferite passate e prova avversione per chi considera la guerra una normalità. A Leopoli, il treno si ferma. Qui, Andreas incontra una spia che, sotto le mentite spoglie di prostituta, raccoglie informazioni per la resistenza polacca. La narrazione esplora la fragilità della vita, il peso della memoria e l'assurdità della guerra, creando un ritratto intenso e umano di un conflitto che segna profondamente le esistenze.

      Il treno era in orario
      4,1
    • Prigioniero a Parigi e altri racconti

      • 174pagine
      • 7 ore di lettura

      Premio Nobel per la letteratura nel 1972, Heinrich Böll scrisse questi racconti a partire dal secondo dopoguerra facendone vive testimonianze di quel clima di disillusione e amarezza diffuso tra i giovani tedeschi nel periodo postbellico. I temi affrontati (le divisioni ideologiche in seno alla famiglia, l'indecisione dei più anziani, l'impegno nella lotta verso il totalitarismo, il leitmotiv della guerra...) sono gli stessi che lo scrittore approfondirà in altri testi, con sguardo sempre più acuto.

      Prigioniero a Parigi e altri racconti
      3,6
    • Da tre celebri raccolte di racconti di Heinrich Böll è tratta l'antologia della sua vena dissacratoria: storie brevi in cui ha affinato le sue armi per combattere le ipocrisie e le ingiustizie della Germania occidentale. Zampate morbide all'apparenza, in sostanza feroci, alla purulenta illusione della società del benessere.

      Racconti umoristici e satirici
      3,9
    • Diario d'Irlanda

      • 160pagine
      • 6 ore di lettura

      Artikelzustand: Gut Autor: Genre: Format: Erscheinungstermin: Anzahl der Seiten: Länge: Breite: Gewicht: Sprache: EAN: 9788804461913

      Diario d'Irlanda
      3,9
    • Novecento - 13: Opinioni di un clown

      • 254pagine
      • 9 ore di lettura

      Nella Germania del neocapitalismo rampante, il giovane borghese Hans Schnier decide di fare il clown di professione, per assicurarsi una sorta di zona di sicurezza ideologica, compromessa il meno possibile con poteri forti e piccoli che paiono ormai non avere più limiti. E' una scelta difficile e rischiosa, che gli fa perdere l'amatissima compagna Maria, troppo "regolare" e timorata per stargli accanto, e che lo riduce infine in una sorta di sottosuolo spirituale, da lui praticato nella disperazione immedicabile di una solitudine assoluta. Scritto nel 1963, Opinioni di un clown è forse il romanzo più cupo e più "impegnato" che Heinrich Böll abbia mai scritto.La disumanità di una popolazione che nella rincorsa affannosa del profitto ha trovato il miglior narcotico per tacitare i forti, quasi insostenibili, sensi di colpa che la storia recente avrebbe dovuto ispirarle, risalta, a fronte del miserando destino di Hans, in tutto il suo terribile rilievo. Nella società tedesca dei primi anni Sessanta non c'è rimorso perché non c'è memoria, né cultura.

      Novecento - 13: Opinioni di un clown
      3,9
    • E non disse nemmeno una parola

      • 145pagine
      • 6 ore di lettura

      "E non disse nemmeno una parola" è la cronaca di un fuggevole incontro, dopo quindici anni di matrimonio, tra Fred, che ha abbandonato la casa non sopportandone la soffocante atmosfera di miseria, e sua moglie Käte, che è rimasta tenacemente al suo posto, accanto ai bambini. Il romanzo, considerato da molti il capolavoro di Heinrich Böll, descrive le poche indimenticabili ore che i due trascorrono insieme e che culminano con il tentativo di Fred di riconquistare l'amore della moglie. La vicenda, pura ed essenziale, si svolge entro lo squallido scenario di una città tedesca dell'immediato dopoguerra, tra le torri di una cattedrale gotica, le baracche di una fiera e le tristi stanze di un modesto albergo, dove, in mezzo a discorsi e ripensamenti, Fred e Käte riscoprono un duplice passato di tenerezza e di lotte, di incontri e di separazioni, facendo maturare il destino di una nuova convivenza.

      E non disse nemmeno una parola
      3,9
    • Leni Pfeiffer, nata Gruyten, classe 1922, incontra e si innamora durante la guerra del prigioniero di guerra sovietico Boris, per il quale ottiene un passaporto tedesco, solo per scoprire che lui muore in un campo americano. Nel frattempo, ha quarantotto anni e il loro figlio è in prigione perché ha tentato di correggere un torto subito dalla madre. Un autore, introdotto ironicamente come "Verf.", ricostruisce la vita di questa donna attraverso testimonianze, conversazioni e ricordi. Heinrich Böll, con questo romanzo divenuto un classico, offre un panorama ricco di eventi e episodi della storia tedesca prima e dopo la guerra.

      Foto di gruppo con signora
      3,8
    • La giovane domestica Katharina Blum si innamora del truffatore e disertore Ludwig Götten, trascorre la notte con lui e lo aiuta a fuggire il giorno dopo. Falsamente considerata complice di un presunto terrorista, la rispettabile Katharina viene arrestata e diventa il bersaglio di un giornale scandalistico. La diffamatoria copertura mediatica porta alla sua degradazione professionale e sociale, aumentando la pressione psicologica su di lei. Nella sua disperazione, Katharina uccide il cinico reporter Tötges. Il sottotitolo affronta il tema di come nasce la violenza e quali conseguenze possa avere. Il narratore racconta in 58 sezioni i retroscena dell'omicidio, basandosi su fonti fittizie, in particolare verbali di interrogatori, e offre commenti personali, spesso ironici, che rivelano la sua simpatia per Katharina e altre vittime della campagna di odio. Böll critica la minaccia alla libertà personale rappresentata dal giornalismo sensazionalistico e dai lettori che ne sostengono le pratiche. Negli anni '70, l'opera fu spesso interpretata come una giustificazione della violenza, mentre le recezioni successive analizzarono i modelli letterari e la forma narrativa.

      L'onore perduto di Katharina Blum
      3,7
    • And where Were You, Adam?

      • 160pagine
      • 6 ore di lettura

      Hitler's once great army is broken and demoralized, the end of the war is imminent--but still soldiers are rounded up like criminals and sent to the front, Jews are 'evacuated, ' guns are fired, shells explode. In this novel Boll paints war as a series of idiocies, senseless accidents, and bizarre coincidences related only through death.

      And where Were You, Adam?
      3,9
    • As West German society increasingly took on a gloss of economic well-being, Boll's trenchant novesl cut through the sleek outward show to reveal festering fears and suppurating physic states excluding poison into the system. WOMEN IN A RIVER LANDSCAPE brings this process to a fierce, fince culmination. . . Boll brings a humane understanding as well as indignation to the predicament of characters who seem not only rainted culprits but also victims of history SUNDAY TIMES.

      Women in a River Landscape
      3,5
    • What's to become of the boy?

      • 96pagine
      • 4 ore di lettura

      Originally published: Bornheim [Germany]: Lamuv Verlag, 1981.

      What's to become of the boy?
      3,4
    • Tolstoy's beguiling masterpiece entwines love, death and determinism with Russia's war with Napoleon and its effects on those swept up by the terror it brings. The lives of Pierre, Prince Andrei and Natasha are changed forever as conflict rages throughout the early 19th century.

      War and Peace
      4,6
    • Der kluge Fischer

      • 40pagine
      • 2 ore di lettura

      Die Erzählung des Nobelpreisträgers erstmals als Bilderbuch – in Szene gesetzt vom preisgekrönten Illustrator Émile Bravo. In einem kleinen Hafen macht ein Fischer morgens seine Siesta. Ein Tourist weckt ihn durch das Klicken seines Fotoapparats und fragt, warum er nicht aufs Meer fahre. Der Fischer antwortet, er sei schon draußen gewesen. Warum er nicht noch einmal hinausfahre, fragt der Tourist. Mit der größeren Ausbeute könne er Schiffe und eine Fischfabrik kaufen. Am Ende wäre er so reich, dass er nicht mehr arbeiten bräuchte und morgens in der Sonne sitzen könnte. Darauf der Fischer: „Aber das mache ich doch gerade, nur das Klicken Ihres Fotoapparats hat mich gestört.“ Eine zeitlose Fabel über das Glück.

      Der kluge Fischer
      4,7
    • Wenn Menschenwürde Gewalt unterliegt. »Hinreißend kurzweilig, dabei ohne jede Effekthascherei, kann er die lähmende Langeweile des dösenden Soldatenalltags beschreiben.« Joachim Kaiser in der ›Süddeutschen Zeitung‹ Drei Jahre nach Kriegsende gilt Oberleutnant Schelling immer noch als »vermißt«. Doch es gibt Zeugen für seinen Tod: den früheren Hauptmann Schnecker, der soeben seine Promotion zum Dr. jur. feiert, und Wenk, den Chronisten der Ereignisse. Und so kommt endlich zur Sprache, was im Sommer 1943 in der Normandie und später in Rußland tatsächlich geschehen ist …

      Das Vermächtnis
      4,7
    • Briefe aus dem Krieg 1939 - 1945

      • 1652pagine
      • 58 ore di lettura

      Heinrich Bölls Briefe aus dem Zweiten Weltkrieg bieten einzigartige Einblicke in das Leben eines Soldaten und angehenden Schriftstellers. Sie dokumentieren den Alltag im Krieg, Bölls persönliche Kämpfe und seine Entwicklung zum Schriftsteller. Diese Briefe sind ein bedeutendes Zeugnis der deutschen Mentalität und der Erfahrungen des Krieges.

      Briefe aus dem Krieg 1939 - 1945
      5,0
    • Aus der Reihe ›Schriften und Reden‹ Der Beginn der siebziger Jahre brachte Heinrich Böll eine Reihe öffentlicher Ämter und Ehrungen, die seiner persönlichen Bescheidenheit sehr widersprachen, die er aber als kategorische Verpflichtung verstand, anderen, vor allem seinen Schriftstellerkollegen in der Bundesrepublik und im Ausland, zu helfen. Eröffnet wurde diese Phase seiner öffentlichen Arbeit mit der programmatischen Rede vom »Ende der Bescheidenheit« zur Gründungsversammlung des Verbandes deutscher Schriftsteller im Jahre 1969, der ein Jahr später die Rede über die »Einigkeit der Einzelgänger« folgte. 1970 wurde Böll zum Präsidenten des PEN-Zentrums der Bundesrepublik Deutschland und 1971 zum Präsidenten des internationalen PEN gewählt. Er macht Wahlkampf für die SPD, warnt vor »Gewalten, die auf der Bank liegen« und vor der gnadenlosen Verfolgung von Terroristen (»Will Ulrike Meinhof Gnade oder freies Geleit?«). Mitten in die Hetzkampagne, die Böll als »Sympathisanten« verleumdet, trifft die Nachricht, daß ihm die Schwedische Akademie den Nobelpreis für Literatur zuerkannt hat. »Der Weg hierhin war ein weiter Weg für mich«, bekennt er bei der Entgegennahme des Preises.

      Ende der Bescheidenheit
      5,0
    • Briefe aus dem Rheinland

      Schriften und Reden 1960-1963

      Aus der Reihe ›Schriften und Reden‹ »Deine Vorstellungen vom ›Rheinischen‹ sind mir zu ungenau«, schreibt Heinrich Böll spöttisch an einen fiktiven protestantischen Freund, »Köln, das den Ruf der Gemütlichkeit genießt, ist mir aus vielen Gründen unheimlich.« Zur literarischen Durchdringung des »Rheinlands«, das in der frühen Bundesrepublik plötzlich einen gänzlich anderen Stellenwert hatte als z. B. im Deutschen Reich, hat Böll beigetragen wie kein anderer Schriftsteller. »Auch an meine Ohren ist der sehnsüchtige Ruf der CDU nach Kontakt rnit den sogenannten Intellektuellen gedrungen. Ich muß mich leider diesem Liebeswerben versagen, ich bin kein Intellektueller...«, schreibt Böll. »Ich gehöre keiner Gruppe an«, sagt er. Und gleichzeitig öffnet er seinen Lesern mit einer kurzen Glosse über den perfiden Slogan »Hast Du was, dann bist Du was« die Augen über die Ideologie der sogenannten »Eigentumsbildung«. Weitere Informationen zu Heinrich Böll gibt es unter: www.heinrich-boell.de

      Briefe aus dem Rheinland
      4,5
    • Psychologický román, ve kterém se německý spisovatel zamýšlí nad osudem lidí žijících v rozvráceném manželství.

      A neřekl jediné slovo
      4,4
    • Der Angriff

      Erzahlungen, 1947-1949

      • 170pagine
      • 6 ore di lettura
      Der Angriff
      5,0
    • Aus der Reihe ›Schriften und Reden‹ »Recht, von dem man keinen Gebrauch macht, stirbt ab; Freiheit, von der man keinen Gebrauch macht, welkt dahin.« Die Jahre 1982 und 1983 waren Jahre der Friedensbewegung für Böll. Jahre, in denen er einen verzweifelten Kampf gegen Raketenrüstung und Krieg, gegen Antikommunismus und andere Feindbilder führte. Für Hunderttausende wurde er Vorbild und Mutmacher. Ist es ein Wunder, dass er die Rückkehr der Sozialdemokraten zur entschlossenen Abrüstungspolitik und den Einzug der Grünen ins Bonner Parlament auch als seinen Erfolg sah? Es hat sich etwas verändert, konnte er bei der zweiten großen Friedensdemonstration im Oktober 1983 feststellen, um dann gleich daran zu erinnern, »daß in Mutlangen aus der amerikanischen Basis heraus auch Zettel herausgereicht wurden mit der Aufschrift ›Don't yield‹«. Daneben finden sich eine kritische Glosse zur Flick-Affäre und andere, fast satirische Texte.

      Feindbild und Frieden
      5,0
    • Man muss immer weitergehen

      • 321pagine
      • 12 ore di lettura

      Weitere Informationen zu Heinrich Böll gibt es unter: www.heinrich-boell.de

      Man muss immer weitergehen
      4,5
    • Es kann einem bange werden

      • 232pagine
      • 9 ore di lettura

      Aus der Reihe ›Schriften und Reden‹ Die Jahre 1976/77 bringen einen Aufschwung der Bürgerinitiativen und der ökologischen, grünen Bewegung. »Wer sich nicht wehrt, lebt verkehrt«, heißt die Parole der Jungen. An Heinrich BöU wird sie von Dorothee Solle herangetragen, die ihn bittet, »etwas mehr für uns zu tun«. Böll reagiert müde, fast resigniert. »Spürst Du nicht auch, wenigstens vorübergehend, die Versuchung, in Lähmung zu verfallen, auf irgendeine ›Reise‹ zu gehen?« fragt er. »Du rennst und rennst, und wo Du auch hin- oder ankommst, stehen sie schon mit ihrem Grinsen der Ausgewogenheit: Du hast Deine Rolle gespielt.« In der Praxis bedeutet das: In diesen Jahren des »deutschen Herbstes« schreibt Böll wieder mehr Rezensionen, reagiert auf ketzerische, oppositionelle Bücher von anderen, versucht ihnen Popularität zu verschaffen. Der Theologe Horst Herrmann, der Ex-Terrorist Bommi Baumann, der Ex-Dissident Solschenizyn, Lew Kopelew, Horst-Eberhard Richter, Wolfgang Bächler, Reiner Kunze, Wolf Biermann, Jurij Trifonow, Jiri Pelikan und Bernward Vesper gehören dazu. Daneben: die Besinnung auf die eigene Person, die eigene Herkunft, wie in der Betrachtung über den »Husten meines Vaters«.

      Es kann einem bange werden
      5,0
    • Heimat und keine

      • 336pagine
      • 12 ore di lettura

      Obwohl ich als Einzelner schreibe, fühle ich mich nie allein, sondern als Gebundener – an die Zeit und die Erfahrungen meiner Generation. Diese Erfahrungen sind oft nicht präzise genug, um in Worte gefasst zu werden, und spiegeln die Heimat- und Ruhe- sowie Heimatlosigkeit einer Generation wider, die sich in einem Übergang befindet. Eine „Ästhetik des Humanen“, die in meinen Romanen und Erzählungen zu finden ist, habe ich nur einmal ausführlicher formuliert: in meinen „Frankfurter Vorlesungen“ von 1964. Dort geht es um das Wohnen, Nachbarschaft, Heimat, Geld, Liebe, Religion und Mahlzeiten. Ähnliche Gedanken finden sich in meinem Text über die Heimatlosigkeit der Menschen im westlichen Deutschland. Es gibt zwei Kölner Heimatbilder: das Vorkriegsköln und das zerstörte Köln von 1945, das jedoch auch schon wieder verloren ist. Die Jahre 1967/68 bringen neue Herausforderungen, wie den „Prager Frühling“ und die Studentenrevolte, sowie den Einfluss des Springer-Konzerns. In meiner privaten Reportage aus Prag („Der Panzer zielte auf Kafka“) stehe ich neben meinem öffentlichen Engagement gegen die Notstandsgesetze, wobei meine Bitterkeit über die hastigen Entscheidungen von Kiesinger, Barzel und Schmidt besonders groß ist.

      Heimat und keine
      4,5
    • Die Fähigkeit zu trauern

      Schriften und Reden 1984-1985

      • 347pagine
      • 13 ore di lettura

      »Wir leben in einer Über-Zeit: Überrüstung, die uns von faden Kopien der Übermenschen serviert wird: Über-Produktion, Über-Leistung, Über-Luxus - alles gegen die ›Unterrnenschen‹, die da tatsächlich hungern, sterben, nichts ›leisten‹...« Übermenschen, Untermenschen - Böll suchte den anderen: den Menschen. Zeit seines Lebens. Sein Engagement in der Friedensbewegung, sein Einsatz für Minderheiten, für Verfolgte jeder Art und in allen Teilen der Welt war bis zu seinem Lebensende ungebrochen. Raketenstationierung und Nachrüstung, Menschenrechtsverletzungen in Ost und West, Asylanten-, Ausländer- und Arbeitslosenprobleme, Flick-Affäre, Debatten über die jüngste deutsche Geschichte, eine gewisse Art von Meinungsverbreitung in den Medien und vieles mehr greift er in seinen Schriften und Reden auf. Daneben gibt es aber auch ganz persönliche Mitteilungen wie den eindringlichen »Brief an meine Söhne« und Kommentare in eigener Sache. Immer sind es Stellungnahmen, die weit über die Tagesaktualität hinausreichen und nicht ohne Nachwirkung bleiben werden. »Widerstand ist kein Recht; er ist eine Pflicht, jedem Menschen mitgegeben.«

      Die Fähigkeit zu trauern
      5,0
    • Tank mířil na Kafku

      • 240pagine
      • 9 ore di lettura

      Když Heinrich Böll přijel s rodinou 20. srpna 1968 na pozvání Československého svazu spisovatelů do Prahy, aby se zde seznámil s vývojem tzv. Pražského jara, netušil, že se záhy stane očitým svědkem sovětské vojenské invaze. Předkládaná kniha, kterou připravil jeho syn René a doplnil ji úvodním slovem a svými autentickými fotografiemi, představuje především Böllovy deníkové zápisky z oněch několika dní strávených v Praze, dále jeho dva esejistické texty reflektující srpnové události a několik rozhovorů pro tisk. Máme tak jedinečnou možnost dozvědět se, jak vnímal Pražské jaro, jeho násilné potlačení a pozdější vývoj v ČSSR význačný západoněmecký spisovatel, pro nějž byla svoboda nedělitelná.

      Tank mířil na Kafku
      4,5
    • Alexander Solschenizyn schildert in seinem inzwischen weltberühmten Roman eine durch die Präsenz des Todes aneinandergefesselte Gesellschaft: Patienten und Ärzte, Funktionäre und Häftlinge, Denunzierte und Denunzianten in der Krebsstaion eines Krankenhauses im asiatischen Russland.

      Krebsstation. Roman in zwei Büchern. Buch 1
      4,3
    • Briefwechsel

      • 749pagine
      • 27 ore di lettura

      Bei seiner ersten Reise in die Sowjetunion 1962 begegnet Heinrich Böll dem russischen Kollegen Lew Kopelew. Allen politischen Hindernissen zum Trotz freunden die beiden sich an. Zwanzig Jahre lang schicken sie sich unbemerkt von Zensur und Geheimdiensten mithilfe von Mittelsmännern Briefe. Ein Netzwerk von großer und nachhaltiger Wirkungsmacht entsteht. Der Briefwechsel Böll-Kopelew enthält einzigartige Zeugnisse aus einer gar nicht so fernen und doch längst vergangenen Epoche. Die Bonner Republik, die Sowjetdiktatur, der ganze Kosmos des Kalten Kriegs sind hier zum Greifen nah. In ihren Briefen verarbeiten Heinrich Böll und Lew Kopelew ihre traumatischen Erinnerungen an den Zweiten Weltkrieg und seine Folgen und gemeinsam kämpfen sie gegen politische und literarische Vereinnahmungen auf beiden Seiten des Eisernen Vorhangs

      Briefwechsel
      4,0
    • Dva obrázky ze života vojáků, v prvém nezadržitelně pohlcovaných strašnou mašinérií války a v druhém přeživších, ale s duší ubitou a zhnusenou se vracejících do zničeného domova. V obou krátkých povídkách Böll ostře odsuzuje ty, kdo v Německu válku rozpoutali a znovu by ji chtěli vyvolat.

      Den první a poslední
      4,3
    • Román A neřekl jediné slovo je vnitřním monologem hlavních postav, manželů Bognerových. Jejich monology se navzájem doplňují a překrývají a podávají tak bezprostřední svědetví o rozkladu jejich manželství. Vlastní děj románu se odehrává o jediném podzimním víkendu, jehož vyvrcholením je precizně vykreslené milostné setkání obou manželů v ubohém hotelu. Biliár o půl desáté (zfilmován v roce 1954) představuje Böllovo stěžejní dílo. Ve vyprávění o jenom dni, o 6. září 1958, se zpětně zobrazuje celá polovina století: historie kláštera, který roku 1908 vybudoval Robert Fämel, roku 1945 odstřelil Jindřich Fämel a roku 1958 se plánuje jeho opětná výstavba, kterou má provést Josef Fämel. Historie jedné rodiny, tří generací a jejich přátel, historie Německa. Ve třinácti kapitolách autor vypráví – vždy z perspektivy jiné postavy – o onom dni a zlomkovitě o minulosti. A jako i v jeho jiných románech jsou zde lidé rozděleni na úspěšné, bez skrupulí, a na chudé, bez vlivu. Lidé hospodářských a jiných podobných zázraků všeho druhu Bölla nezajímají. Raději se neustále obírá těmi, kteří jsou jejich pravým opakem, pasívními a málo zdatnými outsidery, kteří se nedovedou zařadit, neboť jsou obtíženi pamětí a svědomím.

      A neřekl jediné slovo. Biliár o půl desáté
      4,0
    • Chronologicky usporiadaná zbierka 21 kratších i dlhších príbehov od roku 1950 – 1958, ktoré sú prejavom Böllovej schopnosti satiricky zachytiť ľudí i situácie. Böllovo rozprávačské umenie sa vyznačuje aj v tejto zbierke životnosťou situácií, svojskosťou reči, bezprostrednosťou, jemnocitnosťou, hlbokou ľudskosťou a kritickým pohľadom na spoločenské javy a vzťahy ľudí.

      V údolí duniacich kopýt
      4,0
    • Ancor oggi, dopo il successo internazionale dei molti romanzi di Böll, culminato con quel “Foto di gruppo con signora” che gli valse il premio Nobel nel 1972, sono molti a ritenere che il meglio di sé lo scrittore tedesco lo abbia dato in questi racconti brevi e brevissimi. Böll esercita qui il suo talento innato per la parodia clownesca, dalle apparenze quasi bonarie, ma spesso piú spietata ancora nel colpire i suoi bersagli. Chi non avesse mai letto null’altro di suo potrebbe, anche solo con questa raccolta, farsi un’idea completa dei suoi temi: il disgusto per la guerra e il nazismo, la satira di un perbenismo e di un benessere dietro i quali si annidano i mostri dell’intolleranza e dello sfruttamento; e ancora il senso della fame e della solitudine, la solidarietà umana, la buffoneria anarcoide quale rifugio ultimo in un mondo troppo serioso, il rispetto profondo della povera gente. La Germania di questo secolo, in una colorata rapsodia di ‘short stories’ che equivale a una riflessione storica.

      Erzählungen 1950-1970
      4,0
    • Erzahlungen, Horspiele, Aufsatze (German Edition) by Heinrich Boll. 1961 hardcover published by Kiepenheuer & Witsch. Text in German.

      Erzählungen. Hörspiele. Aufsätze
      4,1
    • »Verdrängungslust ist in Deutschland immer stärker gewesen als die Fähigkeit zur Trauerarbeit. Was aber verdrängt wird, ist deshalb nicht erledigt ...« Heinrich Böll und Heinrich Vormweg Die sieben Gespräche aus den Jahren 1976 bis 1982 zwischen Heinrich Böll und Heinrich Vormweg sind bei aller Eindeutigkeit der Positionen offene Gespräche: über das Verhältnis der Generationen zueinander, über Wertbegriffe, Konsum, Armut hierzulande und in der ›Dritten Welt‹, Dissidenten, Arbeitslosigkeit, Terrorismus und nicht zuletzt über das Schreiben selbst. Inhalt: - Wie sollen wir denn überhaupt leben- Solschenizyn und der Westen- Ein Gespräch über die Literatur der Sowjetunion- Weil die Stadt so fremd geworden ist ...- Haben wir unseren Kindern noch etwas zu sagen?- Schreiben als Zeitgenossenschaft I- Schreiben als Zeitgenossenschaft II

      Weil die Stadt so fremd geworden ist ...
      4,0
    • Eine deutsche Erinnerung

      • 165pagine
      • 6 ore di lettura

      Ein engagierter, kritischer Mensch und großer Schriftsteller blickt zurück. Ein Interview mit Heinrich BöllDieses Protokoll intensiver und umfassender, Gespräche, die René Wintzen im Herbst 1975 mit Heinrich Böll in Paris führte, erschien im Frühjahr 1978 in französischer Sprache unter dem Titel ›Une memoire allemande‹ und fand in Frankreich große Beachtung. Ein engagierter, kritischer Mensch und großer Schriftsteller blickt zurück auf seine eigene und die deutsche Vergangenheit. Im Dialog mit Wintzen setzt sich Böll mit allen Fragen auseinander, die für ihn wesentlich sind, mit seiner Herkunft und seiner persönlichen und literarischen Entwicklung, mit dem Katholizismus, mit dem Weg, den die Bundesrepublik nach dem Kriege eingeschlagen hat, mit seiner Rolle als Schriftsteller, privat und in der literarischen Öffentlichkeit, mit der Bedeutung und Entstehungsgeschichte seiner Werke.

      Eine deutsche Erinnerung
      4,0
    • Das Heinrich Böll Lesebuch

      • 320pagine
      • 12 ore di lettura

      Zum 85. Geburtstag von Heinrich Böll: Ein repräsentativer Querschnitt durch das Gesamtwerk des Nobelpreisträgers. §Deutschland nach dem Krieg ist ohne Heinrich Böll nicht denkbar. Er hat wie kaum ein anderer Schriftsteller seine Zeitgenossenschaft ernst genommen. Seine literarische Leistung reicht von der seelischen Aufarbeitung der Schuld und der Leiden des deutschen Soldaten im Zweiten Weltkrieg über die Kritik des Adenauerstaates und seines engstirnigen Katholizismus, über die praktische Solidarität mit den verfolgten Dissidenten des Ostblocks und der reaktionären Diktaturen im Westen bis zur Auseinandersetzung mit dem Trauma des Terrorismus und seiner blinden Verfolgung. §Als sehr verletzlicher Ankläger hat Böll die Gefährdung der moralischen Fundamente unserer Gesellschaft, der demokratischen Freiheit und der Friedensliebe, verfolgt und ist Generationen von Jugendlichen zum unauffälligen Vorbild geworden. Das vorliegende Lesebuch mit Erzählungen, Romanausschnitten, Gedichten, Aufsätzen, Briefen und anderen Materialien aus den Jahren 1948 bis 1985 ermöglicht es, den literarischen Weg dieses "einzigartigen Schriftstellers" (Marcel Reich-Ranicki) in komprimierter Form nachzuvollziehen und dabei möglicherweise auch ein Stück der eigenen Biografie zu entdecken.

      Das Heinrich Böll Lesebuch
      4,0
    • Der Lacher

      • 186pagine
      • 7 ore di lettura

      Cette collection s'adresse à tous ceux qui désirent découvrir ou redécouvrir le plaisir de lire directement dans la langue d'origine des œuvres choisies pour leurs qualités littéraires autant que pour leur intérêt linguistique. L'abondance des notes, rédigées en langue étrangère et placées en regard du texte, dispense d'un recours fastidieux au dictionnaire. En fin de volume, un lexique de plus de 1 000 mots, extraits des nouvelles elles-mêmes, permet au lecteur d'enrichir son vocabulaire. Dans la lignée des grands conteurs allemands, Heinrich Böll, prix Nobel 1972, nous fait vivre le combat héroïque d'un jeune et pauvre paysan contre l'injustice des seigneurs Balek de Bilgan. L'histoire de Daniel, appelé " le juste " et celle du mari de Bertha, fille de grand entrepreneur, content l'aventure intérieure de personnages contemporains dans un environnement déshumanisé ; un monde dans lequel ce professionnel du " savoir rire ", protagoniste de la satire " Der Lacher " est, certes, très sollicité et bien rémunéré, mais n'a pas souvenir d'avoir entendu son propre rire.

      Der Lacher
      4,0
    • Worte töten, Worte heilen

      • 187pagine
      • 7 ore di lettura

      Wer die Sprache liebt, weiß, daß sie das menschlichste am Menschen ist und daß sie darum auch der schrecklichste Ausdruck seiner Unmenschlichkeit werden kann: Worte töten, Worte heilen, so Heinrich Böll. Bölls Worte konnten auch noch etwas anderes: aufrütteln, auf Mißstände aufmerksam machen, aber auch die einfache Lust auf Geschichten befriedigen. Dieses Lesebuch versammelt Gedanken aus Heinrich Bölls breiten Werk, das 1972 mit dem Literatur-Nobelpreis ausgezeichnet wurde: über Lebenslust, Sittenwächter und Lufthändler ...

      Worte töten, Worte heilen
      3,5
    • De verwonding. Verhalen

      • 201pagine
      • 8 ore di lettura

      Verhalen over de alledaagse ellende van de gewone soldaat in de tweede wereldoorlog, geschreven tussen 1946 en 1952.

      De verwonding. Verhalen
      4,1
    • »Die Dummheit des Arguments Panzer und Waffen war so niederschmetternd …« Heinrich Böll und der Prager Frühling. Am 20. August 1968 reiste Heinrich Böll auf Einladung des tschechoslowakischen Schriftstellerverbands nach Prag. Zeit für die offiziell geplanten Gespräche blieb ihm nicht, denn kurz darauf rückten die Truppen des Warschauer Paktes ein, und die Besatzung begann. Vier Tage verbrachte Böll gemeinsam mit seiner Frau Annemarie und seinem Sohn René in der Stadt, in der die Träume von einem »Sozialismus mit menschlichem Antlitz« brutal zerschlagen wurden. Der Widerstand der Prager durch alle Bevölkerungsschichten hindurch beeindruckte ihn zutiefst. Böll tat das ihm Mögliche, seine Solidarität auszudrücken, sprach im Radio, schilderte für lokale Zeitungen seine Beobachtungen der Ereignisse. Als er wieder abreiste, versprach er den tschechischen Schriftstellerkollegen, so viel und oft wie möglich über das, was er gesehen hatte, zu berichten und darüber zu schreiben. Böll hielt Wort. Die Ergebnisse seines Engagements versammelt erstmals dieses Buch. Neben den seinerzeit abgedruckten oder gesendeten Interviews und essayistischen Stellungnahmen umfasst der Band umfangreiche bislang unveröffentlichte Tagebuchaufzeichnungen, Briefe und Notizen des Autors. Erweitert wird das Material durch Fotografien René Bölls sowie Erinnerungsstücke aus den bewegten Prager Tagen.

      Der Panzer zielte auf Kafka : Heinrich Böll und der Prager Frühling
      3,5
    • Ein Jahr hat keine Zeit

      Gedichte

      • 181pagine
      • 7 ore di lettura

      »Herr Hauptmann, ach, o halten Sie doch jetzt die Fresse, in diesem Augenblick ertrag’ ich Unsinn nicht!« – Heinrich Bölls lyrisches Werk. Wenn man an Heinrich Böll denkt, denkt man an Prosa. Und doch hat er zeitlebens auch Lyrik geschrieben, von den jungen Jahren an bis ins hohe Alter. Die Gedichte sind kein Nebenprodukt seines Schreibens, sondern wichtiger Werkbestandteil. Diese bibliophile Ausgabe macht sie zum ersten Mal sorgsam ediert verfügbar. Böll als Lyriker entdecken, heißt, einen Autor in seiner Stimmfindung erleben. Angefangen bei den ersten lyrischen Gehversuchen, in denen deutlich sein früher Lektürekanon mitschwingt (und sich alles ordentlich reimt!), über freie Klangexperimente wie dem Gedicht »Preußentum« (1938), das seinen Gegenstand in eine absurd-militaristische Lautfolge zerlegt – »Ra Ta, / Tra Ra / Ra Ta Ta! […] Romm, Bomm, Bomm …« – bis zu den späteren Texten, aus denen ein Böll spricht, den man im Ohr zu haben meint: mit all seinem warmen und doch immer scharfzüngigen Humor, seiner gelassenen Menschenfreundlichkeit, seiner politischen Wachsamkeit. Die Veröffentlichung einer so umfassenden Auswahl mit teils unveröffentlichtem Material ist eine Premiere. Und ein Geschenk für alle, die Böll bereits gut kennen oder auch über die kurze Form neu kennenlernen möchten.

      Ein Jahr hat keine Zeit
      4,0
    • Erzählungen

      • 560pagine
      • 20 ore di lettura

      Romanciers seiner Zeit gewürdigt. Mindestens ebenso groß ist sein Rang als Meister der kurzen Form. Dieser Band präsentiert Erzählungen aus vier Jahrzehnten in besonderer Ausstattung zum Sonderpreis! Es beginnt im Jahr 1937 mit der Erzählung "Jugend" und endet 1982 mit der Humoreske "In welcher Sprache heißt man Schneckenröder?": Heinrich Böll hat seine literarische Laufbahn mit Kurzgeschichten eröffnet, und er ist diesem Genre Zeit seines Lebens treu geblieben. Der Erfolg der frühen Erzählungen aus den Jahren nach dem Krieg setzte sich in den 50er und frühen 60er Jahren fort, in denen Böll die kurze literarische Form zur Vollendung führte. Der von Jochen Schubert herausgegebene Band bietet eine umfassende Auswahl aus dem erzählerischen Werk Heinrich Bölls und folgt dabei mehreren Gesichtspunkten: Neben den bekanntesten Erzählungen stehen solche, die aufgrund ihres Themas und ihrer Erzählweise repräsentativ sind, und andere, die bisher noch gar nicht oder nur an schwer zugänglichen Orten veröffentlicht wurden. Die insgesamt 75 Erzählungen dokumentieren auf anschauliche Weise das Schaffen Bölls in diesem Genre, bieten eine Fülle von Lesestoff und dazu unter dem Titel"Gibt es eine deutsche Story?"einen nicht mehr zugänglichen Essay Bölls aus dem Jahre 1953. Der Band wird ergänzt durch ein editorisches Nachwort des Herausgebers.

      Erzählungen
      4,1
    • Doktor Murkes gesammeltes Schweigen

      • 157pagine
      • 6 ore di lettura

      »Ich stellte mich an die Treppe zum Bahnsteig und dachte: blond, zwanzig Jahre, kommt in die Stadt, um Lehrerin zu werden ... Walter Fendrich, der sich in der Nachkriegszeit planlos und kurzfristig als Banklehrling, Verkäufer und Tischlerlehrling versuchte, erhält eines Tages einen Brief seines Vaters, der ihn bittet, die Tochter eines Kollegen vom Bahnhof abzuholen. Das Zusammentreffen mit der zwanzigjährigen Hedwig, die er zuletzt nur flüchtig als Kind gesehen hatte, wird für Walter zur schicksalhaften Begegnung. Heinrich Böll gelingt es, kleinbürgerliche Schauplätze, die Atmosphäre der Hungerjahre und der Wirtschaftsblüte im Rahmen einer ungewöhnlichen Liebesgeschichte mit sparsamen Mitteln souverän zu vergegenwärtigen.

      Doktor Murkes gesammeltes Schweigen
      4,1
    • Die Sensation: bisher unveröffentlichte Tagebücher aus dem Krieg von Heinrich Böll. Das hat man so noch nicht gelesen: Knapp, assoziativ, stellenweise geradezu lyrisch notiert Heinrich Böll, was ihn in den letzten Kriegsjahren beschäftigt, quält und am Leben hält. Anders als in den Kriegsbriefen, die zusammenhängend beschreiben, was ihm widerfuhr, aber die Zensur passieren mussten, hält er hier stichwortartig fest, was den einzelnen Tag bestimmte und innerhalb der grausamen Kriegsroutine an der Front und in der anschließenden Kriegsgefangenschaft zu etwas Besonderem machte. Fixpunkte dabei sind seine junge Frau Annemarie, die er schmerzlich vermisst, und Gott, den er im Angesicht des Grauens der Schützengräben als Hoffnungsspender und Schutzinstanz anruft. Beeindruckend ist die Intensität dieser skizzenhaften Aufzeichnungen, die zeigen, wie Böll um seelische Integrität und Selbsterhaltung ringt. Geschrieben in der Zeit von der Abreise nach Frankreich über die Verlegung an die Ostfront bis zur Entlassung aus der Kriegsgefangenschaft im September 1945 – und ungekürzt veröffentlicht.

      Man möchte manchmal wimmern wie ein Kind
      4,0
    • The Islandman

      • 245pagine
      • 9 ore di lettura

      Tomas O'Crohan was born on the Great Blasket Island in 1856 and died there in 1937, a great master of his native Irish. He shared to the full the perilous life of a primitive community, yet possessed a shrewd and humorous detachment that enabled him to observe and describe the world.

      The Islandman
      4,1
    • Nouvelles allemandes contemporaines

      • 126pagine
      • 5 ore di lettura

      Nouvelles présentées par Michel LemercierMarie-Luise Kaschnitz . Gespenster - RevenantsHerbert Malecha . Die Probe - L'ÉpreuveAurelia Bundschuh . Die Uhr - La MontreSiegfried Lenz . Die Flut est pünktlich - La mariée est à l'heureWolfgang Borchert . Nacht schlafen die ratten doch - Mais les rats dorment la nuitMax Frish . Der andorranishe Jude - Le Juif d'AndorreHeinrich Böll . Mein trauriges Gesicht - Mon visage tristeLa série BILINGUE propose :une traduction fidèle et intégrale, accompagnée de nombreuses notes ;une méthode originale de perfectionnement par un contact direct avec les oeuvres d'auteur s étrangers.

      Nouvelles allemandes contemporaines
      3,9
    • Známý spisovatel v cyklu obrázků a postřehů z dnešního Irska znamenitě postihl duši země a lidí v nemalé šíři jejich životní skutečnosti a prostředí, ať je formovala dávná minulost anebo určuje bezprostřední dnešek.

      Irský deník
      4,0