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M. R. Ridley

    Romeo e Giulietta
    La bisbetica domata
    Antonio e Cleopatra
    • La storia centrale della tragedia "Antonio e Cleopatra" di Shakespeare è il romanzo tra Marco Antonio, leader militare romano, e Cleopatra, regina d'Egitto e ex-amante del defunto Giulio Cesare. Sullo sfondo politico si staglia il Triumvirato romano, composto da Ottavio, Marco Antonio e Lepido, che governano il mondo occidentale. Lepido abbandona il Triumvirato, lasciando Ottavio e Marco Antonio alla guida dell'Impero Romano. Marco Antonio vive in Egitto con Cleopatra e accetta di tornare a Roma solo dopo la morte della moglie Fulvia. Ottavio, contrario alla vita di Marco Antonio in Egitto, lo convince a sposare sua sorella Ottavia, figlia di Giulio Cesare. Tuttavia, Marco Antonio ritorna tra le braccia di Cleopatra, dando a Ottavio il pretesto per attaccare l'Egitto, in una guerra tragica che culminerà nel suicidio dei due amanti. Scritto nel 1607, "Antonio e Cleopatra" esplora temi come la passione e la politica, e il fragile equilibrio tra i due.

      Antonio e Cleopatra
      3,8
    • La bisbetica domata

      • 100pagine
      • 4 ore di lettura

      Caso unico nel teatro di Shakespeare, La bisbetica domata (opera di difficile datazione, ma appartenente alla fase iniziale del suo percorso drammatico) è, esplicitamente, una commedia nella commedia, rappresentata come parte della beffa giocata da un ricco aristocratico ad un calderaio ubriaco. Singolare "esplosione" del tema della beffa, strettamente legato a quello della finzione teatrale, questa commedia, nell'incerto intreccio fra le due trame (il matrimonio della bisbetica Katherina e le rivalità e gli equivoci tra i pretendenti di Bianca, sorella "buona" della bisbetica), non sarebbe altro che una farsa del troppo artificioso moltiplicarsi degli equivoci, se non fosse per la presenza di Katherina, figura che, mentre riprende un tema fortemente presente nelle prime prove teatrali di Shakespeare, ossia il rapporto donna-potere, annuncia nel suo improvviso e aspro risvegliarsi all'amore futuri personaggi femminili di ben più articolata complessità.

      La bisbetica domata
      3,8
    • Romeo e Giulietta

      • 288pagine
      • 11 ore di lettura

      In "Romeo e Giulietta" (1595-1596) la morte è presente in vario modo fin dall'inizio. Ma è con il duello tra Mercuzio e Tebaldo che essa entra realmente in scena e avvia quella sua presa di possesso della città cui la tragedia conduce. Non solo, ma che la prima vittima sia Mercuzio, simbolo di giovinezza e di libertà, della gioia di vivere e della stessa gioia di far teatro, è anche indicativo di chi sia l'oggetto di questo assalto della morte: non i vecchi, ma i giovani, non il declinare della vita, ma il suo sbocciare, non la stanchezza, l'aridità del cuore, ma la sua freschezza, il suo desiderio d'amore. Tebaldo uccide Mercuzio; Romeo uccide Tebaldo, finché, come sappiamo, la morte aggredisce anche Romeo e Giulietta, e la "bella Verona" celebrata all'inizio si trasforma in una tomba. Nulla di vivo resta se non i vecchi, la cui faida e il cui egoismo, non il caso, hanno ucciso i giovani. Romeo e Giulietta potranno finalmente stare insieme ma solo nella cripta, con il loro amore raggelato per l'eternità nelle statue d'oro che i carnefici eleveranno a ricordo.

      Romeo e Giulietta
      3,8