Aprile 1999, Mount Pleasant, New Hampshire. Il corpo di una giovane donna, Alaska Sanders, viene ritrovato in riva a un lago. L'inchiesta viene rapidamente chiusa, la polizia ottiene le confessioni del colpevole, che si uccide subito dopo, e del suo complice. Undici anni più tardi, però, il caso si ripresenta. Il sergente Perry Gahalowood, che all'epoca si era occupato delle indagini, riceve una inquietante lettera anonima. E se avesse seguito una falsa pista? L'aiuto del suo amico scrittore Marcus Goldman, che ha appena ottenuto un enorme successo con La verità sul caso Harry Quebert, ispirato dalla loro comune esperienza, sarà ancora una volta fondamentale per scoprire la verità. Ma c'è un mistero nel mistero: la scomparsa di Harry Quebert. I fantasmi del passato ritornano e, fra di essi, quello di Harry Quebert.
Milena Zemira Ciccimarra Libri


Yeong-hye e suo marito sono persone ordinarie. Lui è un impiegato con ambizioni moderate e modi gentili; lei è una moglie devota ma priva di ispirazione. La monotonia del loro matrimonio viene interrotta quando Yeong-hye, in cerca di un'esistenza più "vegetale", decide di diventare vegetariana, spinta da incubi ricorrenti e grotteschi. In Corea del Sud, dove il vegetarianismo è quasi sconosciuto e le norme sociali sono rigidamente rispettate, la decisione di Yeong-hye rappresenta un atto di sovversione scioccante. La sua ribellione passiva si manifesta in forme sempre più bizzarre e inquietanti, portando il marito a giustificare atti di sadismo sessuale. Le sue crudeltà la spingono verso tentativi di suicidio e ricovero in ospedale. Inavvertitamente, cattura l'attenzione del marito di sua sorella, un artista video. Diventa il fulcro delle sue opere sempre più erotiche e sregolate, mentre scivola sempre più nelle sue fantasie di abbandonare il suo corpo e diventare - impossibilmente, estaticamente - un albero. Intrigante, disturbante e bello, La vegetariana è un romanzo sulla Corea del Sud contemporanea, ma anche un romanzo sulla vergogna, il desiderio e i nostri tentativi incerti di comprendere gli altri, da un corpo imprigionato a un altro.