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Attilio Scarpellini

    La Certosa di Parma
    Biblioteca dei Ragazzi - 11: Le avventure di Robin Hood
    • La Certosa di Parma

      • 582pagine
      • 21 ore di lettura

      Ambientato nell'Italia della restaurazione, il romanzo segue il giovane nobiluomo milanese Fabrizio Del Dongo, figlio illegittimo di una marchesa e di un soldato napoleonico. Cresciuto tra le attenzioni della madre e della zia, la duchessa Gina Sanseverina, Fabrizio si lascia ispirare dagli ideali di libertà di Napoleone e decide di unirsi all'esercito in Belgio. Tuttavia, la sua esperienza alla battaglia di Waterloo è confusa e disorientante, poiché osserva gli eventi con occhi inesperti. Dopo la battaglia, Fabrizio, impossibilitato a tornare a casa, viene accolto dalla zia e dal conte Mosca, che lo introducono alla corte parmense. Qui, Stendhal dipinge un vivace microcosmo di intrighi e relazioni sociali, con Fabrizio che si muove tra le complessità della vita di corte, sempre protetto dalla zia, che nutre sentimenti per lui. La narrazione si sposta gradualmente su di lei, mentre Fabrizio, in cerca di piacere, si scontra con le gelosie del principe di Parma. Dopo un periodo di latitanza, viene catturato e rinchiuso in prigione, dove si innamora della giovane Clelia Conti. Nonostante il desiderio di fuggire con lei, alla fine Fabrizio opta per la salvezza. Dopo una rocambolesca fuga, ritorna a Parma, dove diventa un predicatore di successo e si riunisce con Clelia, ma il destino avverso lo colpisce duramente, portandolo all'isolamento finale nella Certosa di Parma.

      La Certosa di Parma2014
      3,7
    • Ogni epoca, ogni generazione hanno avuto il loro Principe dei Ladri. Cavalleresco come Ivanhoe, spavaldo come D’Artagnan, Robin il proscritto ha la generosità di un santo e la giovialità di un ragazzo. Di sicuro l’arciere di Alexandre Dumas è il prototipo di una lunga serie di ladri gentiluomini. Il cinema lo ha a lungo inseguito nei labirinti di Sherwood, regno dell’allegria, dell’amicizia e delle sfide beffarde. Gli ha fatto assumere la scanzonata fisionomia di Douglas Fairbanks, la malinconica ironia di Sean Connery, il sorriso rassicurante di Kevin Costner, lo sguardo truce di Russell Crowe. Per i cartoni animati Robin è una volpe, l’inseparabile John un grosso orso. Ma nessuna immagine (come nessuno sbirro) è mai riuscita a imprigionarlo. La lotta che ha ingaggiato con il Potere è destinata a non aver mai fine. Perché Robin Hood è un mito: quello della giustizia che non ha pace e vaga per il mondo a risvegliare i suoi arcieri. «Nelle prime ore d’una bella mattina d’agosto, Robin Hood camminava di buon passo per uno stretto sentiero della foresta di Sherwood. Era solo, ma aveva il cuore pieno di gioia e una canzone gli era venuta alle labbra.»

      Biblioteca dei Ragazzi - 11: Le avventure di Robin Hood1994
      4,1