Possiamo salvare il mondo, prima di cena. Perché il clima siamo noi
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Qualcuno continua a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la maggior parte di noi sa che, senza un cambiamento radicale delle nostre abitudini, l'umanità rischia l'estinzione di massa. Pur essendo consapevoli, non riusciamo a crederci e, di conseguenza, non agiamo. L'emergenza ambientale è difficile da raccontare e non suscita abbastanza paura o coinvolgimento per indurci a cambiare. Questo porta a una reazione simile a quella che suscitò Jan Karski quando cercò di rivelare l'orrore dell'Olocausto e non fu creduto. In tempo di guerra, si chiedeva ai cittadini di contribuire, ma qual è il confine tra rinuncia e sacrificio quando è in gioco la nostra sopravvivenza o quella dei nostri figli? Quali rinunce sono necessarie ora per salvare un mondo trasformato in una fattoria a cielo aperto? L'autore utilizza tutte le sue abilità per raccontare, con un forte impatto emotivo, la crisi climatica, intrecciando storie di famiglia, ricordi personali, episodi biblici, dati scientifici e visioni futuristiche. Un'opera che parte dalla volontà di proteggere e termina con un messaggio rivolto ai figli, con l'auspicio che ogni genitore possa insegnare attraverso le proprie scelte.
