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"Non dovete essere naturali. Il teatro non è fatto per questo, il teatro è illusione. Ma dovete 'sembrare' naturali". Guidata da pochissimi princìpi, quasi tutti appresi a scuola di recitazione, Julia Lambert ("la più grande attrice d'Inghilterra") sa decisamente irretire il suo pubblico: quello adorante che riempie le sale e si affolla in camerino, quello che si lascia soggiogare da lei nella vita privata, e infine noi, che seguiamo sulla pagina questo suo lungo, trionfale monologo. Durante il quale Julia ci sembra di continuo sul punto di cadere: in un matrimonio mediocre, in un amore con un ragazzo che ha venti anni meno di lei, nei trabocchetti tesi da debuttanti che sperano di rubarle la scena. E ogni volta, dal loggione, vorremmo ingenuamente metterla in guardia, ma Julia è una Marlene che non ha nemmeno bisogno di invocare il suo Von Sternberg, perché sceglie benissimo da sé il tono, il gesto, l'inquadratura.
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La Biblioteca di Repubblica - 77: La diva Julia, Franco Salvatorelli, William Somerset Maugham
- Lingua
- Pubblicato
- 2003
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- (Copertina rigida),
- Condizioni del libro
- In buone condizioni
- Prezzo
- 1,99 €
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- Titolo
- La Biblioteca di Repubblica - 77: La diva Julia
- Lingua
- Italiano
- Editore
- Gruppo Editoriale L'Espresso
- Pubblicato
- 2003
- Formato
- Copertina rigida
- Pagine
- 253
- ISBN10
- 8496142574
- ISBN13
- 9788496142572
- Serie
- Tag
- Narrativa, Tema stórico, Classici, Teatro, XX Secolo, Letteratura britannica, Letteratura inglese, Adattato in un film, Invecchiamento, Triangolo Amoroso, Differenza d'età tra partner, Amanti
- Prima pubblicazione
- 1937
- Titolo originale
- Theatre
- Valutazione
- 4,15 su 5
- Descrizione
- "Non dovete essere naturali. Il teatro non è fatto per questo, il teatro è illusione. Ma dovete 'sembrare' naturali". Guidata da pochissimi princìpi, quasi tutti appresi a scuola di recitazione, Julia Lambert ("la più grande attrice d'Inghilterra") sa decisamente irretire il suo pubblico: quello adorante che riempie le sale e si affolla in camerino, quello che si lascia soggiogare da lei nella vita privata, e infine noi, che seguiamo sulla pagina questo suo lungo, trionfale monologo. Durante il quale Julia ci sembra di continuo sul punto di cadere: in un matrimonio mediocre, in un amore con un ragazzo che ha venti anni meno di lei, nei trabocchetti tesi da debuttanti che sperano di rubarle la scena. E ogni volta, dal loggione, vorremmo ingenuamente metterla in guardia, ma Julia è una Marlene che non ha nemmeno bisogno di invocare il suo Von Sternberg, perché sceglie benissimo da sé il tono, il gesto, l'inquadratura.


