Bookbot

La Biblioteca di Repubblica - 77: La diva Julia

Valutazione del libro

Parametri

  • 253pagine
  • 9 ore di lettura

Maggiori informazioni sul libro

"Non dovete essere naturali. Il teatro non è fatto per questo, il teatro è illusione. Ma dovete 'sembrare' naturali". Guidata da pochissimi princìpi, quasi tutti appresi a scuola di recitazione, Julia Lambert ("la più grande attrice d'Inghilterra") sa decisamente irretire il suo pubblico: quello adorante che riempie le sale e si affolla in camerino, quello che si lascia soggiogare da lei nella vita privata, e infine noi, che seguiamo sulla pagina questo suo lungo, trionfale monologo. Durante il quale Julia ci sembra di continuo sul punto di cadere: in un matrimonio mediocre, in un amore con un ragazzo che ha venti anni meno di lei, nei trabocchetti tesi da debuttanti che sperano di rubarle la scena. E ogni volta, dal loggione, vorremmo ingenuamente metterla in guardia, ma Julia è una Marlene che non ha nemmeno bisogno di invocare il suo Von Sternberg, perché sceglie benissimo da sé il tono, il gesto, l'inquadratura.

Lingua

Acquisto del libro

La Biblioteca di Repubblica - 77: La diva Julia, Franco Salvatorelli, William Somerset Maugham

Lingua
Pubblicato
2003
product-detail.submit-box.info.binding
(Copertina rigida),
Condizioni del libro
In buone condizioni
Prezzo
1,99 €

Metodi di pagamento

4,2
Molto buono
6416 Valutazioni

Qui potrebbe esserci la tua recensione.

Titolo
La Biblioteca di Repubblica - 77: La diva Julia
Lingua
Italiano
Pubblicato
2003
Formato
Copertina rigida
Pagine
253
ISBN10
8496142574
ISBN13
9788496142572
Serie
Prima pubblicazione
1937
Titolo originale
Theatre
Valutazione
4,15 su 5
Descrizione
"Non dovete essere naturali. Il teatro non è fatto per questo, il teatro è illusione. Ma dovete 'sembrare' naturali". Guidata da pochissimi princìpi, quasi tutti appresi a scuola di recitazione, Julia Lambert ("la più grande attrice d'Inghilterra") sa decisamente irretire il suo pubblico: quello adorante che riempie le sale e si affolla in camerino, quello che si lascia soggiogare da lei nella vita privata, e infine noi, che seguiamo sulla pagina questo suo lungo, trionfale monologo. Durante il quale Julia ci sembra di continuo sul punto di cadere: in un matrimonio mediocre, in un amore con un ragazzo che ha venti anni meno di lei, nei trabocchetti tesi da debuttanti che sperano di rubarle la scena. E ogni volta, dal loggione, vorremmo ingenuamente metterla in guardia, ma Julia è una Marlene che non ha nemmeno bisogno di invocare il suo Von Sternberg, perché sceglie benissimo da sé il tono, il gesto, l'inquadratura.