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Roberto C. Sonaglia

    Lamento di Portnoy
    L'intelligenza dei cani
    • L'intelligenza dei cani

      • 288pagine
      • 11 ore di lettura

      Il sodalizio dell'uomo con il cane dura da ben quattordicimila anni: non solo il cane ci tiene compagnia e si dimostra collaboratore insostituibile per le più varie attività, ma anche, con un "quoziente intellettivo" di livello insospettato, presenta precise differenze caratteriali tra razza e razza. Di tutte Stanley Coren, docente di psicologia ed espertissimo addestratore, fornisce una puntualissima descrizione; con il piglio sistematico dello scienziato e la passione del cinofilo spiega i quozienti intellettivi dei vari cani e le diverse inclinazioni per le attività sportive e lavorative. Non solo: partendo dal presupposto che, indipendentemente dalla razza, ogni esemplare è un individuo a sé, l'autore propone una divertente serie di test che chiunque potrà eseguire in casa per misurare l'intelligenza del proprio cane.

      L'intelligenza dei cani
      4,2
    • Travolto da desideri che ripugnano alla sua coscienza e da una coscienza che ripugna i suoi desideri, Alex Portnoy ripercorre con l'analista, in un monologo-fiume, la propria vita. A partire dalla famiglia ebraica: il padre, un assicuratore sempre vissuto in funzione della propria stitichezza e la madre, «che radar, quella donna! Mi controllava le addizioni in cerca di errori; i calzini alla ricerca di buchi; le unghie, il collo, ogni piega o grinza del mio corpo alla ricerca di sporcizia». Quel che ad Alex però interessa piú di tutto è il sesso. E dopo un'adolescenza trascorsa chiuso a chiave nel bagno, «a spremersi il pisello nella tazza del gabinetto», Alex vive una storia dietro l'altra, sempre con ragazze non ebree, quasi che penetrando loro potesse anche penetrarne l'ambiente sociale: «come se scopando volessi scoprire l'America. Conquistare l'America». Fino alla storia di sesso travolgente e sfrenato con la «Scimmia» e all'epilogo, come ultima spiaggia, in Israele, dove Alex, totalmente incredulo, si accorge di come lí sia tutto ebraico. «Questa è la mia vita, la mia unica vita, e la sto vivendo da protagonista di una barzelletta ebraica».

      Lamento di Portnoy
      3,7