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Sylvie Schneiter

    The Mars Room
    La bellezza delle cose fragili
    Il silenzio intorno
    Nous sommes tous des féministes/Le danger de l'histoire unique
    Dovremmo essere tutti femministi
    • Dovremmo essere tutti femministi

      • 50pagine
      • 2 ore di lettura

      In questo saggio molto personale, scritto con grande eloquenza - frutto dell'adattamento di una conferenza TEDx dal medesimo titolo di straordinario successo - Chimamanda Ngozi Adichie offre ai lettori una definizione originale del femminismo per il XXI secolo. Attingendo in grande misura dalle proprie esperienze e riflessioni sull'attualità, Adichie presenta qui un'eccezionale indagine d'autore su ciò che significa essere una donna oggi, un appello di grande attualità sulle ragioni per cui dovremmo essere tutti femministi. In un contesto in cui il femminismo era considerato un ingombrante retaggio del secolo scorso, la posizione di Adichie ha cambiato i termini della questione. Alcuni brani della sua conferenza sono stati campionati da Beyoncé nel brano Flawless e hanno fatto il giro del mondo. La scritta FEMINIST a caratteri cubitali come sfondo della performance dell'artista agli Mtv Video Music Awards e il famoso discorso dell'attrice Emma Watson alle Nazioni Unite in cui si dichiara femminista sono segni evidenti del fatto che c'è un prima e un dopo Dovremmo essere tutti femministi.

      Dovremmo essere tutti femministi
      4,4
    • "Partout dans le monde, la question du genre est cruciale. Alors j'aimerais aujourd'hui que nous nous mettions à rêver à un monde différent et à le préparer. Un monde plus équitable. Un monde où les hommes et les femmes seront plus heureux et plus honnêtes envers eux-mêmes. Et voici le point de départ : nous devons élever nos filles autrement. Nous devons élever nos fils autrement." Dans ces deux discours, Chimamanda Ngozi Adichie porte une voix, rare et puissante, d'émancipation.

      Nous sommes tous des féministes/Le danger de l'histoire unique
      4,2
    • Da quando ha cinque anni, Grania ha il silenzio intorno a sé: non ci sente, ma la tenerezza e il sostegno della famiglia, uniti alla sua inesauribile capacità di dare amore a chi le sta intorno l'aiutano a superare ogni ostacolo. Riesce a leggere e a parlare di nuovo. Diventata adulta trova un lavoro... e anche un marito, Jim, la stella polare della sua vita, perfino quando la Grande Guerra in Europa lo allontanerà per lungo tempo... Suggestivo e smisurato, un delicato romanzo di atmosfere e struggenti moti dell’anima.

      Il silenzio intorno
      3,9
    • La bellezza delle cose fragili

      • 350pagine
      • 13 ore di lettura

      Kweku Sai è morto all'alba, davanti al mare della sua casa in Ghana, una dimora che aveva progettato anni prima su un tovagliolino di carta. Il suo sogno era di avere accanto a sé i quattro figli e la moglie Fola, in una casa che racchiudesse la sua famiglia e il Ghana, da cui era fuggito. Ma ora Kweku è lontano da loro, separato da «chilometri, oceani, fusi orari» e da distanze emotive come il dolore e la rabbia. Perché il chirurgo geniale di Boston, che ha scalato le università statunitensi partendo da un villaggio africano, muore lontano dai suoi cari? Lontano da Olu, il figlio maggiore che vive la vita che Kweku avrebbe dovuto vivere, dai gemelli Taiwo e Kehinde, la cui bellezza nasconde ferite, e da Sadie, che si sente inadeguata. E lontano da Fola, la sua amata. Tuttavia, ciò che sembra fragile, come i sogni e certe famiglie, può rivelarsi sorprendentemente resistente, più forte della Storia e del Tempo. Questo romanzo esplora una famiglia contemporanea, offrendo un potente affresco del mondo globalizzato e un'elegia intima sulla perdita e la bellezza.

      La bellezza delle cose fragili
      3,8
    • The Mars Room

      • 338pagine
      • 12 ore di lettura

      TIME’S #1 FICTION TITLE OF THE YEAR • NEW YORK TIMES NOTABLE BOOK OF 2018 FINALIST for the MAN BOOKER PRIZE and the NATIONAL BOOK CRITICS CIRCLE AWARD LONGLISTED for the ANDREW CARNEGIE MEDAL An instant New York Times bestseller from two-time National Book Award finalist Rachel Kushner, The Mars Room earned tweets from Margaret Atwood—“gritty, empathic, finely rendered, no sugar toppings, and a lot of punches, none of them pulled”—and from Stephen King—“The Mars Room is the real deal, jarring, horrible, compassionate, funny.” It’s 2003 and Romy Hall is at the start of two consecutive life sentences at Stanville Women’s Correctional Facility, deep in California’s Central Valley. Outside is the world from which she has been severed: the San Francisco of her youth and her young son, Jackson. Inside is a new reality: thousands of women hustling for the bare essentials needed to survive; the bluffing and pageantry and casual acts of violence by guards and prisoners alike; and the deadpan absurdities of institutional living, which Kushner evokes with great humor and precision. Stunning and unsentimental, The Mars Room demonstrates new levels of mastery and depth in Kushner’s work. It is audacious and tragic, propulsive and yet beautifully refined. As James Wood said in The New Yorker, her fiction “succeeds because it is so full of vibrantly different stories and histories, all of them particular, all of them brilliantly alive.”

      The Mars Room
      3,4