After Thomas Mann, Stefan Zweig was perhaps the most well-known and widely read author writing in German before the Nazi period. Beware of Pity was written in Zweig's London exile in 1938, and although it is above all a psychological novel whose tragedy unfolds in the private realms, Zweig's humanistic perspective provides a commentary on the larger historical and political situation.
Maximilian Aue dirige una fabbrica di merletti nel Nord della Francia, lontano dalla guerra. Nato in Alsazia da madre francese, parla perfettamente la lingua, riuscendo a nascondere il suo passato da ufficiale delle SS nel caos del dopoguerra. Racconta la sua storia senza rimorsi, partendo dalla sua infanzia in Francia e dagli studi di diritto e economia politica in Germania. Intelligente e colto, Maximilian è omosessuale, con un legame morboso per la sorella. Dopo essere stato sorpreso in una situazione compromettente, viene salvato da un giovane SS e si unisce alle SS, attratto dall'ideologia nazista. Dopo un periodo a Parigi, combatte sul fronte orientale come ufficiale, redigendo rapporti per il Reich sulla campagna di Russia. Ferito a Stalingrado, diventa un eroe nazionale. Lavora con Himmler per riorganizzare i campi di concentramento e cerca manodopera in Ungheria per le industrie belliche. A Berlino, si dedica alla scherma e al nuoto, assiste a concerti di Karajan e Furtwängler e ha una sterile relazione con una donna. Dopo un tentativo di fuga in Pomerania, ritorna a Berlino, vivendo il crepuscolo del nazismo. Un affresco epico e tragico che rivive la seconda guerra mondiale dal punto di vista dei carnefici.