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Franco Salvatorelli

    Il Mondo di Roma Imperiale
    Biblioteca Adelphi - 321: Anatomia dell'irrequietezza
    La Biblioteca di Repubblica - 77: La diva Julia
    Il Colosso di Marussi
    Gypsy
    Groucho e io
    • Gypsy

      • 416pagine
      • 15 ore di lettura

      «La presentazione italiana di Gypsy – le memorie della regina dello striptease Gypsy Rose Lee – fa risuonare fior di campanelli (altro che la famosa "madeleine" proustiana), perché riporta alla memoria quel mirabile musical che ne fu tratto nel '59: una delle più fantastiche stagioni di Broadway ... Gypsy , Bildungsroman moderno esemplare per crudeltà e precisione, è la storia del viaggio d'apprendistato e mission teatrale attraverso un decennio di vita americana intorno al '30» (Alberto Arbasino) «Chi vuol immergersi in un mondo in apparenza effervescente e animato da sceniche ironie, che ci proietta dietro le quinte di quell'America della Depressione a cui il cinema ha dato tante versioni, mettendo in passerella vivaci donnine del palcoscenico e gangster truci, legga questo libro di memorie in cui si sbizzarrisce il talento di Gypsy Rose Lee: la leggendaria spogliarellista Gypsy ... Gypsy ci è presentata con la spregiudicatezza della mitica Mae West, sbrigativa come Bette Davis. Il suo destino consiste nell'attraversare, come un turbine, le sordidezze e le effimere estasi del mondo dello spettacolo americano, sempre riscattandosi con uno humour che rimanda ai fratelli Marx» (Alberto Bevilacqua)

      Gypsy2011
      4,1
    • Il racconto di Shirley Jackson intitolato La lotteria ricorda da vicino, per la fama che lo circonda, la famigerata lettura radiofonica della Guerra dei Mondi di Orson Welles. Fama non immeritata, giacché la pubblicazione sul "New Yorker", nel 1949, scatenò un pandemonio. Molti lo presero alla lettera, reagendo all'istante e poi per lungo tempo con missive indignate o atterrite alla redazione. Certe cose non potevano, non dovevano succedere. Eppure la storia si presenta in tutta innocenza quale pura e semplice descrizione della lotteria che si svolge nell'atmosfera pastorale, quasi idilliaca, di un villaggio del New England in un luminoso mattino di giugno, come ogni anno da tempo immemore. Ma giunto al termine di questo racconto, come degli altri che compongono l'intensa silloge qui proposta, il lettore scoprirà da sé, in un crescendo di "brividi sommessi e progressivi" - come diceva Dorothy Parker - che cosa li rende dei classici del terrore. Secondo un altro illustre ammiratore della Jackson, oltre che maestro del genere, Stephen King, lo sono perché "finiscono con una svolta che porta dritto in un vicolo buio".

      Piccola Biblioteca - 555: La lotteria2007
    • Il Colosso di Marussi

      • 214pagine
      • 8 ore di lettura

      This book about Greece, by the author of Tropic of Cancer and Tropic of Capricorn is incandescent with his feeling for a great people and their past. "It doesn't seem far from a miracle to me, the emergence of as friendly and joyful a book."—Paul Rosenfeld.

      Il Colosso di Marussi2007
      4,0
    • "Non dovete essere naturali. Il teatro non è fatto per questo, il teatro è illusione. Ma dovete 'sembrare' naturali". Guidata da pochissimi princìpi, quasi tutti appresi a scuola di recitazione, Julia Lambert ("la più grande attrice d'Inghilterra") sa decisamente irretire il suo pubblico: quello adorante che riempie le sale e si affolla in camerino, quello che si lascia soggiogare da lei nella vita privata, e infine noi, che seguiamo sulla pagina questo suo lungo, trionfale monologo. Durante il quale Julia ci sembra di continuo sul punto di cadere: in un matrimonio mediocre, in un amore con un ragazzo che ha venti anni meno di lei, nei trabocchetti tesi da debuttanti che sperano di rubarle la scena. E ogni volta, dal loggione, vorremmo ingenuamente metterla in guardia, ma Julia è una Marlene che non ha nemmeno bisogno di invocare il suo Von Sternberg, perché sceglie benissimo da sé il tono, il gesto, l'inquadratura.

      La Biblioteca di Repubblica - 77: La diva Julia2003
    • Groucho e io

      • 316pagine
      • 12 ore di lettura

      Groucho Marx, come dimostrano le sue incredibili lettere e la leggenda che circonda la sua carriera, era Groucho in ogni aspetto della sua vita, e la sua comicità si alimentava delle assurdità che la caratterizzavano. La sua autobiografia si distacca dalle solite narrazioni di successi delle star, iniziando con la scelta del suo nome, Julius Henry Marx, pensato per conquistare uno zio il cui patrimonio si rivelò essere piuttosto misero. Attraverso lo sguardo ironico di Groucho, assistiamo a cinquant'anni di storia americana: la giovinezza dei cinque fratelli a Yorkville, nell'East Side di Manhattan, con un padre sarto e una madre agente che pensava che il modo migliore per emergere fosse lanciare i figli in massa. Si raccontano anche i primi numeri di varietà come «I quattro usignoli» e il successo di I’ll Say She Is! Nel 1931, una variegata parentela dei Marx si trasferisce in California, dando vita a nuove avventure intrecciate con la vita di Hollywood in anni d'oro. Alla fine, il lettore si sentirà stordito e felice, come dopo aver visto uno dei migliori film di Groucho. L'opera è stata pubblicata per la prima volta nel 1959.

      Groucho e io1997
      4,2
    • Per i lettori che amano Bruce Chatwin, questo libro diventa un breviario; per chi lo conosce meno, è un'introduzione alle sue esperienze e idee, un viaggio alla scoperta di Chatwin. In alcune parti, specialmente nelle notizie autobiografiche e nella lettera al suo editore Tom Maschler, Chatwin rivela il fondo della sua inquietudine di migrante, devoto all'«alternativa nomade». Ma perché il nomadismo è un'alternativa alla civiltà? Le risposte emergono attraverso scritti che coprono vent'anni della sua vita, dal 1968 al 1987, riflettendo le sue varie incarnazioni: esperto d’arte, giornalista, esploratore e narratore. Il libro include racconti brevi, storie di viaggio (dalla Patagonia alla Toscana, dall’Africa a Capri) e ritratti di figure come Konrad Lorenz e Curzio Malaparte. Inoltre, presenta abbozzi di un libro-sogno sul nomadismo, che Chatwin abbandonò ritenendolo «impubblicabile». Questo progetto doveva essere un atto di fede: «Il nomade rinuncia; medita in solitudine; abbandona i rituali collettivi». È anche un’autoanalisi per rispondere a una domanda fondamentale: «Perché divento irrequieto dopo un mese nello stesso posto?». La pubblicazione avviene in Inghilterra e Italia nel 1996.

      Biblioteca Adelphi - 321: Anatomia dell'irrequietezza1996
    • Il Mondo di Roma Imperiale

      La Formazione

      • 386pagine
      • 14 ore di lettura

      l mondo di Roma imperiale: un'area vastissima che va dalla penisola iberica al Caucaso, dalle isole britanniche all'Africa settentrionale. A contatto con realtà etniche e culturali diversissime la civiltà romana rappresento un potente elemento di unificazione e di attrazione soprattutto per le classi dirigenti provinciali e nella dimensione della vita urbana. E ciò anche grazie alla sua capacità di adeguarsi alle tradizioni locali o, addirittura, in qualche caso di farle proprie. Il mondo di Roma imperiale propone per la prima volta un racconto sistematico degli elementi costitutivi della civiltà romana, in tutta la sua area di diffusione, dal I secolo a. C. alla caduta dell'impero d'Occidente. L'opera, articolata in tre volumi (I. La formazione; II. Vita urbana e rurale, III. Economia, società e religione), è stata realizzata, sotto la direzione di John Wacher, da una equipe di storici e archeologi che hanno intrecciato strettamente l'indagine delle fonti letterarie con la documentazione di scavo. Ne è testimonianza l'apparato iconografico che, ricchissimo di carte geografiche, comprende anche numerose piante e disegni, a volte ricostruzioni interpretative, che illustrano i principali siti e ritrovamenti archeologici.

      Il Mondo di Roma Imperiale1989