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Vittorio Feltri

    Il Corano
    Una Repubblica senza patria. Storia d'Italia dal 1943 a oggi
    Gli specchi: Buoni e cattivi
    Quando un uomo. Biografia di Giuseppe Navone
    Feltri racconta Feltri
    Il Quarto Reich. Come la Germania ha sottomesso l'Europa
    • Lettere riservate a capi di governo, telefonate segrete e pressioni esercitate da poteri forti al di sopra delle regole democratiche raccontano il ruolo della Germania in Europa all'inizio del secolo. In particolare, la relazione con l'Italia, un partner amichevole e temibile concorrente economico. Vittorio Feltri e Gennaro Sangiuliano delineano un quadro generale di questa dinamica, utilizzando il termine «Quarto Reich» per descrivere la situazione nell'area euro. Negli ultimi dieci anni, grazie alla moneta unica e alla struttura dell'Unione Europea, la Germania ha instaurato un predominio economico e un'egemonia politica. Le leggi del rigore imposte dagli euroburocrati, ispirate da Berlino, hanno privato gli altri Stati membri della sovranità economica, concentrando il potere decisionale nelle mani delle élite comunitarie. Mentre i cittadini tedeschi beneficiano di benessere e crescita, le nazioni del Sud Europa affrontano povertà e disoccupazione, vivendo una crisi economica più grave e prolungata di quella del 1929. Senza un riequilibrio dei rapporti di forza nell'Unione e un riconoscimento delle diverse esigenze statali, la cancelliera Angela Merkel potrebbe essere ricordata per aver realizzato un sogno egemonico tedesco, che nel secolo scorso si era infranto solo a causa di due guerre mondiali.

      Il Quarto Reich. Come la Germania ha sottomesso l'Europa
      3,0
    • Feltri racconta Feltri

      Un'intervista di Luciana Baldrighi

      • 148pagine
      • 6 ore di lettura

      Italian

      Feltri racconta Feltri
      3,5
    • Dov'eravamo noi, dov'ero io? Com'è possibile che finora non abbia saputo nulla - se non come nome remoto, un'eco di cronaca qualche volta felice, più spesso tragica - di Giuseppe, anzi Giuseppino Navone? Chi leggerà queste pagine, scritte con delicatezza poetica e rigore documentario da Elena D'Ambrogio, si imbatterà in una di quelle figure che gli antropologi chiamano "archetipe". Insomma, trattasi delle colonne che reggono una comunità, le hanno consentito con la loro opera e la loro testimonianza di crescere e poi di reggere ai colpi della Storia, di non arrendersi davanti al male che cerca di sommergerla da ogni parte. Senza questi uomini (e donne) tutto si sfalderebbe. Per questa ragione, in questa epoca dove tutto si liquefa, è opportuno recuperare la memoria dell'essenziale incarnato da personalità di questa caratura morale. Navone è stato, ed è tuttora, invisibile alle uno di quei piloni immarcescibili, di cui non conosciamo neppure l'esistenza, ma che - dopo questo libro, oso sperare - sarà possibile identificare anche da lontano, anzi sarà imperdonabile non sapere chi sia stato e quale debito abbiamo, come italiche genti, verso di lui. Con una caratteristica unica, che si nota da vicino e da una colonna granata, un pilastro torinista… Vittorio Feltri

      Quando un uomo. Biografia di Giuseppe Navone