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Frank McCourt

Questa serie approfondisce le crude realtà della vita in povertà, esplorando la resilienza dello spirito umano di fronte a immense avversità. Crea una narrazione ricca di umorismo e compassione, che descrive un viaggio impegnativo ma in definitiva ispiratore di sopravvivenza e scoperta di sé. Le storie illuminano le complessità della famiglia, dell'eredità irlandese e del potere della narrazione di trascendere le difficoltà. I lettori troveranno una profonda esplorazione della resistenza, della speranza e della forza duratura che si trova nell'esperienza umana.

Teacher Man
Che paese, l'America
Le ceneri di Angela

Ordine di lettura consigliato

  1. Non capita spesso che la passione di innumerevoli lettori per il libro di uno sconosciuto si manifesti con tanta immediata intensità. Frank McCourt, al suo esordio letterario a sessant'anni, si aspettava che il suo libro sarebbe stato descritto come “incantevole e lirico” e avrebbe ricevuto solo brevi recensioni. Ma cosa troviamo nelle sue pagine? La storia di un’infanzia infelice irlandese, che è peggio di qualsiasi altra infanzia infelice, e ancor più se cattolica. Ambientata tra le due guerre, la narrazione ruota attorno a una famiglia così povera da guardare dall'alto la miseria, con un padre sempre ubriaco e una madre che lotta per la sopravvivenza della sua tribù. Invece di cadere nel patetismo, il racconto si rovescia magnificamente. Tutto è visto attraverso gli occhi del protagonista, un ragazzino indistruttibile e implacabile osservatore, che evita ogni sentimentalismo. Le sue parole e il suo ritmo creano una comicità e vitalità contagiose, trasformando le atrocità in episodi di un viaggio verso una terra promessa: l'America. Pubblicato per la prima volta nel 1996, il libro continua a colpire per la sua autenticità e freschezza.

    Le ceneri di Angela1
    4,2
  2. Vista dal parapetto di un bastimento, l’America era sembrata al giovane McCourt l’immagine stessa del riscatto da quell’«infanzia infelice, irlandese e cattolica» che nelle Ceneri di Angela ci era stata raccontata come il più atroce, oltreché il più ilare, dei mondi possibili. Qui la scena, diversa e più tumultuosa, è invece quella di New York nel secondo dopoguerra. Una New York proletaria, dove fra case di mattoni rossi, pub di emigrati irlandesi e banchine ingombre di merci, con la quinta lontana e irraggiungibile di Manhattan, Frankie si trova a percorrere, passo dopo passo, un faticosissimo apprendistato. Inserviente in un grande e lussuoso albergo, militare durante la guerra di Corea, scaricatore di porto e infine insegnante – in aule e fra scolaresche che ricordano piuttosto da vicino le rumorose classi di Limerick –, McCourt mantiene prodigiosamente intatto il suo timbro inconfondibile, e la capacità di trasformare qualsiasi fatto, le avances di un prete alticcio come l’arrivo di Angela dall’Irlanda, quattro chiacchiere con i vecchi lustrascarpe italiani di Staten Island come il ritorno in patria e l’incontro col padre, in una grande, irresistibile storia: «Prendemmo tè e panini e Phil tirò fuori una bottiglia di whiskey ... perché il giorno in cui seppellisci i tuoi morti non c’è nient’altro da fare». Che paese, l’America è apparso per la prima volta nel 1999.

    Che paese, l'America2
    3,8
  3. Teacher Man

    • 88pagine
    • 4 ore di lettura

    A retelling of Frank McCourt's book describing his own coming of age, as a teacher, a storyteller and a writer. With a predisposition to support the underdog, and with sympathies for students rather than administrators, McCourt has always used stories to help his pupils.

    Teacher Man3
    3,8