Azùl cerca vendetta.Lei,membro della comunità Inuit, l'amica uccisa dai Senza Madre, i misteriosi esseri che vivono ai confini esterni della comunità. Sono loro che portano la pauro. E la morte. Sulla strada della vendetta incontrerà Dariel.Chi è? Un nemico? Un Senza Madre? E se fosse la conoscenza? O l'amore? E se fosse la vita stessa?
Un territorio a lungo considerato oscuro e inquietante, con un passato ricco di contraddizioni: Colin Thubron, primo tra gli scrittori di viaggio occidentali, ha esplorato questo vasto paese alla vigilia dei tumulti di Tian’anmen, percorrendo quindicimila chilometri senza un itinerario preciso e dialogando con la gente comune. Ha assorbito la quiete desolata di Pechino e la vitalità brutale di Shanghai, riscoprendo a Suzhou la bellezza della Cina antica. Attraversando regioni remote e poco turistiche, dal fiume Mekong alle pendici dell’Himalaya, fino all’estremità nordoccidentale della Grande Muraglia, Thubron ha inizialmente avvertito l’impenetrabilità dei cinesi, la loro «immagine pubblica di arida inespressività». Tuttavia, grazie alla sua umanità e empatia, è riuscito a rivelarne l’essenza attraverso incontri memorabili: un’ex guardia rossa colpita dalla violenza del suo passato, giovani donne attratte da un futuro indipendente, monaci di santuari dimenticati, una ballerina costretta a badare ai maiali, contadini poveri ma ospitali, e professori con una mentalità in estinzione. Questo libro è ormai considerato un classico della letteratura di viaggio, con una scrittura lirica che restituisce una Cina lontana dagli stereotipi, catturando l’atmosfera malinconica e fiduciosa di un popolo in cerca di un cambiamento epocale.
In Italia più che altrove, gli Studi culturali si presentano come un ambito disciplinare meticciato e complesso, difficile da definire e ancor di più da studiare, un campo di ricerca considerato con un atteggiamento misto di fascinazione e sospetto. Questo volume cerca di fornire una “cassetta di attrezzi” e un catalogo di tematiche di partenza, utilizzando alcuni spunti critici centrali della tradizione inglese, angloamericana e anglofona, ma nello stesso tempo tenendo conto dell’attenzione specifica che il percorso formativo italiano assegna ancora – e deve continuare ad assegnare – al testo letterario. Affiancato a tipologie di rappresentazioni molto diversificate (visive, musicali, performative), esso illumina una contemporaneità difficile, della quale cerchiamo qui di interpretare alcune linee fondanti, definendole non come un prodotto, ma come uno strumento di lettura dei tempi.