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«Non voglio morire, ma la cosa terribile è che morirò... presto!» Con questa certezza, il giovane soldato sale sul treno in partenza da una stazione nel Ruhr, diretto al fronte orientale. Il viaggio è desolante. Uomini, uniti dal caso, giocano a carte, condividono pane e salsiccia e cercano di anestetizzare la loro paura con alcol. Andreas ricorda un amico, una donna i cui occhi ha potuto scrutare solo per frazioni di secondo, riflette sulle sue ferite passate e prova avversione per chi considera la guerra una normalità. A Leopoli, il treno si ferma. Qui, Andreas incontra una spia che, sotto le mentite spoglie di prostituta, raccoglie informazioni per la resistenza polacca. La narrazione esplora la fragilità della vita, il peso della memoria e l'assurdità della guerra, creando un ritratto intenso e umano di un conflitto che segna profondamente le esistenze.
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Il treno era in orario, Heinrich Böll
- Lingua
- Pubblicato
- 1974
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- (In brossura)
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- Titolo
- Il treno era in orario
- Lingua
- Italiano
- Autori
- Heinrich Böll
- Editore
- Mondadori
- Pubblicato
- 1974
- Formato
- In brossura
- Serie
- Tag
- Narrativa, Tema stórico, Classici, Letteratura tedesca, Guerre, Germania, Seconda guerra mondiale, Novelletti, Piano
- Prima pubblicazione
- 1949
- Titolo originale
- Der Zug war punktlich
- Valutazione
- 4,05 su 5
- Descrizione
- «Non voglio morire, ma la cosa terribile è che morirò... presto!» Con questa certezza, il giovane soldato sale sul treno in partenza da una stazione nel Ruhr, diretto al fronte orientale. Il viaggio è desolante. Uomini, uniti dal caso, giocano a carte, condividono pane e salsiccia e cercano di anestetizzare la loro paura con alcol. Andreas ricorda un amico, una donna i cui occhi ha potuto scrutare solo per frazioni di secondo, riflette sulle sue ferite passate e prova avversione per chi considera la guerra una normalità. A Leopoli, il treno si ferma. Qui, Andreas incontra una spia che, sotto le mentite spoglie di prostituta, raccoglie informazioni per la resistenza polacca. La narrazione esplora la fragilità della vita, il peso della memoria e l'assurdità della guerra, creando un ritratto intenso e umano di un conflitto che segna profondamente le esistenze.
