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Franco Salvatorelli

    Il Mondo di Roma Imperiale
    Biblioteca Adelphi - 321: Anatomia dell'irrequietezza
    Il Colosso di Marussi
    Gypsy
    Groucho e io
    • Groucho e io

      • 316pagine
      • 12 ore di lettura

      Come sappiamo dalle sue strepitose lettere, nonché dalla leggenda che circonda la sua carriera di attore, Groucho Marx era Groucho in ogni sua manifestazione, e la comicità che irradiava sullo schermo si nutriva delle ricche assurdità della sua vita. Così, un’autobiografia di Groucho non poteva certo somigliare alle tediose elencazioni di travolgenti successi che spesso costituiscono le vite delle star. E questo fin dall’inizio, fin dalla scelta del nome (Julius Henry Marx), destinato a conquistare le simpatie di uno zio il cui patrimonio, ahimè, «risultò consistere in una palla da biliardo numero nove (rubata), una scatola di pasticche per il fegato e uno sparato di celluloide». Cinquant’anni di epopea americana ci passano davanti attraverso lo sguardo ilare di Groucho: la giovinezza dei cinque fratelli trascorsa a Yorkville, nell’East Side di Manhattan, col padre sarto («Che papà fosse un sarto, era un’idea condivisa soltanto da lui») e la madre-agente («Mia madre alla fine giunse alla conclusione che il modo migliore di sfondare in teatro era non già di lanciare un figlio alla volta, ma fare un lancio all’ingrosso»); i primi numeri di varietà col nome di «I quattro usignoli» e i primi successi di botteghino con I’ll Say She Is! Nel 1931 «una numerosa parentela assortita di Marx di varia foggia, sesso e misura» si trasferisce in California. E lì continuano le avventure, intrecciandosi alla vita di Hollywood in anni gloriosi. Alla fine, usciremo da questo libro storditi e felici come dopo aver visto uno dei migliori film di Groucho. Groucho e io è stato pubblicato per la prima volta nel 1959.

      Groucho e io
    • Gypsy

      • 416pagine
      • 15 ore di lettura

      «La presentazione italiana di Gypsy – le memorie della regina dello striptease Gypsy Rose Lee – fa risuonare fior di campanelli (altro che la famosa "madeleine" proustiana), perché riporta alla memoria quel mirabile musical che ne fu tratto nel '59: una delle più fantastiche stagioni di Broadway ... Gypsy , Bildungsroman moderno esemplare per crudeltà e precisione, è la storia del viaggio d'apprendistato e mission teatrale attraverso un decennio di vita americana intorno al '30» (Alberto Arbasino) «Chi vuol immergersi in un mondo in apparenza effervescente e animato da sceniche ironie, che ci proietta dietro le quinte di quell'America della Depressione a cui il cinema ha dato tante versioni, mettendo in passerella vivaci donnine del palcoscenico e gangster truci, legga questo libro di memorie in cui si sbizzarrisce il talento di Gypsy Rose Lee: la leggendaria spogliarellista Gypsy ... Gypsy ci è presentata con la spregiudicatezza della mitica Mae West, sbrigativa come Bette Davis. Il suo destino consiste nell'attraversare, come un turbine, le sordidezze e le effimere estasi del mondo dello spettacolo americano, sempre riscattandosi con uno humour che rimanda ai fratelli Marx» (Alberto Bevilacqua)

      Gypsy
    • Il Colosso di Marussi

      • 214pagine
      • 8 ore di lettura

      This book about Greece, by the author of Tropic of Cancer and Tropic of Capricorn is incandescent with his feeling for a great people and their past. "It doesn't seem far from a miracle to me, the emergence of as friendly and joyful a book."—Paul Rosenfeld.

      Il Colosso di Marussi
    • Per i lettori che conoscono e amano Bruce Chatwin Anatomia dell’irrequietezza diventerà una sorta di breviario, per quelli che hanno meno familiarità con l’opera del grande vagabondo sarà un’introduzione alle sue esperienze e alle sue idee, un viaggio con Chatwin alla scoperta di Chatwin. Forse mai come in certe parti di questo libro - soprattutto nelle notizie autobiografiche e nella memorabile lettera al suo editore Tom Maschler - Chatwin è stato prossimo a rivelare che cosa stava al fondo del suo essere e della sua inquietudine di uccello migratore, devoto per istinto alla «alternativa nomade». Ma perché il nomadismo può proporsi come alternativa alla cosiddetta civiltà? Le risposte si delineano di pagina in pagina attraverso scritti che abbracciano vent’anni di una vita breve, intensa, errabonda, dal 1968 al 1987, e rispecchiano le varie incarnazioni di Chatwin: esperto d’arte e archeologo, giornalista, esploratore e narratore. Sono racconti brevi, storie e schizzi di viaggio (dall’amata Patagonia alla Toscana, dall’Africa a Capri), ritratti (Konrad Lorenz, Axel Munthe, Curzio Malaparte) ; e anche abbozzi di un libro-sogno sul nomadismo al quale Chatwin lavorò a più riprese e che poi abbandonò ritenendolo «impubblicabile». Doveva essere, quel libro, un atto di fede: «Il nomade rinuncia; medita in solitudine; abbandona i rituali collettivi e non si cura dei procedimenti razionali dell’istruzione o della cultura. E un uomo di fede». E insieme un’autoanalisi, che gli permettesse di rispondere a una domanda elementare: «Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto, insopportabile dopo due?». Anatomia dell’irrequietezza viene pubblicato in Inghilterra simultaneamente all’edizione italiana (1996).

      Biblioteca Adelphi - 321: Anatomia dell'irrequietezza
    • Il Mondo di Roma Imperiale

      La Formazione

      • 386pagine
      • 14 ore di lettura

      l mondo di Roma imperiale: un'area vastissima che va dalla penisola iberica al Caucaso, dalle isole britanniche all'Africa settentrionale. A contatto con realtà etniche e culturali diversissime la civiltà romana rappresento un potente elemento di unificazione e di attrazione soprattutto per le classi dirigenti provinciali e nella dimensione della vita urbana. E ciò anche grazie alla sua capacità di adeguarsi alle tradizioni locali o, addirittura, in qualche caso di farle proprie. Il mondo di Roma imperiale propone per la prima volta un racconto sistematico degli elementi costitutivi della civiltà romana, in tutta la sua area di diffusione, dal I secolo a. C. alla caduta dell'impero d'Occidente. L'opera, articolata in tre volumi (I. La formazione; II. Vita urbana e rurale, III. Economia, società e religione), è stata realizzata, sotto la direzione di John Wacher, da una equipe di storici e archeologi che hanno intrecciato strettamente l'indagine delle fonti letterarie con la documentazione di scavo. Ne è testimonianza l'apparato iconografico che, ricchissimo di carte geografiche, comprende anche numerose piante e disegni, a volte ricostruzioni interpretative, che illustrano i principali siti e ritrovamenti archeologici.

      Il Mondo di Roma Imperiale