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Adriana Motti

    Madre e Figlio
    Classici Moderni - 6: Passaggio in India
    Ehrengard
    Piccola Biblioteca - 103: Il grande mare dei Sargassi
    Il giovane Holden
    Super ET: Il giovane Holden
    • Super ET: Il giovane Holden

      • 248pagine
      • 9 ore di lettura

      Sono passati cinquant'anni da quando è stato scritto, ma continuiamo a vederlo, Holden Caufield, con quell'aria scocciata, insofferente alle ipocrisie e al conformismo, lui e la sua "infanzia schifa" e le "cose da matti che gli sono capitate sotto Natale", dal giorno in cui lasciò l'Istituto Pencey con una bocciatura in tasca e nessuna voglia di farlo sapere ai suoi. La trama è tutta qui, narrata da quella voce spiccia e senza fronzoli. Ma sono i suoi pensieri, il suo umore rabbioso, ad andare in scena. Perché è arrabbiato Holden? Poiché non lo si sa con precisione, ognuno ha potuto leggervi la propria rabbia e assumere il protagonista ad "exemplum vitae".

      Super ET: Il giovane Holden2008
      3,9
    • A Chandrapore, nell'India stretta sotto la morsa del colonialismo, si fronteggiano "Islam, un atteggiamento verso la vita squisito e durevole", la burocrazia britannica, "invadente e sgradevole come il sole" e "un pugno di fiacchi indù", in una silenziosa guerra fredda. Finché l'arrivo di una giovane turista inglese non viene a incrinare il fragile equilibrio. Perché Adela Quested, con stupore del clan dei sahib bianchi, non si accontenta dei circoli e delle visite ufficiali: vuole conoscere "la vera India" e trova la guida indigena perfetta nel mite e ospitale Aziz. Ma nelle grotte di Marabar la gita preparata con ogni cura si trasforma per Adela, vittima delle sue personali inquietudini o di un indegno affronto, in un dramma sconvolgente che arriva fino nelle aule di un tribunale, facendo esplodere pregiudizi, razzismi, contraddizioni. Lo scontro tra due civiltà agli antipodi per sentimenti e valori troverà anche la sua eroina inconsapevole: Esmiss Moor, Miss Moore per gli inglesi, figura simbolo di un'impossibile pacificazione. Il ritratto umano e poetico di un paese amatissimo si fa parabola della "segreta intelligenza del cuore" di contro alla protervia della ragione in quello che Forster chiamò "il mio romanzo indiano influenzato da Proust" e che è il suo indiscusso capolavoro.

      Classici Moderni - 6: Passaggio in India1988
      3,4
    • Il giovane Holden

      • 238pagine
      • 9 ore di lettura

      Sono passati cinquant'anni dalla sua scrittura e quaranta dalla pubblicazione in Italia, ma l'ansia espressa da Salinger, in dialogo con i più giovani, è ancora attuale. Holden Caulfield, con il suo atteggiamento scocciato e la sua avversione per l'ipocrisia e il conformismo, continua a risuonare. La sua "infanzia schifa" e le "cose da matti" che gli accadono dal giorno in cui lascia l'Istituto Pencey, con una bocciatura in tasca e il desiderio di nascondere tutto ai genitori, costituiscono la trama, narrata con una voce diretta e senza fronzoli. La sua rabbia, non sempre spiegata, ha permesso a ciascun lettore di identificarsi e interpretarla, contribuendo al suo successo duraturo. Salinger ha indubbiamente rivoluzionato la letteratura contemporanea, influenzando l'immaginario collettivo e stilistico del Novecento, diventando un autore fondamentale per comprendere il nostro tempo. In Italia, il romanzo ha trovato fortuna anche grazie alla traduzione di Adriana Motti, che ha mantenuto l'autenticità del linguaggio di Holden. A quarant'anni dall'edizione italiana, Einaudi ripropone il testo, celebrando un grande libro del Novecento che continua a parlare anche negli anni Duemila.

      Il giovane Holden1986
      3,8
    • Ford Madox Ford, scopritore di Jean Rhys, elogiò il suo primo romanzo per la rara abilità nella forma, soprattutto per una scrittrice di lingua inglese. Rhys narrava storie amare e di quotidiana ferocia ambientate nella Rive Gauche, tra esuli anglosassoni, piccoli alberghi di Bloomsbury e caffè, dove l’amore si intrecciava con la desolazione. Tuttavia, nel 1939, Jean Rhys scompare dalla scena letteraria; i suoi libri esauriscono e il suo nome viene dimenticato fino al 1958, quando viene ritrovata in Cornovaglia. Nel 1966 pubblica la sua opera più matura, un romanzo di straordinaria densità e tensione, subito riconosciuto come memorabile. Ambientato in Giamaica intorno al 1830, il mondo descritto è caratterizzato da un contrasto tra il fulgore e la tenebra. Le pratiche del voodoo e le storie di zombi si scontrano con la calma ferocia dei bianchi, mentre la natura splendente avvolge la giovane Antoinette, già segnata da un destino avverso. Il suo matrimonio con un giovane inglese, motivato da interesse, genera una passione tragica in cui desiderio, odio, vita e morte si avvicinano pericolosamente. Un filtro d’amore porterà solo sciagura, accumulando il peso di generazioni sul destino di Antoinette.

      Piccola Biblioteca - 103: Il grande mare dei Sargassi1980
      3,7
    • Ehrengard

      • 100pagine
      • 4 ore di lettura

      Pubblicato postumo nel 1963 e per la prima volta tradotto in italiano, questo racconto è considerato una conclusione trionfale dell'opera dell'autrice, facilmente inseribile tra i racconti perfetti di ogni tempo. Riprendendo gesti e scenari del suo primo libro, l'autrice narra la storia della bella vergine guerriera Ehrengard e del demoniaco pittore Cazotte, il quale cerca di sedurla senza mai toccarla, facendola arrossire di complicità, secondo la sua perversione artistica. Intorno a loro si sviluppa una complessa trama dinastica in un regno da operetta. Il tema della seduzione e dell'estetico si intreccia con quello mitologico del "bagno di Diana". L'autrice, con ironia e profondità metafisica, rovescia i termini della seduzione, rivelando l'inganno del seduttore e la sorpresa finale, simile a quella di un prestigiatore. Questa sorpresa rappresenta il segreto del racconto: un imprevisto rossore, un Alpenglühen, che simboleggia l'insolito irradiarsi di luce sulle cime montuose al tramonto. Scritto in una prodigiosa estate di San Martino, alla soglia della morte, questo racconto può essere visto come l'ultimo splendore della sua opera.

      Ehrengard1979
      3,6