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Mario Isnenghi

    Novecento Italiano
    Il mito della Grande Guerra
    La Grande Guerra
    Breve storia dell'Italia unita a uso dei perplessi
    Garibaldi fu ferito
    Storia contemporanea
    • Storia contemporanea

      • 688pagine
      • 25 ore di lettura

      Nonostante le dichiarazioni di crisi, la storia continua a essere una disciplina fondamentale per la formazione civile nelle società contemporanee. Sebbene i suoi ambiti di applicazione e le gerarchie dei fatti si siano trasformati, la storia rimane centrale nei percorsi intellettuali e nelle strategie formative della cultura attuale. Tuttavia, ha perso molte certezze esplicative e la capacità di prefigurare il futuro, rendendola a volte percepita come un esercizio erudito fine a se stesso. Oggi, il senso della storia non si trova più nella sua presunta univocità, ma nella pluralità delle opzioni possibili e nella non preordinazione degli eventi. La storia dimostra il carattere aperto delle vicende umane e la soggettività nella selezione e organizzazione dei fatti, rivelandosi come un atto di conoscenza creativa. Ogni conoscenza storica si struttura attorno a interrogativi che generano diverse ricostruzioni e percorsi. La storiografia diventa racconto solo in base alle domande poste. Ogni questione storica ha un proprio tempo, sia nel passato che nel presente. Chi desidera esplorare le vicende umane non troverà tracce lineari o schemi interpretativi preordinati. È necessario abbandonare ogni pretesa di esaustività e oggettivismo. La storia non può essere contenuta in un solo libro; è essenziale fare scelte drastiche e organizzare i fatti in una narrazione coerente. Questa opera collettiva, realizzata da un gruppo di progetto,

      Storia contemporanea
      4,4
    • Garibaldi fu ferito

      • 160pagine
      • 6 ore di lettura

      “Chi altro è stato anche corsaro mediterraneo e capitano di lungo corso, guerrigliero e libertador?” La figura di Garibaldi ovvero l’incarnazione della contraddizione. Amato e odiato, celebrato e vilipeso, emulato e disprezzato; il susseguirsi e il sovrapporsi di opposti atteggiamenti testimoniano l’esistenza di diversi Garibaldi: c’è un Garibaldi “di destra” e un Garibaldi “di sinistra”, un Garibaldi “nazional-fascista” e un Garibaldi “brigatista ante litteram”. Ecco perché uno dei suoi più autorevoli e attenti studiosi prova oggi a rileggere la vicenda di Garibaldi alla luce del nostro contraddittorio e conflittuale presente. Il Garibaldi di Isnenghi, dunque, è innanzitutto il fondatore dello stato, capace di accettare pro tempore che lo stato sia monarchico pur non nascondendo di preferirlo repubblicano. E cento anni dopo, nel 1946, l’Assemblea costituente repubblicana segna la vittoria di Mazzini e di Garibaldi. In secondo luogo, Garibaldi è il fondatore dello stato con la partecipazione attiva e critica di cittadini non più sudditi, che si mobilitano e fanno politica. Garibaldi è infatti un grande internazionalista libertario, e non un semplice nazionalista. Ecco uno dei tanti lati in ombra che Isnenghi tratteggia in queste pagine: la portata internazionale e internazionalista di Garibaldi.

      Garibaldi fu ferito
      3,0
    • Quando incomincia l'Italia? Migliaia e migliaia di anni fa, dal punto di vista della geologia e della geografia; poco più di duemila anni fa, se pensiamo all'unificazione della penisola sotto il dominio di Roma; dal 1861, se intendiamo l'Italia come Stato. Ma qual'è allora l'idea di nazione che ha portato alla nascita di questo stato unitario? E attraverso quali tappe e per opera di quali uomini e movimenti l'Italia è diventata quella che è? E perchè oggi ci sono italiani che arrivano a mettere in dubbio il valore del nostro passato? A queste domande risponde Isnenghi nel suo agile saggio, il cui intento è quello di restituire agli italiani "un po' di fierezza collettiva".

      Breve storia dell'Italia unita a uso dei perplessi
      3,9
    • La Grande Guerra

      • 157pagine
      • 6 ore di lettura

      Nel volume si sviluppa, a partire dall'agosto del 1914, il primo conflitto di massa della storia che segnò la fine di un'epoca e l'inizio di un'altra, la quale ha inoltre segnato indelebilmente le coscienze delle persone. Il simbolo della Prima Guerra Mondiale, questo "macello", è il semplice soldato chiamato a servire un nuovo ardore per l'annientamento dell'avversario. Tuttavia, il Grande Guerra è presente anche sul fronte interno, dove per la prima volta si vedono mobilitate le donne nell'industria bellica e si conosce un enorme uso della censura. Un periodo sinistro, il preludio a un collasso: dell'equilibrio delle società liberali.

      La Grande Guerra
      3,5
    • Il mito della Grande Guerra

      • 450pagine
      • 16 ore di lettura

      Le riviste degli anni di guerra e d'anteguerra, i fogli interventisti, i diari di trincea e la letteratura sulla guerra: rileggendo questa sterminata produzione Isnenghi ha ricostruito in questo studio l'atteggiamento nei confronti dell'intervento e poi dell'esperienza bellica di una intera generazione di intellettuali italiani: da Marinetti a Papini, da Prezzolini a Gadda, da Soffici a Jahier, Serra, Malaparte, Borgese, d'Annunzio. Dalla guerra come occasione rigeneratrice per l'individuo e la società alla guerra come veicolo di protesta o, al contrario, antidoto alla lotta di classe.

      Il mito della Grande Guerra
      3,1
    • Novecento Italiano

      Gli anni cruciali che hanno dato il volto all'Italia di oggi

      • 252pagine
      • 9 ore di lettura

      Il Novecento fa discutere. La sua eredità è controversa, la sua memoria divisa. Dal regicidio alla Grande Guerra, dal delitto Matteotti all'8 settembre, dal miracolo economico alla contestazione, dagli anni del terrorismo al maxiprocesso e a Tangentopoli, il corso della storia ha accelerato il passo, impresso svolte, segnato l'identità del nostro paese.Nove grandi storici interpretano un'epoca che ci riguarda tutti da vicino.

      Novecento Italiano