Nell'estate del 1941 le truppe tedesche invadono la Bielorussia, allora parte dell'URSS, e occupano Minsk. Gli eroi di questo libro sono i bambini e i ragazzi bielorussi e russi che hanno vissuto la terribile quotidianità di quegli anni di guerra e sono cresciuti nell'orrore del più disumano dei conflitti. Pubblicato per la prima volta nel 1985 e censurato dal regime sovietico, ''Gli ultimi testimoni'' appare oggi nella sua versione definitiva per raccontarci una storia diversa da quella ufficiale, letta attraverso i ricordi e gli occhi dei più piccoli. Agli interrogativi cui Svetlana Aleksievič cerca di dare risposta attraverso le sue interviste non c'è che una conclusione: non esiste azione attuata per il bene universale che possa giustificare anche ''una sola lacrima di bambino''.
Svetlana Alexievitch Ordine dei libri (cronologico)
Svetlana Alexievich ritrae la vita durante e dopo l'Unione Sovietica attraverso le esperienze individuali. Nei suoi libri, utilizza interviste per creare un collage di una vasta gamma di voci, muovendosi al confine tra reportage e finzione con i suoi "romanzi documentari". Le sue opere principali costituiscono un ampio ciclo intitolato "Voci d'Utopia". Alexievich critica nei suoi libri i regimi politici sia dell'Unione Sovietica che della successiva Bielorussia.






Время секонд хэнд
- 512pagine
- 18 ore di lettura
Chernobyl Prayer : a chronicle of the future
- 304pagine
- 11 ore di lettura
Winner of the Nobel Prize in Literature 'Absolutely essential and heartbreaking reading. There's a reason Ms. Alexievich won a Nobel Prize' - Craig Mazin, creator of the HBO / Sky TV series Chernobyl - A new translation of Voices from Chernobyl based on the revised text - In April 1986 a series of explosions shook the Chernobyl nuclear reactor. Flames lit up the sky and radiation escaped to contaminate the land and poison the people for years to come. While officials tried to hush up the accident, Svetlana Alexievich spent years collecting testimonies from survivors - clean-up workers, residents, firefighters, resettlers, widows, orphans - crafting their voices into a haunting oral history of fear, anger and uncertainty, but also dark humour and love. A chronicle of the past and a warning for our nuclear future, Chernobyl Prayer shows what it is like to bear witness, and remember in a world that wants you to forget. 'Beautifully written. . . heart-breaking' - Arundhati Roy, Elle 'One of the most humane and terrifying books I've ever read' - Helen Simpson, Observer
"Per me non è tanto importante che tu scriva quello che ti ho raccontato, ma che andando via ti volti a guardare la mia casetta, e non una ma due volte". Con queste parole, una contadina bielorussa si congeda da Svetlana Aleksievic, esprimendo la speranza di aver trovato qualcuno capace di ascoltare. Il lavoro letterario di Aleksievic si concentra sul racconto di "piccole persone" coinvolte dalla Grande Utopia comunista, un dramma collettivo che ha segnato la storia dell'URSS e della Russia per settant'anni. Questo nuovo libro, ambientato nel contesto del crollo dell'Unione Sovietica e della nascita di una "nuova Russia", rappresenta il culmine di un percorso di trent'anni. Decine di protagonisti-narratori, tra cui contadini, operai, studenti e funzionari del Cremlino, condividono le loro esperienze e riflessioni su un'epocale trasformazione in atto. Tra di loro ci sono anche eroi sovietici poco conosciuti, che non si rassegnano al declino degli ideali e alla mediocrità di un'esistenza che premia solo il successo e il denaro, escludendo i più deboli.
Voices from Chernobyl
- 256pagine
- 9 ore di lettura
This is not a book about Chernobyl, but about the world it has left us. Alexievich spent three years interviewing dozens of survivors, victims and witnesses. This is their testimony, their voices, and they are unforgettable
The Unwomanly Face of War
- 384pagine
- 14 ore di lettura
The Unwomanly Face of War is Svetlana Alexievich's collection of stories from Soviet women who lived through the Second World War: on the front lines, on the home front, and in occupied territories. As Alexievich gives voice to women who are absent from official narratives - captains, sergeants, nurses, snipers, pilots - she shows us a new version of the war we're so familiar with, creating an extraordinary alternative history from their private stories. Published in 1985 in Russia and now available in English for the first time, The Unwomanly Face of War was Alexievich's first book and a huge bestseller in the Soviet Union, establishing her as a brilliantly revolutionary writer.
Ragazzi di zinco
- 316pagine
- 12 ore di lettura
«Quello che potrebbe risultare un mero catalogo di orrori assume al contrario la commovente potenza evocativa del coro di una tragedia greca. Dove ogni singola voce, con il suo specifico carico di dolore, contribuisce alla ricostruzione di una storia collettiva ancora terribilmente palpitante». —Franco Marcoaldi, La Repubblica Dopo averci fatto ascoltare in Preghiera per Černobyl’ le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievič fa parlare qui i protagonisti di un’altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la “grande causa internazionalista e patriottica”; almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo; cinquantamila feriti; mezzo milione di vittime afgane; torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione... Gli afgancy, i ragazzi che la guerra ha trasformato in assassini, raccontano ciò che si è voluto nascondere. Accanto a loro, un’altra guerra. Quella delle infermiere e delle impiegate che partirono per avventura e patriottismo. E soprattutto le madri. Dolenti, impietose, stanche, coraggiose.

