Rituály smrti. Death rituals
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Doprovodná publikace k výstavě z výstavního cyklu Národního muzea SMRT.






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Terza e ultima puntata delle “Avventure dell’Aquila e del Giaguaro”. Dopo aver attraversato le selve amazzoniche, le cime dell’Himalaya e affrontato mille prove, Nadia e Alexander si trovano ora nel cuore dell’Africa nera per salvare il popolo dei pigmei dalla schiavitù. Kate Cold, i suoi amici fotografi, il nipote Alex e l’inseparabile amica Nadia ricevono dal “National Geographic” l’incarico di preparare un reportage sui safari che si svolgono a dorso d’elefante. Si recano dunque nel cuore dell’Africa per una settimana di vacanza a diretto contatto con la natura selvaggia e traboccante. A Nairobi Alex e Nadia incontrano un’indovina che li avverte di un pericolo imminente: saranno costretti ad affrontare un mostro a tre teste, e solo se resteranno uniti riusciranno ad avere la meglio. Quando ormai la settimana ricca di avventure si è conclusa e un’intrepida pilota di aerei da turismo è giunta a prenderli per riportarli alla civiltà, entra in scena fratel Fernando, un missionario in cerca di aiuto. Non ha più notizie di due suoi confratelli che si sono persi in una regione inaccessibile. Fratel Fernando convince Kate e gli altri a fare una deviazione per accompagnarlo a Ngombué, la probabile meta dei due missionari. Atterrati per un imprevisto nel cuore della giungla, vengono soccorsi da una tribù di pigmei, cacciatori di elefanti, i quali, nel corso del viaggio verso Ngombué, spiegheranno che la loro tribù è caduta in disgrazia da quando la sacerdotessa Nana-Asante è stata sconfitta, l’amuleto che li proteggeva è stato loro sottratto e Ngombué è diventata feudo di tre terribili personaggi: il re Kosongo, il militare Mbembelé e il potentissimo stregone Sembo. Da allora i pigmei sono stati fatti schiavi: gli uomini sono costretti a cacciare e a procurare l’avorio delle zanne e i diamanti, le donne a occuparsi dei lavori faticosi del villaggio, mentre i loro figli, tenuti prigionieri, vengono sacrificati e dati in pasto ai coccodrilli quando la quantità di avorio e diamanti non soddisfa i loro aguzzini. Da qui inizia l’ultima avventura di Nadia e Alexander che, dopo essere entrati in contatto con il mondo dei morti e degli antenati, riescono a riportare l’armonia tra i pigmei grazie ai loro straordinari poteri. Al loro ritorno negli Stati Uniti i ragazzi, diventati ormai grandi, hanno capito che il loro destino è vivere finalmente insieme.
Un piccolo e paradisiaco paese, il Regno Proibito, incastonato tra le montagne dell’Himalaya, che vive in un pacifico e millenario isolamento; un monaco buddista che si sta occupando della formazione spirituale del giovane erede al trono; la preziosa statua del Drago d’oro in grado di predire il futuro in una lingua sconosciuta. E poi, ancora, tanti impressionanti personaggi, popoli e sette sanguinarie: il Collezionista, che nutre la follia di diventare l’uomo più ricco del mondo; lo Specialista, capo di una potente organizzazione criminale, scaltro e senza scrupoli; gli spietati Guerrieri blu, la Setta dello Scorpione, gli yeti. Questi sono gli ingredienti della nuova avventura che vede protagonisti Nadia e Alexander, questa volta alle prese con il malefico piano di trafugare la statua dai poteri divinatori e di rapire il re del Regno Proibito, l’unico che può interpellarla. Tra i picchi innevati, verranno a conoscenza dei fondamenti della medicina orientale, delle arti marziali, del buddismo. Durante la loro pericolosa missione, che richiede astuzia e coraggio , entrano in contatto con una cultura esemplare che arricchisce il loro innato desiderio di comprendere ciò che è nuovo e diverso. Grazie al loro cuore semplice e curioso, riusciranno infine a vincere la battaglia. Le peripezie saranno innumerevoli, ma la posta è alta: è in gioco l’armonia di un popolo sapiente che incarna i valori più nobili dell’umanità.
Cile, 1832: Eliza viene abbandonata ancora neonata sulla soglia di casa dei fratelli inglesi Jeremy, John e Rose Sommers, che si sono trasferiti a Valparaíso. L'eccentrica Rose insiste perché la piccola cilena venga adottata ed entri a far parte della famiglia. Eliza vive tra due mondi: le viene impartita un'educazione rigidamente anglosassone, nella speranza di un futuro sereno coronato da un buon matrimonio, e al contempo le vengono fatte conoscere dalla cuoca di casa, Mama Freisa, la vitalità, la magia e la carnalità del suo popolo. Si innamora perdutamente di un giovane idealista che lavora per Jeremy, Joaquín Andieta, il quale nel 1848, alla notizia che in California sono stati scoperti favolosi giacimenti d'oro, decide di salpare in cerca di fortuna. Eliza si mette sulle sue tracce e, assieme al medico cinese Tao Chi'en, si imbarca alla volta di San Francisco. Passa così da un'America all'altra, dove andrà alla ricerca dell'amato, tra dolore, sofferenza, speranza, fra avventurieri e banditi assetati di giustizia, sfidando sogni e sentimenti. La figlia della fortuna è la storia di molte passioni, amorose e politiche, per la terra, il mare, l'oro, per la libertà e la gioia d'esistere.
Figlia di tutti e di nessuno, Aurora del Valle cresce prima con i nonni materni, poi sotto la guida dell'anticonformista nonna paterna, Paulina del Valle, che le apre, quasi per caso, il mondo della fotografia. Con la passione della neofita, Aurora fissa al lampo di magnesio gruppi di famiglia, case, paesaggi, personaggi, finché non si rende conto di poter leggere attraverso questi "ritratti in seppia" non solo la realtà visibile ma anche le verità più riposte, i sentimenti più segreti. L'immersione nel passato segue quasi per istinto, automatica. Tutto viene a galla: nodi del sangue, passioni, avventure, intrecci, storie di famiglia e storie del mondo. Con magnifica sapienza, Isabel Allende ci offre una straordinaria saga famigliare che fonde personaggi già apparsi in "La figlia della fortuna" e "La casa degli spiriti". "Ritratto in seppia" si rivela, insomma, come il secondo capitolo di una ideale trilogia, di un unico grande ininterrotto narrare che copre più di un secolo di storia.