Igiaba Scego è una scrittrice, giornalista e attivista italiana di origine somala, le cui opere approfondiscono gli intricati dialoghi tra culture e le esperienze della migrazione. Attraverso la sua scrittura, intreccia magistralmente elementi autobiografici con una profonda esplorazione dello scambio culturale e dell'identità. Scego funge da voce vitale per i giovani di discendenza africana in Italia, condividendo le loro storie di integrazione, relazioni e aspirazioni. La sua prospettiva unica e il suo stile avvincente arricchiscono il panorama letterario con temi essenziali.
In questo libro dodici autori e dodici illustratori hanno raccolto la sfida di UNHCR e hanno dato vita a dodici incredibili racconti che intrecciano le storie vere dei rifugiati di oggi con quelle dei rifugiati del passato. Vite parallele accomunate da un sogno, una passione, un talento e il coraggio di metterli al servizio degli altri. Pittori, musicisti, atleti, cantanti, poeti, registi, fotografi, scrittori (e supereroi), che ieri come oggi inseguono la semplice quanto folle idea di rendere il mondo più bello, perché diverso.
Zuhra vive a Roma, fa la commessa in una mega libreria e parla romanesco. Ma la lingua a tratti s’inceppa, perché la sua radice è somala e la sua pelle è nera. Anche Mar è romana e nera, di madre argentina e padre somalo. Non si conoscono, ma entrambe partono per Tunisi a imparare l’arabo, lingua delle origini. Si avvia così una storia vorticosa in cui si mescolano linguaggi, epoche, suggestioni di tre paesi, Italia, Somalia e Argentina. Dalla Roma multietnica di oggi alla Buenos Aires anni settanta; dalla Mogadiscio tu mul tuo sa degli ultimi vent’anni a quella dell’epoca coloniale e dell’indipendenza. A dipanarsi in questi luoghi è il filo di un racconto che passa di bocca in bocca: da Zuhra a Mar, da Maryam a Miranda, le loro madri, e a Elias, il padre di cui niente sanno e che le ha rese a loro insaputa sorelle. Un coro di voci che pagina dopo pagina ci fa avidi di scoprire se Zuhra ritroverà i colori che non vede più da quando era bambina, se Maryam riuscirà a incidere su quel vecchio registratore le gioie e i rimpianti del suo amore perduto, se Elias saprà spiegare la sua smania di infondere l’Africa nelle stoffe e negli abiti che ne fanno uno stilista di grido. E poi Howa, Bushra, Majid, la Flaca e i cento personaggi che popolano questa Babilonia del terzo millennio.
L’amore non conosce ostacoli, non ha età, non ha ragione, non ha colore. Non sempre. Quattro storie delicate e pungenti di passione, integrazione, differenza. La somala Fatou difende il suo amore per un italiano dalle invidiose interferenze del mondo esterno. Feiyun e Debora si innamorano davanti a un piatto di involtini primavera e affrontano l’impervia organizzazione di un matrimonio italo-cinese. La nascita della figlia stravolge la vita di una giovane coppia, che per la prima volta si sente davvero «mista». Un musulmano si incontra e si scontra con il mondo provinciale e piccolo borghese della sua compagna cattolica. Dopo il successo di Pecore nere , i racconti di quattro scrittori immigrati, nati o cresciuti in Italia, fotografano con ironia e intensità il nostro Paese che cambia.
The novel explores the intertwined lives of two Black female artists across a century, highlighting their experiences as outsiders in Italy. Lafanu Brown, a 19th-century painter, defies societal norms amid the struggles of post-Civil War America, sharing her story with her fiancé. In contrast, a contemporary Somali-Italian art curator seeks to help her cousin escape a perilous journey to Italy while organizing an exhibition that connects their lives. Through these narratives, the book powerfully examines themes of identity, belonging, and the challenges faced by Black women in foreign lands.
“Utterly sublime."— Maaza Mengiste, author of Beneath the Lion’s Gaze Adua, an immigrant from Somalia to Italy, has lived in Rome for nearly forty years. She came seeking freedom from a strict father and an oppressive regime, but her dreams of becoming a film star ended in shame. Now that the civil war in Somalia is over, her homeland beckons. Yet Adua has a husband who needs her, a young man, also an immigrant, who braved a dangerous crossing of the Mediterranean Sea. When her father, who worked as an interpreter for Mussolini’s fascist regime, dies, Adua inherits the family home. She must decide whether to make the journey back to reclaim her material inheritance, but also how to take charge of her own story and build a future. Igiaba Scego is an Italian novelist and journalist. She was born in Rome in 1974 to Somali parents who took refuge in Italy following a coup d’état in their native country, where her father served as foreign minister.
Igiaba Scego, eine der interessantesten Schriftstellerinnen Italiens, erzählt in ihrem autofiktiven Roman von der Suche nach familiären Wurzeln zwischen Mogadischu und Rom. Sie thematisiert verlorene Erinnerungen, koloniale Verletzungen und die Hoffnung, die im Erzählen liegt. Ein eindringliches, kraftvolles Werk.
Europäerin und Afrikanerin, Somalierin und Italienerin: Igiaba Scego weiß um die Vielfalt ebenso wie um die Brüche von Identitäten, um die Bereicherung ebenso wie um die Verletzungen, die aus ihnen erwachsen können, und verarbeitet sie in ihrem literarischen Werk genauso wie in ihrer journalistischen Arbeit mit ironisch-kritischem Blick.