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Alessandro Carrera

    1 gennaio 1954
    Il treno per Istanbul
    Fine di una storia
    • Il treno per Istanbul

      • 352pagine
      • 13 ore di lettura

      Graham Greene, lo scrittore spia, scelse il treno per Istanbul, evocando il fascino dell’Orient Express, per mettere in scena un variegato campionario umano. Pubblicato nel 1932, questo romanzo rappresenta il primo grande successo dell’autore, precedendo di un anno il giallo di Agatha Christie. I passeggeri del treno di Greene, a differenza degli eleganti signori vendicativi di Christie, sono «un’umanità spaventata», come scrive Antonio Manzini. Uomini e donne viaggiano attraverso l’Europa e le proprie esistenze: alcuni affrontano per la prima volta l’amore, altri si confrontano con un idealismo in declino, tutti vittime e carnefici di un cinismo diffuso. Coral, una dolce ballerina, attende una compagnia in Turchia e intreccia una relazione carica di illusioni. Il dottor Czinner, comunista e sognatore, teme che il suo sacrificio non avrà risonanza. Mr. Myatt, un ebreo d'affari, deve regolare un conto con un funzionario infedele, mentre Mabel Warren, una giornalista cinica, è consapevole del tradimento imminente della sua amante. Il ladro Grünlich sfrutta la bontà altrui per salvarsi. In questo ingarbugliarsi di vite, il treno scorre come una macchina da presa, rivelando l’ineluttabile crudeltà umana e il crescente antisemitismo. Greene, con il suo umorismo impassibile, offre una rappresentazione senza tempo di una società complessa, rendendo il romanzo attuale e rilevante anche per l’umanità di oggi.

      Il treno per Istanbul2019
      3,5