L’uomo si dimentica facilmente di essere uomo. Kolyma, fiume che scorre nell'estremo Nord-est siberiano, è il luogo in cui milioni di deportati, schiavi del regime staliniano, hanno costruito città e infrastrutture, creando la più grande regione mineraria dell'URSS tra gli anni Trenta e Quaranta. I Racconti di Kolyma sono una testimonianza tragica sui gulag sovietici, su ciò che nessuno dovrebbe vedere né sapere. Varlam Salamov, confinato a Kolyma dal 1937 al 1953, inizia a comporre il suo monumentale mosaico contro l'oblio subito dopo il ritorno a Mosca. Kolyma è una desolata regione di paludi e ghiacci, dove l'estate dura poco più di un mese e il gelo può scendere a sessanta gradi sotto zero. Qui, milioni di persone sono state deportate e sfruttate per la colonizzazione. Salamov, già rinchiuso in un lager degli Urali, ha vissuto l'orrore di Kolyma e ha deciso di dedicare la sua vita a raccontare la verità su questa esperienza. "Il lager è una scuola negativa", scriveva a Solzenicyn, sottolineando l'importanza di dire la verità, per quanto terribile sia. I suoi ricordi si snodano come una partitura musicale, con temi che si intrecciano: l'arrivo nei campi, i vari tipi di carcerieri, le condizioni di lavoro forzato e la natura ostile, carica di significati simbolici.
Gabriele Leupold Libri


Im Bergwerk der Sprache : eine Geschichte des Deutschen in Episoden
- 360pagine
- 13 ore di lettura
Ein exemplarischer Abriss der deutschen Sprachgeschichte in 16 Episoden – ein Kompendium für konkrete Fragen und eine genussvolle Lektüre. Wie erkläre ich einem Ausländer das deutsche »tja«? Ist »der Mann, wo da geht« tatsächlich nur in Süddeutschland gebräuchlich? Wodurch zeichnet sich »Kiezdeutsch« aus, und was macht es dem k. k.-Migrantenslang und der »lagerszpracha« vergleichbar? Warum sind die Schachtelsätze des Barock heute so schwer zu lesen? Und was erzeugt den Stakkato-Sound in manchen zeitgenössischen Texten? – Solche Fragen stellt sich, wer Belletristik liest oder selbst in Blogs schreibt, ob er die Sprache eher über das Ohr aufnimmt oder in schriftlicher Form. Besonders aber interessiert es jeden, der sich– schriftlich oder mündlich – selbst sprachlich äußern will, ob privat oder in einem professionellen Rahmen oder gar als Autor und Übersetzer. Er stößt bald auf eine Reihe von Gegensätzen, die in der Sprache in Balance gehalten werden: Norm und Abweichung, Slang und Standardsprache, Dialekt und »Hochdeutsch«, prestigeträchtige und verpönte Varietäten und Formen, Migration und Mischsprachen, Modernisierung und Konservierung … Das Interesse am »richtigen« (oder: angemessenen) Gebrauch der deutschen Sprache ist in den letzten Jahren enorm gewachsen – die Beschäftigung mit Geschichte der Sprache hilft dabei.