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Jack London

    12 gennaio 1876 – 22 novembre 1916

    Jack London fu un romanziere e giornalista americano le cui opere si confrontano romanticamente con le lotte elementari per la sopravvivenza. Attinse abbondantemente da ricche esperienze di vita, compreso il tempo trascorso nel Klondike e il suo lavoro come marinaio e vagabondo. La sua prosa esplora spesso gli aspetti crudi dell'esistenza umana e le forze naturali.

    Jack London
    Ricordi di un bevitore. L'incontro fatale con John Barleycorn
    Geronimo Stilton: Il richiamo della foresta
    Il richiamo della foresta-Zanna Bianca e altre storie
    Sulla stuoia di Makaloa
    Il vagabondo delle stelle
    Martin Eden
    • Martin Eden

      • 448pagine
      • 16 ore di lettura

      The semiautobiographical Martin Eden is the most vital and original character Jack London ever created. Set in San Francisco, this is the story of Martin Eden, an impoverished seaman who pursues, obsessively and aggressively, dreams of education and literary fame. London, dissatisfied with the rewards of his own success, intended Martin Eden as an attack on individualism and a criticism of ambition; however, much of its status as a classic has been conferred by admirers of its ambitious protagonist. Andrew Sinclair's wide-ranging introduction discusses the conflict between London's support of socialism and his powerful self-will. Sinclair also explores the parallels and divergences between the life of Martin Eden and that of his creator, focusing on London's mental depressions and how they affected his depiction of Eden.

      Martin Eden
    • Uscito nel 1915, un anno prima della sua scomparsa, l'ultimo romanzo del prolifico autore statunitense "Il vagabondo delle stelle" fu un "caso" per la scabrosa tematica della pena di morte e dei maltrattamenti "legalizzati" nelle carceri californiane e per la forte critica sociale che lo pone tra le opere assolute di London, e nel tempo è diventato uno dei romanzi preferiti dei suoi lettori. Per la prima volta la traduzione e la curatela partono da approfonditi studi accademici, dando un amalgama nuovo alla storia complessa e mozzafiato del condannato a morte Darrell Standing (il laico London disse che questo era il suo "romanzo di Gesù") con Jake Oppenheimer e Ed Morrell, personaggi realmente esistiti. Il protagonista, in isolamento, riesce grazie alla autoipnosi a vivere esperienze extracorporee e a rivivere vicende storiche come il massacro di Mountain Meadows e l'uccisione di Gesù. In anticipo sui tempi, "Il vagabondo delle stelle" contribuì a cambiare le leggi carcerarie della California; mentre la sua sconcertante attualità fa ancora riflettere sui metodi della giustizia e della rieducazione sociale. Postfazione di Jay Williams.

      Il vagabondo delle stelle
    • Sullo sfondo di una natura rigogliosa e magica, segnata dalla presenza di un mare che dispensa vita e morte e che offre una visione del mondo in cui miti e leggende fondano ancora la realtà, si intrecciano le storie di uomini e di donne presi nel nodo del passaggio delle generazioni e dell'incontro/scontro fra le diverse civiltà. Sulla stuoia di makaloa (uscito postumo nel 1919) è una raccolta di racconti ispirati ai numerosi soggiorni di Jack London nell'arcipelago delle Hawaii, diventato da poco più di vent'anni "territorio degli Stati Uniti". Missionari protestanti dal New England, proprietari terrieri europei e americani, lavoratori di origine cinese e giapponese assoldati per il lavoro nei campi, indigeni di quelle isole felici ormai contaminate dai modi di vita dell'uomo bianco concorrono a formare un singolare puzzle culturale nel quale barriere e prescrizioni etniche cedono il passo alla capacità dei protagonisti di riconoscersi in valori umani comuni: dall'attaccamento ai tratti identitari della propria collettività alla denuncia delle malversazioni che da sempre accompagnano ogni potere. Con lucida preveggenza di artista, lo scrittore statunitense indica nell'armonia fra le diverse componenti della civiltà del Pacifico la possibilità per noi tutti di superare le particolarità individuali là dove queste si pongano come limiti al dialogo tra uomini e culture. Introduzione di Mario Maffi.

      Sulla stuoia di Makaloa
    • Il richiamo della foresta, unanimemente considerato il capolavoro di Jack London, è una delle opere letterarie più lette e conosciute al mondo. London lo scrisse di getto alla fine del 1902 e riuscì a farlo pubblicare l’anno successivo sul «Saturday Evening Post». In questo breve e densissimo romanzo la descrizione del mondo degli uomini attraverso lo sguardo del cane si fonde con l’esaltante e tesa rappresentazione della ricerca di amore e libertà. Zanna Bianca, pubblicato cinque anni dopo, ripropone, a un livello più armonico e ragionato, tutti i temi cari a London: la lotta per la vita, le grandi solitudini del Nord, la legge dura e inflessibile della sopravvivenza che accomuna e lega esseri umani e animali. Tutto ciò si esprime, come negli altri racconti dedicati ai cani, in scene di indimenticabile potenza.

      Il richiamo della foresta-Zanna Bianca e altre storie
    • Questa avventura si svolge nel gelido Nord America, verso la fine dell'Ottocento, durante li famoso periodo delta corsa all'oro. Buck è un cane bellissimo, forte e fiero che viene rubato e venduto per il carico delle slitte. Abituato alla tranquilla vita di città, all'affetto della famiglia con cui viveva, al rispetto e alla fedeltà, Buck deve improvvisamente imparare a sopravvivere e a sopportare il freddo, la fame e la fatica. Cambia tanti padroni, alcuni bravi, intelligenti e generosi, altri incapaci, violenti e brutali. Solo facendo tesoro delle tante esperienze Buck inizierà a dare ascolto a quel richiamo istintivo che lo porterà a lottare per la sopravvivenza e poi a unirsi a un branco di lupi, di cui diventerà capo...

      Geronimo Stilton: Il richiamo della foresta
    • Allegrissima, tragica e disperatamente vitale autobiografia alcolica di Jack London. La riscrittura in chiave etilistica di "Martin Eden". A bordo della sua Razzle Dazzle il giovane re dei razziatori di ostriche attracca nei saloon dell'angiporto di Oakland per bere e offrire da bere dimostrando la propria resistenza e generosità per essere accettato in quella consorteria di "veri uomini". Perché la tesi del libro è che l'alcol "naturalmente" non può piacere e che si beve solo per dovere sociale, per frequentare i saloon e le incredibili persone che vi si conoscono. Molto meglio le caramelle d'orzo che il giovanissimo razziatore mangia di nascosto, come di nascosto legge e frequenta le biblioteche... E che finché si fa una vita "vera" le bevute non sono poi un gran problema, a parte i soldi e le risse; il vero problema nasce quando al lavoro fisico si sostituisce quello intellettuale. Allora sì che l'alcol diventa tragedia.

      Ricordi di un bevitore. L'incontro fatale con John Barleycorn
    • Pubblicato nel 1904, "Il richiamo della foresta" è forse il libro più celebre di Jack London e sicuramente quello che ha contribuito maggiormente alla fama dello scrittore, diventando da subito un successo internazionale. Tra i ghiacci del Klondike, all'epoca della febbre dell'oro, nella vita di Buck irrompe una natura selvaggia, brutale e feroce, che attraverso numerose avventure farà emergere la sua natura istintiva e primordiale. Buck riuscirà a ritrovare l'amore per l'uomo grazie a John Thornton, che lo salva dal duro sfruttamento dei suoi ultimi padroni. Una storia affascinante e profonda, che parla ad ogni tipo di lettore e racconta il difficile rapporto tra natura e viventi.

      Il richiamo della foresta