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L'eredità Winshaw

Questa saga approfondisce le intricate vite di un'importante famiglia britannica nel corso del XX secolo. La serie fonde magistralmente dramma familiare, satira sociale e narrazioni avvincenti di ambizione e tradimento. Segui generazioni di figure influenti mentre si svelano i loro segreti, desideri e l'eredità che creano. Offre un'esplorazione avvincente del potere, della classe e delle complessità delle relazioni umane, il tutto intriso di arguzia tagliente.

Numero undici
Universale Economica: La famiglia Winshaw

Ordine di lettura consigliato

  1. Ritratto di una famiglia inglese molto antica e disgustosa, i cui membri sono accomunati da una rapacità brutale e totalizzante: Thomas, un banchiere privo di scrupoli, Hilary, una giornalista senza opinioni definite, Roderick, un mercante d'arte lascivo e ignorante, Dorothy, crudele proprietaria di un'azienda agricola, Henry, un politico sempre pronto a cambiare partito. Ne emerge la ricostruzione degli anni Ottanta.

    Universale Economica: La famiglia Winshaw1
    4,2
  2. Numero undici

    • 384pagine
    • 14 ore di lettura

    “Coe è tornato a fare ciò che gli riesce meglio. Numero undici è una satira graffiante dello stato delle cose, dalla trama barocca ed estremamente allusivo, un libro arrabbiato ed esuberante. Non solo Coe è tornato, ma è tornato in grande forma.” The Sunday Times L’undicesimo romanzo di Jonathan Coe è una storia dei nostri tempi: dal suicidio di David Kelly, lo scienziato britannico che aveva rivelato le bugie di Tony Blair sulla guerra in Iraq, agli anni austeri della Gran Bretagna che conosciamo oggi. È un romanzo su quell’infinità di piccole connessioni tra la sfera pubblica e quella privata, e su come queste connessioni finiscano per toccarci, tutti. È un romanzo sui lasciti della guerra e sulla fine dell’innocenza. È un romanzo su come spettacolo e politica si disputino la nostra attenzione, e su come alla fine probabilmente è lo spettacolo ad avere la meglio. È un romanzo su come 140 caratteri possono fare di tutti noi degli zimbelli. È un romanzo su cosa significhi vivere in una città dove i banchieri hanno bisogno di cinema nelle loro cantine e altri di banche del cibo all’angolo della strada. È un romanzo in cui Coe sfodera tutta la sua ingegnosità, il suo acuto senso della satira e la sua capacità di osservazione per mostrarci, come in uno specchio, il nuovo, assurdo e inquietante mondo in cui viviamo.

    Numero undici2
    3,7