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Javier Zanetti

    Oscar Bestsellers: Giocare da uomo. La mia vita raccontata a Gianni Riotta
    Capitano e gentiluomo
    • Capitano e gentiluomo

      • 139pagine
      • 5 ore di lettura

      Con 15 stagioni all’Inter – di cui 10 da capitano – e una fama di inossidabilità guadagnata sul campo, a 36 anni capitan “Duracell” Zanetti è ancora e sempre di più l’uomo dei record del club di via Durini. Arrivato a quota 700, con 137 presenze consecutive in campo, ha giocato in maglia nerazzurra più partite di Giacinto Facchetti e sta per raggiungere anche lo storico primato di Beppe Bergomi. Le leggende dicono – e lui conferma – che non passi giorno senza che il capitano si alleni: persino quello del suo matrimonio non ha fatto eccezione. Simbolo della sua squadra per il fair play, la disciplina e l’entusiasmo con cui gioca, Javier Zanetti non solo ha allineato una serie sorprendente di successi ma è un campione anche nella solidarietà con la Fundación Pupi, da lui creata a sostegno dei bambini poveri e diversamente abili della periferia di Buenos Aires. Nella nuova edizione della sua autobiografia, che contiene anche le imprese dell’ultimo anno – “la stagione migliore della mia vita”, come lui stesso ha dichiarato alla “Gazzetta” – Zanetti racconta questa e le molte altre storie che hanno fatto di lui uno dei capitani più amati che l’Inter abbia mai avuto.

      Capitano e gentiluomo
      3,8
    • La notte del 22 maggio 2010, l'Inter di Mourinho conquista la sua terza Champions League, e il primo a sollevare il trofeo è il capitano Javier Zanetti. Arrivato nel 1995 da giovane sconosciuto, Zanetti ha legato indissolubilmente la sua carriera alla maglia nerazzurra, diventando l'ultima «bandiera» in un calcio di campioni senza radici. Compagni, allenatori, tifosi e avversari ammirano non solo le sue qualità tecniche, ma anche la sua tenacia e costanza. Con il soprannome di «El Tractor», Zanetti è un campione sia in campo che fuori; ha fondato la Fondazione Pupi per aiutare bambini e ragazzi disagiati nei barrios di Buenos Aires, dove è cresciuto lavorando per sostenere la famiglia. Nella notte del trionfo al Santiago Bernabeu, il suo volto esprime gioia e incredulità, rivelando un capitano che comunica con l'esempio piuttosto che con le urla. Considerato l'erede di Giacinto Facchetti, Zanetti, serio e determinato, riflette sulla sua carriera con Gianni Riotta, raccontando la sua avventura sportiva. Non dimentica mai che il successo è frutto di valori come fatica, lavoro e famiglia. Per correre dietro a ragazzi più giovani, serve il carattere di un vero uomo.

      Oscar Bestsellers: Giocare da uomo. La mia vita raccontata a Gianni Riotta