Lunga vita alle arti, in tutte le loro forme! E lunga vita all'insegnamento e all'apprendimento su scala e ritmo umani tra un insegnante e uno studente; il resto è fumo negli occhi e ottundimento! L'autore parla per sé, attingendo alla propria esperienza, non a nome di alcuna istituzione.
"Dracula" is both a historical reflection of late nineteenth-century concerns and a timeless tale that continues to engage readers. Byron highlights its Victorian roots while presenting Dracula as a modern character. Stoker's gripping narrative of Count Dracula's evil and desires remains a quintessential suspense and horror story, resonating even today.
"Uno spettro si aggira per l'immaginario collettivo, e questo spettro si chiama Frankenstein. Mary Shelley ha indubbiamente creato un capolavoro, ma anche una sorta di icona pop, divenuta proverbiale e versatile, tale da essere evocata nelle situazioni più impensate. [...] Da un lato Frankenstein suscita interesse come ipotesi sulla possibilità di un mortale di sostituirsi a Dio, o alla Natura, mentre dall'altro riporta alla luce ogni sentimento di orrore e di repulsione radicato nei più profondi recessi dell'animo umano. Sotto questo punto di vista, l'impatto dell'opera sul lettore è duplice, stimolandone allo stesso modo l'interesse così come le più cupe emozioni; il ritmo serrato dell'inseguimento assieme ai crimini perpetrati dal mostro contribuiscono ulteriormente a tenere alta la tensione, mentre il pericolo della cosiddetta "hideous progeny" - a cui la creatura potrebbe dare origine se dotata di una compagna della stessa specie - provoca le stesse paure generate dal dilagare di una pestilenza". (Dall'introduzione di Giorgio Borroni)