I narratori: L'anno che bruciammo i fantasmi
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Ispirato alla vita del nonno di Louise Erdrich, Patrick Gourneau, questo racconto mescola leggerezza e gravità attraverso la storia di Thomas Wazhashk, un guardiano notturno in una fabbrica di gioielli vicino alla Riserva Turtle Mountain nel Dakota del Nord rurale. Nel 1953, come membro del consiglio Chippewa, Thomas si confronta con le implicazioni di un nuovo disegno di legge di "emancipazione" in arrivo al Congresso, che minaccia i diritti e l'identità dei nativi americani sotto le spoglie della libertà. Nel frattempo, Pixie Paranteau, che preferisce essere chiamata Patrice, lavora nella fabbrica per sostenere la sua famiglia mentre cerca la sorella scomparsa, Vera, si dice abbia avuto un bambino a Minneapolis. La lotta di Patrice è aggravata dall'alcolismo e dagli abusi del padre. La sua ricerca la porta in Minnesota, dove incontra sfruttamento e violenza, mettendo a rischio la sua vita. La storia presenta anche il giovane pugile Chippewa Wood Mountain, sua madre Juggie Blue e l'amico di Patrice, Valentine, insieme a Hay Stack Barnes, un insegnante bianco innamorato di Patrice. Attraverso questi personaggi, il racconto esplora le complessità della natura umana, rivelando desideri e ambizioni con compassione e arguzia.
Amori più o meno felici, tragedie più o meno ridicole, nevrosi, frustrazioni, complotti e famiglie squinternate: sono gli elementi che T.C. Boyle mette in scena sullo sfondo di un conflitto fra un gruppo di ambientalisti radicali capitanati da un quarantenne post-fricchettone e la rappresentante dell’ente per la protezione del parco naturale delle Channel Islands, al largo delle coste californiane. In un gioco paradossale, in nome del ripristino di un teorico stato naturale, l’ente parco finisce per ingaggiare cacciatori professionisti per sterminare specie non native presenti sulle isole, mentre gli ambientalisti vi introducono di soppiatto predatori (crotali) per sabotare il programma. Intanto la natura, indifferente e sovrana, fa il suo corso… Una storia che si snoda, secondo uno schema caro alla letteratura americana, lungo tre generazioni di donne intraprendenti e determinate, correndo sotto lo sguardo ironico e apparentemente distaccato di Boyle verso un finale inaspettato che recupera la dimensione privata della vicenda adombrando imponderabili scenari futuri.
"The Age of Nice is at hand, and there's nothing we can do about it." Yet, Edwin de Valu, a luckless book editor, feels compelled to act against this new era, believing he is to blame. Struggling in the self-help publishing world, he has pinned his hopes on a questionable thousand-page manuscript with the mantra "Live! Love! Learn!" This book, promising wealth, weight loss, and happiness, unexpectedly becomes a massive hit, leading to a cascade of problems for Edwin. He faces threats from a murderous cartel of drug and tobacco lords and navigates a world where negativity and cynicism are outlawed. Edwin finds himself tasked with saving the world from the oppressive cheerfulness of the "group hug." As the economy teeters on the brink and a vengeful serial killer known as Dr. Ethics lurks, Edwin races against time. This razor-sharp satire of the self-help industry reveals that the paths to happiness often lead to a dead end, humorously illustrating the absurdity of modern optimism. Despite the bleak realization, the novel’s zany wit leaves readers feeling joyfully alive, transforming a critique of self-help culture into a celebration of life’s absurdities.