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A J Krailsheimer

    Studies in Self-Interest
    Papà Goriot
    I grandi libri - 999: Bouvard e Pécuchet
    The Continental Renaissance, 1500-1600
    • Eugène Rastignac, giovane ambizioso giunto a Parigi con l’obiettivo di entrare a far parte dell’alta società. Vautrin, malvivente privo di scrupoli pronto a sfruttare a suo vantaggio ogni debolezza altrui. E, soprattutto, Papà Goriot, pastaio in pensione consumato dagli sforzi per poter compiacere le continue richieste delle due figlie avide e capricciose. Sono loro i protagonisti di uno dei romanzi più potenti di Balzac, in cui il grande narratore francese parte dalle vicende che si intrecciano nella pensione Vauquer per rappresentare il conflitto tra lo sterile snobismo delle classi agiate e la feroce avanzata di una borghesia in costante tensione fra l’aspirazione a condizioni migliori e il terrore di ricadere nella povertà. Un’opera di spietato realismo, che ci porta nel cuore della Parigi del primo Ottocento e dà voce al dramma di un’umanità schiacciata dalla lotta per affermare se stessi.

      Papà Goriot1991
      3,7
    • "La bètise umana è un abisso senza fondo," diceva Flaubert, ma Bouvard e Pécuchet sono tutt'altro che due idioti. I due copisti e amici investono la grossa eredità di Bouvard per ritirarsi in campagna e per dedicarsi a un accanito sperimentalismo. Mettono in pratica le scienze, le dottrine, le credenze del tempo, spaziando dall'agricoltura al magnetismo, dall'archeologia alla pedagogia ecc. Ma ogni esperienza si risolve immancabilmente in un fallimento. E la delusione è tale da persuaderli che l'unica soluzione sia farla finita; ma proprio allora rinvengono una possibilità alternativa: ritornare al vecchio e umile lavoro di copisti. I due protagonisti del romanzo - iniziato nel 1872 e pubblicato incompiuto un anno dopo la morte dello scrittore - prendono sul serio scienze, filosofia, religione, politica, tecniche, tanto da spingerle alla loro verità ultima, ovvero l'incapacità di dare risposte al mistero del mondo e di modificarne l'assetto. Destrutturano il sapere del secolo, e forse, nella decisione finale di copiare qualsiasi cosa, svelano l'insignificanza anche dell'ultima illusione flaubertiana, la scrittura quale mezzo per dare un senso alle cose.

      I grandi libri - 999: Bouvard e Pécuchet1986
      4,0