"Il Signore degli Anelli" è un romanzo d’eccezione, al di fuori del tempo: chiarissimo ed enigmatico, semplice e sublime. Esso dona alla felicità del lettore ciò che la narrativa del nostro secolo sembrava incapace di offrire: avventure in luoghi remoti e terribili, episodi d’inesauribile allegria, segreti paurosi che si svelano a poco a poco, draghi crudeli e alberi che camminano, città d’argento e di diamante poco lontane da necropoli tenebrose in cui dimorano esseri che spaventano solo al nominarli, urti giganteschi di eserciti luminosi e oscuri; e tutto questo in un mondo immaginario ma ricostruito con cura meticolosa, e in effetti assolutamente verosimile, perché dietro i suoi simboli si nasconde una realtà che dura oltre e malgrado la storia: la lotta, senza tregua, tra il bene e il male. Leggenda e fiaba, tragedia e poema cavalleresco, il romanzo di Tolkien è in realtà un’allegoria della condizione umana che ripropone in chiave moderna i miti antichi.
Ottavio Fatica Libri




Biblioteca Adelphi - 487: Miracolo a colazione
- 288pagine
- 11 ore di lettura
«Arcaicamente nuova» – così l’ha definita Marianne Moore, di cui è ritenuta degna erede –, Elizabeth Bishop è ormai entrata di diritto nel novero dei massimi poeti americani del Novecento, ma non ha perso nulla del suo fascino elusivo. Eterna sfrattata dai Paesi come dagli affetti, ha condotto una vita appartata, itinerante, dalla Nuova Scozia a New York, da Parigi a Key West fino al Brasile. E da questa inappartenenza costitutiva nasce la sua poesia «di immensa discrezione e di immensità discreta» – secondo le ispirate parole di Seamus Heaney –, dove grazie a «una concentrazione perfettamente inutile, dimentica di sé» e a un modo assorto, metodicamente obliquo di ottenere il giusto grado di rifrazione, si accendono visioni capaci di cogliere scorci inediti di quella sostanza surreale che intride la vita quotidiana.In calce a ogni sua poesia c’è una scritta invisibile: «Io l’ho visto». «Musa infallibile», Elizabeth Bishop sa rendere perfetto il casuale: il suo mondo, composto di parole familiari, domestiche, spoglie, illuminanti, crea un gioco di iridescenze, un prisma di lacrime, di squame, di chiazze di benzina, mirabile miracolo che si schiude dalla finestra della pagina – una delle tante «gabbie per l’infinità» scoperte da uno di quei rari poeti che «hanno scelto da soli la propria gabbia».
Biblioteca Adelphi - 656: Addio a tutto questo
- 398pagine
- 14 ore di lettura
Meno di cento chilometri in linea d'aria separavano le colline del Kent dalle Fiandre, e i corni della caccia alla volpe avevano un suono sinistro, contro il rombo dei bombardamenti a tappeto intorno a Ypres, o sulla Somme. Durante un attacco dell'artiglieria tedesca, il 20 luglio 1916, Robert Graves fu ferito così gravemente da comparire, in un primo momento, sulla lista dei caduti – con onore, beninteso – che il «Times» pubblicava ogni giorno. In realtà Graves tornò su un treno ospedale alla stazione di Wimbledon, e qualche tempo dopo si riprese dalle ferite, per quanto atroci: ma la notte sentiva esplodere granate intorno al letto, scambiava i passanti per amici perduti al fronte, e se sentiva partire una macchina, o sbattere una porta, si gettava a terra. E così, a poco a poco, quei cento chilometri scarsi fra il tè del pomeriggio e i cadaveri lasciati a decomporsi nella terra di nessuno diventarono, per Graves come per gli altri scampati al massacro, un abisso capace di inghiottire per sempre, in un orrore senza nome, il mondo di ieri. Che nel 1929, prima di lasciare un'Inghilterra in cui non avrebbe potuto più vivere, Graves ricostruì per un'ultima volta in questo libro – il più nitido, struggente e indimenticabile atto di commiato che le trincee d'Europa abbiano costretto un poeta a scrivere.
Stile Libero - Noir: Quando le donne aprono le danze
- 219pagine
- 8 ore di lettura
Il mondo è quello dello show-business, che per Elmore Leonard vuol dire tutto il mondo: dal cinema hollywoodiano allo sport, dal rodeo allo strip-tease, dai gironi dell'immigrazione clandestina alle sette nazi-punk, con sconfinamenti nel selvaggio West. Il clima è quello esilarante, allucinato, della sua migliore narrativa: dialoghi laconici e folgoranti, situazioni paradossali e tragiche, eroi sempre in bilico tra legge e illegalità. Protagoniste sono le donne. Che devono affrontare innamorati banditi, mariti criminali o agenti delle assicurazioni troppo ligi al dovere. E li affrontano con le armi della seduzione, con una sessualità dirompente, con astuzia e coraggio e, all'occorrenza, con una calibro 45 o un fucile a pompa.