“Italia! Placa le ombre de’ tuoi grandi.” Uno dei capolavori più grandi – e spesso anche più sottovalutati – della letteratura italiana: il primo romanzo considerabile tale della storia del nostro paese è uno straordinario viaggio nella mente complessa e martoriata di un idealista tradito, che partendo da premesse simili al Werther di Goethe per quanto riguarda la trama – essendo ad esso ispirato dal principio -, porta il tutto su un livello superiore, aggiungendovi notevole spessore tramite la presenza di temi politici, ideali traditi e sentimenti patriottici, con un esame psicologico del protagonista che non si concentra solo ed esclusivamente sulle pene d’amore, e a cui quindi è conferita maggiore profondità su molteplici fronti. È nell’Ortis che, a mio modesto e ignorante parere, assistiamo alla consacrazione di Foscolo nell’Olimpo dei letterati per quanto riguarda la prosa: in ogni frase, ogni parola persino, si nasconde un doppio significato o perlomeno una stratificazione più profonda di quella apparente in superficie, come nel caso del volgo, spesso inteso non nel consueto senso sociale del “popolo ignorante”, ma bensì in un senso più idealista ed etico, quale “la condizione umana decaduta di chi agisce con violenza e senza giudizio”. Proprio per questo è necessaria una lettura assai approfondita, che capisco benissimo può non essere per tutti.
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Jacopo è un essere fiero e generoso, un impaziente, uno che si gioca tutto in quella che considera come una partita serissima, solenne: la vita. Ama l'amore, la compassione, la bellezza, la libertà, la patria, la natura e persino la morte e il sepolcro. Non ascolta le voci dei troppo saggi, che definiscono "illusioni" tutto ciò per cui egli sente che vale la pena di vivere e sacrificcarsi. Le illusioni sono riconosciute e accettate. Anzi, sono scelte e predilette: perché in esse c'è energia e piacere, c'è consolazione e "senso". Fuori di esse tutto è deserto, disperazione, noia. La ragione acconsente alle illusioni, cede volentieri al cuore, sapendo di non doversi sacrificare a vacue fantasticherie o a stolide evasioni, ma a valori fondamentali per la sussistenza dell'individuo e della civiltà.
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Ultime lettere di Jacopo Ortis. Il primo romanzo della letteratura italiana, Ugo Foscolo, Alessandro Quattrone
- Lingua
- Pubblicato
- 1995
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- (In brossura),
- Condizioni del libro
- Danneggiato
- Prezzo
- 6,78 €














