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Guy Riegert

    Balzac, Le père Goriot
    Papà Goriot
    Madame Bovary
    Madame Bovary Flaubert
    • Tutto in Madame Bovary (1857) sembra disporre la scena dove il desiderio ha luogo insieme all'abisso che lo cancella. Emma Bovary ama come si divora, ama in una tragica voracità che somiglia a quella di un organismo incapace di assimilare, consuma se stessa e l'oggetto del suo desiderio in un tragico processo di alienazione amorosa, aiutata anche dal marito, Charles, che è tutt'altro che un uomo tranquillo e innocuo, ma un masochista morale di alto lignaggio che, con un sadismo perfettamente camuffato, contribuisce in maniera determinante al suicidio della moglie.

      Madame Bovary
      3,7
    • Eugène Rastignac, giovane ambizioso giunto a Parigi con l’obiettivo di entrare a far parte dell’alta società. Vautrin, malvivente privo di scrupoli pronto a sfruttare a suo vantaggio ogni debolezza altrui. E, soprattutto, Papà Goriot, pastaio in pensione consumato dagli sforzi per poter compiacere le continue richieste delle due figlie avide e capricciose. Sono loro i protagonisti di uno dei romanzi più potenti di Balzac, in cui il grande narratore francese parte dalle vicende che si intrecciano nella pensione Vauquer per rappresentare il conflitto tra lo sterile snobismo delle classi agiate e la feroce avanzata di una borghesia in costante tensione fra l’aspirazione a condizioni migliori e il terrore di ricadere nella povertà. Un’opera di spietato realismo, che ci porta nel cuore della Parigi del primo Ottocento e dà voce al dramma di un’umanità schiacciata dalla lotta per affermare se stessi.

      Papà Goriot
      3,7