Ricostruendo le memorie dell'imperatore romano, Marguerite Yourcenar ha voluto «rifare dall'interno quello che gli archeologi del secolo scorso hanno fatto dall'esterno». Ne risulta così un libro che è al tempo stesso un romanzo, un saggio storico, un'opera di poesia. Giudicando la propria vita di uomo e l'opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell'umano, ereditato dai Greci, gli fa capire l'importanza di pensare e di servire sino alla fine. «Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo», dice questo personaggio che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, tra l'intelligenza e la volontà. Le Memorie di Adriano che, apparse nel 1951, stanno conoscendo un successo ininterrotto, sono illuminate dai «Taccuini di appunti», momenti di autobiografia, pause emotive e slanci in un lavoro creativo appassionante fino all'identificazione. Questa edizione è arrichita da un saggio in cui Lidia Storoni Mazzolani, traduttrice d'eccezione del romanzo, racconta la storia della sua amicizia con la Yourcenar, nata lavorando insieme alla versione italiana.
Lidia Storoni Mazzolani Libri





Einaudi Tascabili - 1020: Memorie di Adriano. Seguite da Taccuini di appunti
- 347pagine
- 13 ore di lettura
«Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo», dice di sé Adriano, questo personaggio cosí raffinatamente calato nella sua epoca, eppure cosí vicino al tormento di ogni uomo, di ogni tempo, nell'accanita ricerca di un accordo tra felicità e logica, tra intelligenza e fato. Il capolavoro di Marguerite Yourcenar unisce al cesello perfetto della ricostruzione storica il coraggio di presentare a tutto tondo un grand'uomo, l'altezza del suo pensiero, la disponibilità intellettuale, le intuizioni profetiche, donandoci non già un saggio erudito, ma un libro dei giorni nostri, e dei giorni a venire. Perché, come ha scritto la Yourcenar, «non siamo i soli a guardare in faccia un avvenire inesorabile». I taccuini di appunti dell'autrice (annotazioni di studio, lampi di autobiografia, ricordi, vicissitudini della scrittura) perfezionano la conoscenza di un'opera che fu pensata, composta, smarrita, corretta per quasi un trentennio. La nota della traduttrice, Lidia Storoni Mazzolani, ci regala la storia di un'amicizia nata lavorando insieme alla versione italiana.
Testo latino a fronte
Rzymskie epitafia, zaklęcia i wróżby
- 175pagine
- 7 ore di lettura