Bookbot

Tommaso Di Salvo

    Antologia delle novelle per un anno
    La Divina Commedia
    La coscienza di Zeno
    La divina commedia
    Divina Commedia - Purgatorio
    • È il secondo dei tre regni dell'Oltretomba cristiano visitato da Dante nel corso del viaggio, con la guida di Virgilio. Dante lo descrive come una montagna altissima che si erge su un'isola al centro dell'emisfero australe totalmente invaso dalle acque, agli antipodi di Gerusalemme che si trova al centro dell'emisfero boreale. Secondo la spiegazione di Virgilio (Inf., XXXIV, 121-126), quando Lucifero venne precipitato dal cielo in seguito alla sua ribellione, cadde al centro della Terra dalla parte dell'emisfero australe e tutte le terre emerse si ritirarono in quello boreale, per timore del contatto col maligno; si creò così la voragine infernale e la terra che la lasciò andò a formare la montagna del Purgatorio, che sorge in posizione opposta all'Inferno.

      Divina Commedia - Purgatorio
      4,4
    • La divina commedia

      Paradiso

      • 440pagine
      • 16 ore di lettura

      Nel Paradiso è presente l'eterna beatitudine: le anime contemplano la divinità di Dio e sono colme di Grazia. Via via che Dante ascende, intorno a lui aumenta la luminosità e il sorriso di Beatrice diviene sempre più abbagliante. Dante arriverà a vedere Dio e a contemplare la Trinità grazie all'intercessione della Madonna invocata da S. Bernardo, ultima guida di Dante negli ultimissimi canti del Paradiso. Durante il viaggio in Paradiso, Dante spiega molte questioni filosofiche e teologiche seguendo le credenze medievali.

      La divina commedia
      4,0
    • La coscienza di Zeno

      • 384pagine
      • 14 ore di lettura

      Scritto fra il 1919 e il 1922 e pubblicato nel 1923, il romanzo è un pilastro della letteratura italiana del Novecento. Il protagonista, Zeno Cosini, è un "nevrastenico" che redige le sue memorie per obbligo terapeutico, seguendo le indicazioni del suo psicoanalista, il dottor S. Attraverso questo processo, Zeno scopre in sé i tratti della "nostra complicata pazzia contemporanea", accettandoli come parte della sua natura, proprio come il colore degli occhi. Questo cambiamento psichico coincide con l'abbandono della terapia e trasforma Zeno da perdente in vincente, consapevole che la "malattia" è intrinsecamente legata alla condizione umana del XX secolo e che può essere affrontata con ironia. L'umorismo acuto dell'autore esplora l'angoscia esistenziale, indagando le complesse relazioni tra vita e scrittura, innocenza e colpa, salute e malattia, io e mondo, memoria e tempo perduto. Questi temi diventano le fondamenta di una visione della realtà rassegnata all'inutilità di ogni sforzo e progetto. Il male di vivere, pur essendo invincibile, riesce a dar vita a una comicità tanto sincera quanto inquietante, culminando in un finale che profetizza un'esplosione planetaria.

      La coscienza di Zeno
      3,9