Giulio Evola fu un filosofo italiano il cui pensiero rappresenta uno dei sistemi antiegualitari, antiliberali e antidemocratici più radicali e coerenti del XX secolo. La sua opera è un connubio unico di idealismo tedesco, dottrine orientali e tradizionalismo. Evola possedeva una profonda conoscenza e un interesse per l'esoterismo e l'occultismo, che si riflette nella sua visione filosofica. Le sue idee continuano a influenzare i movimenti neofascisti contemporanei.
“Ma la formazione incipiente di questa razza nuova noi non la dobbiamo al razzismo in senso stretto, tecnico e limitato, perchè la incorporazione ufficiale di esso nel patrimonio ideale del fascismo data di poco più di un anno; La dobbiamo, invece, precisamente, presso all’evocazione, inconsciamente fatta, sotto segno romano, di una razza dello spirito”. (J. Evola)
Orientamenti esistenziali per un'epoca della dissoluzione
232pagine
9 ore di lettura
Julius Evola tratta in quest'opera del problema dei comportamenti che per un tipo umano differenziato si addicono in un'epoca di dissoluzione, come l'attuale. Il libro, però, venne pensato all'inizio degli anni Cinquanta. Cavalcare la tigre illustra la "via secca", cioè quella intellettuale, interiore, personale. Il detto orientale "cavalcare la tigre" vale per il non farsi travolgere e annientare da quanto non si può controllare direttamente: esso quindi comporta l'assumere anche i processi più estremi e spesso irreversibili in corso per farli agire nel senso di una liberazione, anziché, come per la grande maggioranza dei nostri contemporanei, in quello di una distruzione spirituale. Cavalcare la tigre può dunque venire considerato, quasi uno speciale "manuale di sopravvivenza" per tutti coloro i quali, considerandosi in qualche modo ancora spiritualmente collegati al mondo della tradizione, sono costretti però a vivere nel mondo moderno.
Quest'opera principale di Julius Evola, scritta tra il 1931 e il 1932 e pubblicata nel 1934 in Italia e nel 1935 in Germania, rappresenta un passaggio fondamentale per l'autore. Essa segna la transizione dalla filosofia e dall'esoterismo a una complessa visione del mondo tradizionale, fungendo da base per le sue posizioni metapolitiche e spirituali nei quarant'anni successivi. Rivolta contro il mondo moderno si distingue per il suo approccio "scientifico" e per l'interpretazione mitico-simbolica della storia. L'opera analizza le cause della crisi del mondo contemporaneo, evidenziando i processi distruttivi che minacciano valori e forme superiori di esistenza. Non si limita a descrivere la crisi, ma propone un confronto tra civiltà, suggerendo ciò che può rivendicare una normalità superiore in vari ambiti, come lo Stato, la legge, e il sacro. Gottfried Benn definì il libro come un'opera il cui significato si sarebbe rivelato nel tempo, mentre altri hanno sottolineato i contenuti spirituali che invitano a riconquistare una civiltà autentica. L'importanza del riferimento alle origini è un tema centrale, e l'opera offre una nuova prospettiva sulla nascita e l'evoluzione del mondo moderno, integrando visioni di diverse civiltà. La nuova edizione include aggiornamenti bibliografici e tre saggi in appendice, analizzando il rapporto Evola-Guénon, le edizioni del libro e le recensioni degli anni Trenta.
Quest'opera principale di Julius Evola, scritta tra il 1931 e il 1932 e pubblicata nel 1934 in Italia, rappresenta un passaggio fondamentale per l'autore, segnando il passaggio dalla filosofia e dall'esoterismo a una complessa "visione del mondo" tradizionale. Essa costituisce la base per le sue posizioni metapolitiche e spirituali nei successivi quarant'anni. Rivolta contro il mondo moderno si distingue per il suo approccio "scientifico" e per l'interpretazione mitico-simbolica della storia, resistere al tempo e mantenere la sua validità nel Terzo Millennio. L'opera analizza le cause del mondo attuale e i processi distruttivi che minano valori e forme superiori di esistenza. Non si limita a descrivere la "crisi" moderna, ma, attraverso uno studio comparato, propone una visione di normalità superiore in vari ambiti, come lo Stato, la legge e la concezione della vita. Il libro invita a trascendere la condizione umana, opponendosi a una riduzione dell'individuo a un'entità anonima in un mondo dominato dalla materia. La sua pubblicazione suscitò commenti significativi, evidenziando la sua capacità di trasformare la percezione dell'Europa e di presentare contenuti spirituali originali. La nuova edizione include aggiornamenti bibliografici e tre saggi in appendice, analizzando il rapporto Evola-Guénon, le edizioni del libro e l'eco avuto negli Anni Trenta.
Pubblicato nel 1964 e ampliato nel 1970, questo saggio su quel fenomeno politico e ideologico che furono fascismo e nazionalsocialismo conserva a decenni di distanza la sua originalità. L'autore volle precisare, nella prima edizione, che si trattava di una "analisi critica dal punto di vista della Destra": infatti, i contenuti dottrinari di fascismo e nazionalsocialismo vengono esaminati prescindendo sia dalle esaltazioni e idealizzazioni "nostalgiche", sia da una sistematica e indiscriminata denigrazione, che giunge sino alla demonizzazione acritica, assumendo invece come misura quelle idee che, secondo Julius Evola, hanno definito "la grande tradizione politica europea quale esistette prima dei sovvertimenti dell'epoca ultima".
Exploring a wide range of philosophical and religious traditions, the essays delve into the profound connections between Eastern and Western thought. Julius Evola examines diverse subjects such as Hinduism, Buddhism, Taoism, and Existentialism, while engaging with influential thinkers like René Guénon and Martin Heidegger. His analysis goes beyond mere comparisons, aiming to reveal a shared foundational Tradition that underpins various spiritual paths. The work invites readers to reflect on the deeper unity of human experience across cultures and philosophies.