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Franca Cavagnoli

    La Biblioteca di Repubblica - 100: Pasto nudo
    Gioventù
    Pickwick: Amatissima
    • 2022

      Pickwick: Amatissima

      • 406pagine
      • 15 ore di lettura

      Un romanzo maestoso, di straordinaria intensità, in cui si narra la vita di Sethe, una giovane e indomabile donna di colore che, negli anni precedenti alla Guerra Civile, si ribella alla propria schiavitù e fugge al Nord, verso la libertà. La sua vicenda si intreccia con quella di altri indimenticabili personaggi in un racconto che, come ha scritto nella sua Postfazione Franca Cavagnoli, curatrice del volume, "si insinua nei meandri del tempo, lasciando scaturire ora qua ora là il non detto, scaglie di ricordi troppo penosi per essere contenuti, dolorosi frammenti di memoria". Con questo libro Toni Morrison, Premio Nobel per la Letteratura, ha voluto rivolgere un invito ai bianchi e agli afroamericani: "Tornare a quella parte della propria storia che troppi hanno rimosso.

      Pickwick: Amatissima
    • 2003

      Uscito nel 1959, Il pasto nudo è forse la più cruda testimonianza letteraria, avvincente e disturbante al tempo stesso, prodotta dalla beat-generation americana. Più che un romanzo, può essere definito un vorticoso assemblaggio di frammenti di vita, vissuti spesso al di sotto della soglia della coscienza e dominati dallo scatenamento di istinti, pulsioni e perversioni, sotto il segno devastante della tossicodipendenza. Lo smarrimento esistenziale, che accomuna l’autore a tanti altri compagni di strada, si condensa nel libro in una irrevocabile condanna al vuoto d’essere e all’autodistruzione, giocata sul filo che distingue e insieme congiunge una realtà irreparabilmente degradata e una fantasia allucinata, distorta: ai “paradisi artificiali” di baudelairiana memoria si sostituisce quiun inferno altrettanto artificiale e ben più definitivo, nel quale l’individuo finisce con lo smarrire quasi del tutto la propria identità e la propria storia.

      La Biblioteca di Repubblica - 100: Pasto nudo
    • 2002

      Gioventù

      Scene di vita di provincia

      • 178pagine
      • 7 ore di lettura

      Con Gioventù , Coetzee torna a raccontare la storia del ragazzino inquieto e pieno di sensi di colpa di Infanzia. Adesso l'io narrante ha almeno dieci anni di più. È un giudizioso studente universitario della facoltà di Matematica, che coltiva un'ambizione segreta: tradurre la «fiamma interiore» in versi altissimi, degni di Ezra Pound. Si prepara a questa grande prova, leggendo tutto ciò che valga la pena di leggere, seguendo corsi di letteratura inglese, mettendo da parte i soldi per andare all'estero, in Europa, dove, è sicuro, si compirà il suo destino di poeta, perché è li che abita l'arte, non certo a Città del Capo. Sono i primi anni Sessanta. Anni di manifestazioni di neri represse nel sangue. Il Sudafrica è una patria di cui vergognarsi, una «ferita dentro di lui». L'essere afrikaner, bianco d'Africa, un marchio d'infamia, che lo assillerà anche quando sarà lontano. A Londra. La città che insieme a Parigi rappresenta l'avanguardia culturale, la terra promessa per chiunque voglia vivere la vita «con la massima intensità», tra spiriti d'eccezione e schiere di donne affascinanti, destinate a essere amate e trasfigurate dall'arte. Una visione mitica, che presto, però, è costretta a fare i conti con il principio di realtà. La città dell'avventura amorosa e intellettuale si rivela un luogo difficile da abitare. I circoli letterari, enclaves inaccessibili. Le tante donne che incontra, creature più o meno ordinarie, con le quali vive storie brevissime, avvilenti. I pochissimi amici, borghesi dalle ambizioni mediocri, dagli orizzonti angusti. Il lavoro, programmatore di computer, una sanguisuga che lo sfinisce. Cosí, mentre si ritrova a vivere, di nuovo, in un mondo insensato, dominato dalla paura dell'annientamento nucleare, dalle trame della Guerra Fredda, dagli orrori del Vietnam, che fanno eco agli orrori dell'odiato e ineludibile Sudafrica, sente la sua vocazione farsi sempre piú velleitaria, diventare un fragile schermo dietro cui dissimulare la propria inettitudine, la pochezza di una vita di fuggiasco, senza piu identità e senza futuro.

      Gioventù