Světlana Alexandrovna Alexijevič Ordine dei libri (cronologico)







Steht die Vergangenheit Uns Noch Bevor?
- 80pagine
- 3 ore di lettura
Ohne Bewusstsein der Vergangenheit lässt sich in der Gegenwart keine Zukunft entwerfen und lenken. Die Literaturnobelpreisträgerin Swetlana Alexijewitsch und der Außenpolitiker Ruprecht Polenz sprechen über die Beziehungen zwischen Russland und Europa, das Vermächtnis der Sowjetunion im „homo sovieticus“ sowie über Möglichkeiten öffentlichen oder privaten Widerstands. Freiheit, darüber sind sie sich einig, kann nicht importiert oder allein durch äußeren Druck erzwungen werden. Sie muss sich aus einer gesellschaftlichen Ordnung heraus entwickeln, aus einem Sog, den das Freiheitsversprechen auslöst.
Цинковые мальчики. Cinkovyje mal'čiki
- 314pagine
- 11 ore di lettura
У війни не жіноче обличчя
- 400pagine
- 14 ore di lettura
"Per me non è tanto importante che tu scriva quello che ti ho raccontato, ma che andando via ti volti a guardare la mia casetta, e non una ma due volte". Con queste parole, una contadina bielorussa si congeda da Svetlana Aleksievic, esprimendo la speranza di aver trovato qualcuno capace di ascoltare. Il lavoro letterario di Aleksievic si concentra sul racconto di "piccole persone" coinvolte dalla Grande Utopia comunista, un dramma collettivo che ha segnato la storia dell'URSS e della Russia per settant'anni. Questo nuovo libro, ambientato nel contesto del crollo dell'Unione Sovietica e della nascita di una "nuova Russia", rappresenta il culmine di un percorso di trent'anni. Decine di protagonisti-narratori, tra cui contadini, operai, studenti e funzionari del Cremlino, condividono le loro esperienze e riflessioni su un'epocale trasformazione in atto. Tra di loro ci sono anche eroi sovietici poco conosciuti, che non si rassegnano al declino degli ideali e alla mediocrità di un'esistenza che premia solo il successo e il denaro, escludendo i più deboli.
Nell'estate del 1941 le truppe tedesche invadono la Bielorussia, allora parte dell'URSS, e occupano Minsk. Gli eroi di questo libro sono i bambini e i ragazzi bielorussi e russi che hanno vissuto la terribile quotidianità di quegli anni di guerra e sono cresciuti nell'orrore del più disumano dei conflitti. Pubblicato per la prima volta nel 1985 e censurato dal regime sovietico, ''Gli ultimi testimoni'' appare oggi nella sua versione definitiva per raccontarci una storia diversa da quella ufficiale, letta attraverso i ricordi e gli occhi dei più piccoli. Agli interrogativi cui Svetlana Aleksievič cerca di dare risposta attraverso le sue interviste non c'è che una conclusione: non esiste azione attuata per il bene universale che possa giustificare anche ''una sola lacrima di bambino''.
Seht mal, wie ihr lebt
- 267pagine
- 10 ore di lettura
Voices from Chernobyl
- 256pagine
- 9 ore di lettura
This is not a book about Chernobyl, but about the world it has left us. Alexievich spent three years interviewing dozens of survivors, victims and witnesses. This is their testimony, their voices, and they are unforgettable
Im Banne des Todes
- 267pagine
- 10 ore di lettura
Ragazzi di zinco
- 316pagine
- 12 ore di lettura
«Quello che potrebbe risultare un mero catalogo di orrori assume al contrario la commovente potenza evocativa del coro di una tragedia greca. Dove ogni singola voce, con il suo specifico carico di dolore, contribuisce alla ricostruzione di una storia collettiva ancora terribilmente palpitante». —Franco Marcoaldi, La Repubblica Dopo averci fatto ascoltare in Preghiera per Černobyl’ le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievič fa parlare qui i protagonisti di un’altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la “grande causa internazionalista e patriottica”; almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo; cinquantamila feriti; mezzo milione di vittime afgane; torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione... Gli afgancy, i ragazzi che la guerra ha trasformato in assassini, raccontano ciò che si è voluto nascondere. Accanto a loro, un’altra guerra. Quella delle infermiere e delle impiegate che partirono per avventura e patriottismo. E soprattutto le madri. Dolenti, impietose, stanche, coraggiose.
The Unwomanly Face of War
- 384pagine
- 14 ore di lettura
The Unwomanly Face of War is Svetlana Alexievich's collection of stories from Soviet women who lived through the Second World War: on the front lines, on the home front, and in occupied territories. As Alexievich gives voice to women who are absent from official narratives - captains, sergeants, nurses, snipers, pilots - she shows us a new version of the war we're so familiar with, creating an extraordinary alternative history from their private stories. Published in 1985 in Russia and now available in English for the first time, The Unwomanly Face of War was Alexievich's first book and a huge bestseller in the Soviet Union, establishing her as a brilliantly revolutionary writer.
Běloruská autorka Světlana Alexijevičová jezdila čtyři roky po Sovětském svazu a setkávala se s ženami, které bojovaly ve Velké vlastenecké válce. Hovořila s dělostřelkyněmi, spojařkami, tankistkami, letkyněmi, zdravotními sestrami, partyzánkami… Z jejich vzpomínek vytvořila velmi osobité, často až otřesně působící literární dílo, výrazné protiválečné varování. Proud vzpomínek působí hluboce lidsky, autenticky, vyhýbá se zbytečnému patosu a velkým slovům. Šestnáctileté dívky se učí zabíjet – a přitom pláčou, že už tři dny neviděly mámu. Ani návrat do mírového života není lehký, mnohé ve válce ztratily svou ženskost, zešedivěly, v noci se probouzejí hrůzou – a jsou to dvacetileté dívky, které mají všechno před sebou – lásku, manželství, děti…






