" Yo escribo sobre mí mismo, sobre mi vida privada, sobre mis amores, mis hijos, mi dolor, la nostalgia de mis padres, y los demás se ven reflejados en ello " . La poesía de Yehuda Amijai abre un nuevo camino en la poesía hebrea posterior a la creación del Estado de Israel, se aleja de la biografía colectiva contada por la generación del 48 y muestra la biografía personal del hombre que, describiendo su pasado y su presente, avanza hacia el futuro. El poeta encuentra en la palabra un camino de vuelta, una posibilidad de unión entre el yo y el otro. La voz del hombre que continúa vivo entre las cosas que una vez existieron es la que se oye en la poesía de este libro, pues la palabra poética es el único puente que puede volver a unir los elementos que la palabra creadora separó.
Raquel García Lozano Libri


D'un tratto nel folto del bosco
- 114pagine
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La notte, al villaggio, regna uno strano silenzio. Anche di giorno, l’assenza degli animali è palpabile: non ci sono cani, gatti o insetti. Qualcosa è accaduto tempo fa, e i bambini chiedono spiegazioni, ma gli adulti rispondono evasivamente. Solo alcuni, come la maestra Emanuela, il vecchio Almon, ex pescatore, e la fornaia, lasciano trasparire un senso di mistero. Mati e Maya decidono di partire per scoprire il segreto del villaggio privo di animali. Nel bosco, incontrano Nimi, un puledrino malato, e Nehi, il demone del bosco, rivelando una verità triste. La narrazione si trasforma in una favola, in cui Amos Oz esplora un paese senza nome e senza animali, descrivendo con maestria voci, silenzi e paesaggi. La storia del villaggio è avvolta in immagini toccanti, adatte a grandi e piccini, e presenta una morale inusuale: gli animali, pur assenti, insegnano agli uomini una lingua che evita il distacco e l’esclusione. La lingua degli animali ha molte parole, ma nessuna esprime l’emarginazione, nemmeno per chi vive con un morbo come il nitrillo.