Un gruppo di bambini inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un'isola deserta. All'inizio tutto ha il sapore di una piacevole vacanza: l'isola è ricca di alberi da frutto, di piccoli cinghiali, c'è perfino un fiume che forma in prossimità del mare una piscina di acqua dolce. I ragazzetti si sentono gli eroi di una straordinaria avventura, si costituiscono in una piccola comunità democraticamente organizzata con un capo, Ralph, un esercito di cacciatori agli ordini di Jack, un parlamento costituito sull'esempio della collettività degli adulti. La ribellione agli ordini e alle leggi, fomentata da Jack, trasformerà questi giovani prodotti della civiltà moderna in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti. Il Signore delle Mosche, una testa di porco brulicante di insetti, infissa in un palo nel folto della foresta, non è solo una maschera simbolica, ma è anche la traduzione letterale di Belzebub, biblica radice di ogni male.
Filippo Donini Libri


Classici Chrysalide: Il signore delle mosche
- 292pagine
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Il Signore delle Mosche non nasce come distopia, lo diventa. C'è una guerra nucleare, però è lontana, combattuta su altri fronti. Un gruppo di bambini e ragazzi, fra i sei e i dodici anni, precipitano con l'aereo su un'isola deserta. L'intenzione di chi li ha messi su quell'aereo è di salvarli, di preservarli nell'innocenza. Tutto intorno sono palme, alberi da frutto, vegetazione lussureggiante. Non c'è nessun adulto che dica ai ragazzi cosa fare, nessuno che li obblighi a finire i compiti, ad alzarsi la mattina per andare a scuola. E loro, tornati a uno stato di natura, si fanno prendere dagli istinti più primordiali e brutali. E noi, ci chiede infine il romanzo, noi che cosa faremmo, se ci trovassimo nelle stesse condizioni?