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Hanneke van der Heijden

    Ik heet Karmozijn
    ET: Il mio nome è rosso
    Neve
    Istanbul
    • Ik heet Karmozijn

      roman

      • 525pagine
      • 19 ore di lettura

      <i>Ik heet Karmozijn</i> is een roman over kunst en het dagelijkse leven. Een ode aan de Osmaanse vertelkunst en een thriller tegelijkertijd. Het verhaal speelt zich af gedurende twaalf winterse dagen in het Istanbul van 1591. Als haar man na negen jaar nog steeds niet teruggekeerd is uit de oorlog, gaat de mooie Seküre, moeder van twee zonen, op zoek naar een nieuwe echtgenoot.De vader van Seküre heeft een geheime opdracht gekregen van de Osmaanse sultan. Eén voor één ontbiedt hij hofminiatuurschilders bij zich. Deze meesterschilders werken samen aan een boek voor de sultan, onder supervisie van Seküres vader. Ze maken hiervoor tekeningen in een westerse stijl. Het is een uiterst controversiële opdracht, die indruist tegen de heersende opvattingen. Wanneer een van de schilders vermoord wordt, vraagt Seküres vader zijn neef Kara om hulp. Seküre en Kara waren als kinderen erg op elkaar verliefd, en nu krijgt deze liefde een kans opnieuw op te bloeien. Een prachtig liefdesverhaal, een onvervalste thriller en een fascinerende vertelling over de verschillen in westerse en oosterse opvattingen over kunst en daarmee over het leven.

      Ik heet Karmozijn2007
    • Istanbul

      • 388pagine
      • 14 ore di lettura

      Orhan Pamuk racconta di aver sempre creduto che a Istanbul ci fosse un altro bambino identico a lui, un altro Orhan. In un gioco di specchi, Istanbul guarda verso l'Europa in cerca di una città invisibile, libera dalla miseria e dalla decadenza, che conservi un'identità orientale ma racchiuda le qualità dell'Occidente. Nella sua visione, tutto si raddoppia: gli abitanti del Corno d'Oro cercano conferme nel giudizio degli occidentali, affascinati dai miraggi dell'esotismo. La tristezza che pervade Istanbul, lo hüzün, è una «condizione della mente» assimilata con orgoglio, derivante dal declino dell'impero ottomano e dai sogni delusi della Turchia moderna. Essa si nutre di dettagli come le sirene dei battelli nella nebbia, i gabbiani sotto la pioggia e le folle che tornano a casa dopo partite di calcio, sempre sconfitte. Questa tristezza è anche bellezza, come scriveva Ahmet Rasim, e gli scrittori celebrano questa magia malinconica, forse per il senso di colpa verso un'Istanbul occidentalizzata. Pamuk ama la città della sua infanzia, «una fotografia in bianco e nero», e i vecchi film e disegni sono i mezzi più evocativi per rappresentarla. Così, il destino di Istanbul diventa il carattere del suo narratore, rendendo la città una storia di vocazione.

      Istanbul2005
      3,8
    • ET: Il mio nome è rosso

      • 450pagine
      • 16 ore di lettura

      Un romanzo d'amore, una storia di intrighi e di misteri che conducono fino alle stanze segrete del palazzo del Sultano, confermando l'eccezionale talento narrativo e la grande sensibilità poetica di Orhan Pamuk. Istanbul, 1591. In una città scossa da antiche inquietudini e nuovissime tentazioni, tra i miniaturisti del Sultano si nasconde un feroce assassino. Per smascherarlo, Nero è disposto a tutto, anche a rischiare la vita. Perché se fallisce, per lui non ci sarà futuro con la bella S¸eküre, non ci sarà l'amore che ha sognato per dodici anni. Libro corale, ricco di passione e di suspense, questo straordinario romanzo di Orhan Pamuk restituisce la ricchezza e la malinconia di un mondo al tramonto. Nel contrasto tra i due vecchi miniaturisti, Zio Effendi e Maestro Osman, Pamuk riassume una discussione che continua ancora oggi nel mondo islamico, diviso tra modernità e tradizione.

      ET: Il mio nome è rosso2001
      3,7
    • Neve

      • 468pagine
      • 17 ore di lettura

      A Kars, al confine tra Turchia, Armenia e Georgia, alcune giovani ragazze si suicidano, apparentemente costrette a togliersi il velo all'università. Il poeta Ka, esule turco in Germania, è inviato a Kars per un reportage e inizia a indagare, lacerato dal confronto tra Occidente e Islam. La neve cade incessantemente, mentre la città, un miscuglio di etnie e fazioni politiche, è segnata da tensioni tra turchi, curdi, georgiani, nazionalisti laici e integralisti religiosi, con la presenza della polizia segreta, dell'esercito e dei terroristi islamici. Durante la sua indagine, Ka rivede Ipek, una bella compagna di università di cui si innamora, sognando di portarla con sé in Germania. Per realizzare questo sogno, è disposto a tutto. La situazione si complica quando una compagnia teatrale mette in scena un dramma degli anni Venti a favore della laicità, in cui una donna brucia il chador in pubblico. Durante lo spettacolo, una protesta di studenti di un liceo religioso sfocia in violenza. Ka, coinvolto suo malgrado, si trova in una posizione confusa, incapace di rispondere alla domanda sulla fede. Pur affermando di aver ritrovato Allah a Kars, la sua vera ricerca è quella della felicità, in un contesto di conflitto tra culture.

      Neve1964
      3,6