Pubblicati postumi, questi scritti autobiografici di Virginia Woolf, composti in un arco di quasi quarant'anni, sono illuminanti per la comprensione della sua tematica e della sua costante ricerca di definire gli infiniti piani sovrapposti della realtà. Né narrativa né biografia, queste pagine sono il tentativo di tracciare le linee di uno sviluppo interiore: si delineano i rapporti intensi e quasi ossessivi con la madre amata e perduta, il sentimento ambivalente verso la dominante figura paterna, l'ambiguo comportamento del fratellastro George, l'affetto sicuro venato di gelosia per la sorella Vanessa, il delicato passaggio dall'ipocrisia vittoriana alla programmatica sincerità dei giovani intellettuali di Bloomsbury. Sensazioni, ricordi, personaggi che faranno da sfondo a tutte le opere della Woolf. Queste memorie, che per i loro innegabili meriti intrinseci sono in grado di brillare di luce propria, non potranno che rendere più profonda e più ricca l'esperienza della lettura dei romanzi e dei racconti di Virginia Woolf, in quanto forniscono un solido retroterra nel contesto della sua vita.
Giovanna Spendel Ordine dei libri (cronologico)


Sotto il bisturi di uno scienziato un cane viene trasformato in uomo. Ma non è la bestia a diventare più nobile, è lo spirito umano ad abbassarsi al livello canino. O forse la verità è un’altra? Forse, semplicemente, l’uomo è più crudele e insensato di qualsiasi animale? La storia del cane/uomo Pallino nella Russia della rivoluzione è allo stesso tempo un racconto vibrante e una satira spietata: un romanzo che si tiene sempre in magico equilibrio tra la narrativa e il teatro, tra la precisione scientifica e il grottesco, tra la dura realtà quotidiana dei soviet e l’assurdo.