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Paola Zallio Messori

    Gli Adelphi - 205: Le finestre di fronte
    L'uomo che guardava passare i treni
    Biblioteca Adelphi - 192: Il testamento Donadieu
    • I Donadieu sono un potente clan di La Rochelle, isolati nella loro magione e nei loro uffici. Quando partecipano alla messa domenicale, formano una processione che sembra mancare di un elemento fondamentale: Dio. I loro movimenti, rigidamente orchestrati, sembrano scandire il tempo della città con la precisione di un orologio. Tuttavia, la scomparsa del capotribù, Oscar l’Armatore, segna l'inizio di una cronaca di disgregazione. La crisi si diffonde da La Rochelle a Parigi, passando dal torpido ritmo della provincia alla frenesia avvelenata della metropoli. L’ordine Donadieu, che sembrava inespugnabile, crolla, coinvolgendo non solo il clan, ma anche Philippe, l'arrivista che ha contribuito alla loro rovina. Pubblicato nel 1937, il romanzo riflette il successo crescente di Simenon, un periodo in cui scoprire il suo lavoro era considerato un piacere. Con questo libro, Simenon si cimenta in un romanzo di ampio respiro, mantenendo la sua prosa snella e priva di orpelli letterari. Rimane una delle sue opere più complesse e avvincenti, testimoniando la maestria dello scrittore.

      Biblioteca Adelphi - 192: Il testamento Donadieu
      3,9
    • Personaggio paradigmatico dell'universo simenoniano, Popinga si insinua nella mente del lettore con una stupefacente familiarità. E' come una carta da parati che abbiamo visto per anni e improvvisamente si metta a parlare. Dal momento in cui, un giorno, Popinga esce di casa e, chiudendo la porta, esce anche da se stesso, incontriamo di tutto e non riusciamo ad evitare di vederlo con i suoi occhi. Il delitto, il terrore, la fantasticheria, la solitudine, la lucidità, la puntigliosità: sono nuovi pezzi su una vecchia scacchiera, e con il loro aiuto Popinga tenta disperatamente di eludere lo scacco matto. Alla fine, la sua vita, di cui ormai sappiamo tutto, sarà passata davanti ai nostri occhi, e ai suoi, come uno di quei misteriosi treni che amava guardare nella notte.

      L'uomo che guardava passare i treni
      3,9
    • "Scritto intorno agli anni Trenta da un genio, questo breve capolavoro è il romanzo della polizia, del controllo, dell'annullamento totale dell'uomo sotto la più potente, importante e demiurgica dittatura poliziesca che l'uomo moderno abbia mai conosciuto. Ha un predecessore altrettanto profetico: Franz Kafka... Simenon con pochi tratti, come un grande pittore appunto, costruisce scene, costumi e nomi e personaggi che paiono coperti dalla cipria bianca della pittura surrealista e metafisica. La sua semplice chiara prosa di umile scrittore di gialli è percorsa dal vento dei Balcani, evoca, con la sola parola Mar Nero, un mare nero, descrive gli uomini a due dimensioni: una di faccia e l'altra di profilo." (Goffredo Parise)

      Gli Adelphi - 205: Le finestre di fronte
      3,7