Bookbot

Marcello Pezzetti

    Biblioteca di cultura storica - 264: Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto
    Il libro della Shoah italiana
    Sonderkommando Auschwitz
    • Più di cento sopravvissuti raccontano la loro storia, componendo un grande racconto corale dell'ebraismo italiano. Dal mondo di prima, l'infanzia, la scuola, alle leggi antiebraiche e alla conseguente catena di umiliazioni. E poi l'occupazione tedesca, gli arresti, le detenzioni, la deportazione. Complessivamente nel 1943 venne deportato circa un quinto degli ebrei residenti sul territorio oltre 9000 persone. Nella quasi totalità dirette ad Auschwitz. Ma chi erano gli ebrei italiani? All'inizio degli anni Trenta erano circa 45 000 persone; le comunità più consistenti erano quelle di Roma (oltre 11 000), Milano, Trieste, Torino, Firenze, Venezia e Genova. Comunità, in generale, fortemente integrate nel tessuto sociale del Paese, a tal punto che dopo la liberazione solo un'esigua minoranza dei sopravvissuti scelse, a differenza degli ebrei di altre nazionalità, di vivere altrove. Un mosaico di testimonianze che ha sui lettori un effetto dirompente proprio grazie al fittissimo intreccio di ricordi, traumi, sogni, rabbia, smarrimento, sensi di colpa, e persino speranza, dopo il ritorno alla vita.

      Biblioteca di cultura storica - 264: Il libro della Shoah italiana. I racconti di chi è sopravvissuto2009
    • Sonderkommando Auschwitz

      • 235pagine
      • 9 ore di lettura

      "Tutto mi riporta al campo. Qualunque cosa faccia, qualunque cosa veda, il mio spirito torna sempre nello stesso posto... Non si esce mai, per davvero, dal Crematorio." Queste parole di Shlomo Venezia, ebreo di Salonicco e uno dei pochi sopravvissuti del Sonderkommando di Auschwitz-Birkenau, raccontano la sua esperienza in una squadra speciale di deportati incaricata di gestire il funzionamento della macchina di sterminio nazista. Gli uomini del Sonderkommando accompagnavano i prigionieri alle camere a gas, li aiutavano a spogliarsi, tagliavano i capelli ai cadaveri, estraevano denti d'oro e recuperavano oggetti personali. Il loro compito principale era trasportare i corpi delle vittime nei forni. Questo lavoro, svolto in un contesto di orrore incommensurabile, includeva momenti strazianti, come il pianto di un bimbo di tre mesi la cui madre era morta asfissiata. Per decenni, Venezia ha mantenuto il silenzio, ma il riaffiorare di simboli e idee legate allo sterminio nazista lo ha spinto, dal 1992, a raccontare la sua storia, dando vita a una lunga intervista che costituisce la base di questo libro.

      Sonderkommando Auschwitz2007
      4,8